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Rosso di sera....

ROSSO DI SERA

Ieri sera si è svolta la prima delle "serate speciali" in programma per l'anno 2009. (vedi pagina a lato)
Nella bella saletta riunione, perfettamente preparata, gli undici posti aspettavano solo le pesone iscritte.
Dopo una breve introduzione Massimo Arsie, la persona che conduceva tale serata, dava inizio alle danze.
Sette i vini in degustazione, tutti rossi, più un bianco di apertura.
I vini degustati (scritti in calce, ed in ordine di servizio) erano stati scelti con cura e senso logico, indubbiamente 6 su 7 erano all'altezza di quella inevitabile sfida che normalmente si viene a creare tra vini degustati in tale modo.
Non formulerò giudizi sui vini degustati: rischierei di essere soggettivo (lo farò pertanto come commento inviato) ma una riflessione sulla serata mi permetto eccome di scriverla!
E' innegabile ed inconfutabile che la profondità, la riflessione su quanto si ritrova nel bicchiere e l'attenzione che si può porre in una degustazione a numero chiuso è impossibile da riprodurre in serate aperta ad una platea superiore alle 10 persone. Non fosse altro che per il vantaggio di poter bere tutti dalla stessa ed unica bottiglia.
Spiace pertanto che molte persone non vogliano affinare le proprie capacità affidandosi a questo genere di degustzioni, le uniche che ti permettono di crescere realmente di spessore.
Per inciso i miei compagni di serata si sono dimostrati perfettamente all'altezza dei vini serviti e di ottima compagnia, ed è sempre un piacere dividere la gioia di nuove bottiglie con persone che ti donano la loro simpatia.
AC

