Marco Gatti, quarantaseienne, giornalista, critico gastronomico e sommelier, si occupa da oltre vent'anni di enogastronomia. Ha collaborato con i quotidiani "Libero" e "Il Giorno", i mensili "Class; Gentelman; Fuori Casa; Il Sommelier Italiano; VerdeOggi; ecc."
Vicepresidente del "Club del Papillon" e strettissimo collaboratore di Paolo Massobrio, è coautore di decine di guide enogastronomiche e di recensione.
1- Quando nasce la sua passione per il vino?
La mia passione del vino è nata da bambino, sono di origini Monferine, vivevo tre le colline e le vigne: mi sembravano il paradiso profumi, sapori e colori e li che si sono fissati nella mia memoria.
Per sempre.
2 - Inizialmente grazie a quali mezzi e metodi l'ha coltivato ed approfondita?
Seguendo mio padre ed i miei zii tra le vigne, le botti e le cantine, assaggiando, poi studiando ed assaggiando.
3 - Tre aggettivi per definire o descrivere la sua cantina.
Invitante, non banale, riposante.
4 - Un vino impresso nella sua memoria...
Bricco dell'Uccellone di Braida e Brunello di Montalcino di Soldera
5 - Esiste un vino che non ha ancora assaggiato in modo esaustivo e completo?
Certo, più d'uno, non si finisce mai dì imparare
6 - A che punto crede sia arrivata l'Italia a livello enologico?
L'Italia è a un buon livello, il potenziale di crescita è immenso.
7 - Che tipo di "Bevitore" ritiene di essere? Si descriva con tre aggettivi.
Curioso, goloso, severo.
8 - Qual è il suo vino preferito?
Barbera d'Asti
9 - Un nome su tutti. Un produttore che stima e perché.
Bologna, oggi sua mogli ed i suoi figli, ha cambiato il destino della Barbera e forse del vino Piemontese ed Italiano.
10 - Un pensiero per il Circolo dei Saggi Bevitori.
Nunc est bibendum, Vinum bibant omines, animalia cetera fontes, dai precetti della scuola Salernitana.
Intervista rilasciata a Lorella Zago .