Daniele Cernilli è ungiornalista enogastronomico, nato a Roma il 22 dicembre del 1954.
È stato fra gli artefici del Gambero Rosso, fin dai suoi esordi, nel 1986 dopo avere collaborato con altre riviste di settore, come Vini&liquori , Il Vino, Le pagine del Vino. Curatore della guida Vini d'Italia fin dalla sua prima edizione, nel 1987.
A lui si deve la classificazione dei vini in bicchieri da uno a tre, e l'invenzione del premio dei tre bicchieri per i migliori vini valutati su quella guida.
Dal 1999 è fra gli autori del canale tematico RaiSat Gambero Rosso Channel. Nel 2006 ha pubblicato per l'editore Einaudi il volume Memorie di un assaggiatore di vini, nella collana Stile Libero.
Attualmente è direttore della rivista Gambero Rosso, innegabilmente la più prestigiosa rivista di vino e cibo d'Italia.
1- Quando nasce la sua passione per il vino?
All'epoca degli studi universitari attorno al 1975, quando a Roma aprirono i primi wine bar, il Cul de Sac in particolare, che frequentavo con i compagni di corso.
2 - Inizialmente grazie a quali mezzi e metodi l'ha coltivato ed approfondita?
Esistevano pubblicazione come il Catalogo Bolaffi dei Vini d'Italia di Veronelli e riviste Vini&Liquori e Civiltà del Bere. Poi mi sono imbattuto in un simpatico ristoratore marchigiano, Severino Severini, che aveva un locale vicino a casa mia ed era il fiduciario dell'Associazione Italiana Sommelier.
Nel 1979 ho iniziato il primo corso, nell'83 ho sostenuto l'esame per diventare docente della tecnica di degustazione
3 - Tre aggettivi per definire o descrivere la sua cantina.
Piccola, molto selettiva, ordinata.
4 - Un vino impresso nella sua memoria...
Difficile ricordarne solo uno. Di certo un Montepulciano d'Abruzzo di Edoardo Valentini ed un Richebourg '78 di Henri Jayer. Poi tantissimi altri.
5 - Esiste un vino che non ha ancora assaggiato in modo esaustivo e completo?
Se dovessi scegliere: uno Chateau d'Yquem del 1811, anno della cometa.
6 - A che punto crede sia arrivata l'Italia a livello enologico?
Molto in alto, anche se internazionalmente non sempre viene riconosciuto. Diamo molto fastidio a Francesi e Californiani, ma i nostri grandi competitors in futuro saranno Australiani e Cileni.
7 - Che tipo di "Bevitore" ritiene di essere? Si descriva con tre aggettivi.
Appassionato, talvolta eccessivo, attento.
8 - Qual è il suo vino preferito?
I grandi Borgogna ed i grandi Barolo fra i rossi, i Riesling della Mosella fra i bianchi.
9 - Un nome su tutti. Un produttore che stima e perché.
Edoardo Valentini per il rigore, Elisabetta Foradori per la passione, Angelo Gaja per l'abilità, Piero Antinori per la lucidità, Giuseppe Mazzacoli per la cultura, Giovanni Conterno per l'onestà, Gianni Masciarelli e Marco Caprai per la sincerità. Scegliete voi la qualità che preferite.
10 - Un pensiero per il Circolo dei Saggi Bevitori.
Che possiate continuare a bere con saggezza, per tanti e tanti anni ancora, i più appassionanti vini del mondo.
Un cordiale saluto.
Intervista rilasciata a Lorella Zago.