- Franciacorta Saten 2002  A.A. CORNALETTO

- Brunello di Montalcino Le Macioche 1999  A.A. PALAZZINA

- Rosso di Montalcino 2006  STELLA DI CAMPALTO

- Rosso dell'Abbazia 1998  SERRAFINI & VIDOTTO

- Chateneauf du Pape 2001  DOMAINE DE LA VEILLE JULIENNE

-  Barolo 2003  BARTOLO MASCARELLO

- Volnay Les Champans 2001  DOMAINE HUBERT DE MONTILLE
                                                       
- Pomerol 2000  CAHETAU FEYTIT CLINET

A chi era presente lascio il commento sui vini degustati, e a chi non vi era domande e/o curiosità...
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R
ROSSO DI MONTALCINO 2006 - STELLA DI CAMPALTO<br /> Leggera riduzione iniziale che poi si pulisce. Si sente un po' il legno, ma sembra solo un indizio di gioventù. Grande presenza in bocca e, tutto sommato, buon equilibrio anche del legno. Vino sicuramente mooolto giovane. Da godere tra qualche annetto!<br /> <br /> ROSSO DELL'ABAZIA 1998 - SERAFINI & VIDOTTO<br /> Notevole concentrazione. Naso decisamente erbaceo, leggera speziatura. In bocca risulta un po' monocorde con questo erbaceo, non molto fine bisogna dire, che domina. A me questo vino non è dispiaciuto. Certo che dopo i due precedenti... Lo ricordo all'uscita, praticamente un'anteprima, nell'occasione di una verticale del Rosso dell'Abazia organizzata dallo Slow Food di Treviso al ristorante La Panoramica a Nervesa, presenti Serafini e Vidotto, Edy Furlan e, per lo Slow Food, Gianni Fabrizio. Le prime annate del Rosso, '93, '94, '95 mi sono rimaste nel cuore e mi hanno sempre emozionato, anche quando mi è capitato di berle altre volte in seguito. Dal '96 sono entrati in produzione i nuovi vigneti e il vino, c'è poco da fare, è cambiato. Non so se in meglio o in peggio, ma è cambiato. Questo '98 lo ricordavo un vino già allora molto potente, difficile da giudicare, data la gioventù. Non mi pare però che l'invecchiamento lo abbia arricchito considerevolmente.<br /> <br /> 2a batteria di rossi: quella che più ci ha fatto discutere.<br /> <br /> CHATEAUNEUF DU PAPE 2001 - LA VIEILLE JULIENNE<br /> Iodato e assai ferroso. Grande evoluzione nel bicchiere con splendide sensazioni floreali: geranio, melograno. Corona il percorso olfattivo con un bell'aroma di fico fresco. In bocca è fresco e bevibilissimo, grazie ad un'acidità molto ben calibrata. E' la seconda volta che lo bevo questa settimana e tutte e due le volte mi inganna. Potrei scambiarlo per un Barolo, ma anche per un Borgogna. Per me secondo vino della serata ad un'incollatura.<br /> <br /> BAROLO 2003 - BARTOLO MASCARELLO<br /> Inizialmente è chiuso ed anche un po' smaltato, non proprio piacevole. Lentamente si pulisce, si apre su toni vagamente minerali, un po' agrumati, che mi suggeriscono la provenienza piemontese (anche se così alla cieca la darei appena ad un 60%) ma non si emancipa mai del tutto, rimane sempre un po' contratto. Il tannino non è molto deciso, sembra tentennante. Una certa acidità riesce a evitare quella sensazione di cottura che così spesso l'uva Nebbiolo acquista nelle annate calde. Insomma, un vino corretto, nulla più. L'ho già bevuto altre volte e sempre mi ha dato l'impressione di un vino discreto, senza troppe ambizioni. Realista, in un certo senso, come se ci dicesse "L'annata è stata quella che è stata. Ogni produttore ha fatto quello che ha potuto (e che è stato in grado di fare). Io sono fatto così, non chiedermi di più". Un po' il discorso che faceva Teresa Mascarello che presentava questo vino a Vini Veri 2007. Lei aggiungeva di berlo subito, di non invecchiarlo.<br /> <br /> 3a batteria<br /> <br /> VOLNAY 1ER CRU LES CHAMPANS 2001 - DE MONTILLE<br /> Granato trasparente.<br /> Inizialmente un po' salmastro, si rivela subito di una mobiltà quasi destabilizzante, è persino difficile stargli dietro: passa al cuoio, alla cipria, smbra stabilizzarsi su belle erbe aromatiche. Appare leggermente evoluto. In bocca è davvero molto fresco ed elegante, lieve ma con carattere. rimane questo senso di vino evoluto a lasciare un po' di dubbi, anche se bisogna dire che dopo veramente molto tempo che era nel bicchiere, sembrava come ringiovanire e puntare su sensazioni piacevolmente balsamiche. Troppo giovane? O, forse giustamente, come dice Alessandro, da scaraffare? Per me comunque terzo vino della serata a poca distanza dal secondo.<br /> <br /> POMEROL 2000 - CHATEAUX FEYTIT-CLINET<br /> Quasi impenetrabile. Subito un sacco di frutta, nera in prevalenza mirtilli, carrube). Finemente erbaceo. Ecco penso ad un vinone e invece in bocca è di un'agilità sorprendente. Il tannino gli dà struttura e l'acidità, mai invadente, bevibilità e freschezza. Mi viene in mente il giovane Cassius Clay: potente e prodigiosamente agile. Per me terzo vino della serata a parimenrito con De Montille (e dire che non sono un amante del Merlot).<br /> <br /> Complimenti a Massimo per la scelta dei vini e per la conduzione della serata. Alle prossime!
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A
