E' una bella storia di paese, di un paese che però è "al centro del mondo".1- Quando nasce la sua passione per il vino?
Da bambina, per imitazione prima e per passione trasmessa poi.
2 - Inizialmente grazie a quali mezzi e metodi l'ha coltivato ed approfondita?
Seguendo mio padre, Giacomo Bologna, partecipando agli incontri con altri viticoltori, studi enologici ecc.
3 - Tre aggettivi per definire o descrivere la sua cantina.
Curata, dinamica, famigliare.
4 - Un vino impresso nella sua memoria...
Bricco dell'Uccellone '82 e Ai Suma '89.
5 - Esiste un vino che non ha ancora assaggiato in modo esaustivo e completo?
Verticale di Barolo Monfortino di Giacomo Conterno.
6 - A che punto crede sia arrivata l'Italia a livello enologico?
Una grande crescita negli ultimi vent'anni, ma c'è ancora tanto da fare, soprattutto per difendere le nostre "italianissime" varietà.
7 - Che tipo di "Bevitore" ritiene di essere? Si descriva con tre aggettivi.
Curiosa, critica e spendacciona.
8 - Qual è il suo vino preferito?
Il vino buono.Fatto con passione e raffinatezza.
9 - Un nome su tutti. Un produttore che stima e perché.
Domenico Clerico. Profondamente legato al Piemonte ma bravissimo e aperto degustatore dei vini del mondo. Direttamente partecipe in vigna, in cantina, sul mercato e generosissimo nei rapporti umani.
10 - Un pensiero per il Circolo dei Saggi Bevitori.
Costruitevi una cantina ampia, spaziosa e ben areata, rallegratela di tante belle bottiglie, queste ritte, quelle coricate, da considerare con occhio amico nelle sere di Primavera, Estate, Autunno ed Inverno, sogghignando al pensiero di quell'uomo senza canti e senza suoni, senza donne e senza vino che dovrebbe vivere una decina di anni più di voi.
Intervista rilasciata a Lorella Zago.