Vero Massimo: grande la Toscana di ieri, anzi sorprendente oltre ogni immaginazione. <br /> Non volevo "svilire" il Volnay con il mio commento, tutt'altro: forse era un vino da ossigenazione piena, magari quella fatta in decanter (che noi non amiamo) ma che in questo caso serviva.
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M
Ciao a tutti, grazie a tutti per la partecipazione. Essere presenti ad una serata in cui i vini sono posti alla cieca denuncia una bella fiducia verso il relatore, grazie ancora.<br /> <br /> Sui vini concordo con Alessandro: delusioni Rosso dell'Abbazie e Bartolo 2003.<br /> <br /> Invece il pinot nero che effettivamente aveva una iniziale nota "evoluta " piano piano con l'ossigenazione nel bicchiere tendeva a "ringiovanire" e anche la lunghezza in bocca ne traeva giovamento.<br /> Forse stretto tra i due giganti dello Chateneuf e del Pomerol un pò ne soffriva il peso, lui che fà della eleganza la sua dote migliore.<br /> Detto questo in difesa del vino dico anche che dal vino più costoso della serata mi aspettavo un pò di più. Piccola delusione.<br /> <br /> Altro aspetto della serata secondo me la Toscana che spesso bistrattata per i vini legnosi e piacioni sfodera questi vini che sono puro fascino, intriganti e bellissimi.<br /> <br /> Ci si innamora della Toscana, ci si sposa col Piemonte....però ogni tanto una avventura extra coniugale in Toscana non è poi così male....<br /> <br /> un saluto a tutti....e grazie ancora....<br /> <br /> P.S.: nessun tappo, su 8 bottiglie di questi tempi è quasi un record...
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R
Devo dire che le serate speciali sono sempre molto piacevoli, seduti attorno ad un tavolo, in tutta tranquillità. Rispetto alle serate del primo venerdì del mese rappresentano, secondo me, un approfondimento o, tutt'al più, un complemento. Per quanto mi riguarda, difficilmente rinunciabile!<br /> <br /> Questa in particolare è stata piacevolissima. Era tempo che non bevevo in un unica serata vini rossi tanto significativi. Non so come, ma ultimamente con il rosso si trovano meno occasioni di discussione, meno stimoli in un certo senso, che con il bianco. Sarà una mia impressione! Eppure istintivamente sarei maggiormente portato verso il rosso. Il bianco lo trovo sempre un po' più cerebrale. Il rosso più passionale. Naturalmente parlo in termini totalmente personali e generali.<br /> <br /> La serata è iniziata con uno spumante, coì, tanto per brindare insieme, rompere il ghiaccio e avvinare la bocca. Noto subito al naso una certa pasticceria, molto fine, non smaccata. Il vino lascia presagire sensazioni dolciastre che poi in bocca non ritroverò, anche se verranno avvertite da qualcuno dei presenti. Il naso rivela anche una leggerissima nota ossidativa che non mi dispiace per nulla e, anzi, mi porta verso certi blasonati spumanti d'oltralpe e si risolve in una leggera di mela cotogna. <br /> In bocca rivela una carbonica lieve e carezzevole. Discreta corrispondenza gusto-olfattiva e chiusura un po' amara. Interessante il comportamento del vino dopo la deglutizione: la nota amara si dispoerde e il vino termina con un lungo e persistente finale di erbe aromatiche che mi è capitato di sentire altre volte nei migliori Franciacorta.<br /> BRUT SATEN 2002 - CORNALETTO (sboccatura 2007)<br /> <br /> Batteria di tre rossi:<br /> <br /> Un granato non particolarmente carico con unghia leggermente aranciata lascia presagire una certa evoluzione.<br /> Al naso mi prende subito: leggera speziatura iniziale, ma poi un continuo mutare di sensazioni con predominio di note agrumate tipo arancia sanguinella e mineralità ferrosa. Un vino instancabile che corona il suo percorso olfattivo con una splendida pesca gialla.<br /> Bevibiltà prodigiosa conferita da un'acidità e da un tannino pulitissimi e molto fini, oltreché perfettamente integrati. Mi sorprende una decisa piccantezza. Fascino, suadenza, amichevolezza, quasi famigliarità di un vino che ha l'apparente facilità e semplicità dei grandi. (Devo aggiungere che per me è stato il vino numero 1 della serata?)<br /> BRUNELLO DI MONTALCINO 1999 - LE MACIOCHE<br /> <br /> (accid... devo andare, ma intendo continuare...)
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A
Caro Roberto, forse serve fin là, ma mi permetto di rispondere al tuo quesito per quella che è la mia personale esperienza.<br /> Ogni volta che ho avuto la fortuna di pasteggiare con grandi vini (anche autentici "giganti") questi si sono tenuti al servizio del cibo in modo insospettabile. <br /> In special modo quei vini che avevano una storia alle spalle! Qualche difficoltà invece l'ho avuta con i fenomeni recenti (ricordo un famoso - ed ottimo - super tuscan di recente nascita inabbinabile con qualsiasi cosa) ma questa è la dimostrazione che i vini non si possono giudicare senza il trascorrere del tempo.<br /> <br /> Però la prova pratica che suggerisci la faremo volentieri.<br /> Ciao
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