
La notizia, data in anteprima come spesso accade, la potete leggere sul blog principe del vino in Italia: l'ottimo
Vino al Vino di Franco Ziliani (
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Inutile perdersi in ripetizioni, molto meglio leggere l'articolo, ma per chi non volesse farlo almeno riassumiamo l'accaduto: una ditta non meglio identificata, a nome Borgo San Leo, propone sul mercato Britannico uno spumante Rosè a base di Prosecco e Nerello Mascalese.
Tralascio le giustissime e condivisibili perplessità espresse da Ziliani e ne creo una ulteriore, partigiana e campanilistica più che mai, ma credo non per questo meno importante: ovvero lo sfruttamento, l'abuso, il richiamo (a mò di specchietto per Allodole) che si fa della parola Prosecco!
Perchè mai, se questo vino viene prodotto con Prosecco e Nerello Mascalese, si deve leggere in etichetta solo il nome del vitigno Prosecco?
La scritta Nerello Mascalese (che comunque vi è) è talmente leggiadra e sottile da non vedersi se non avendo la bottiglia a meno di un metro...
Il Prosecco traina quindi il Nerello? Lo si usa al pari del nome dell'attore famoso nel pubblicizzare qualche film più da botteghino che da critica?
Ma con quali rischi e con quali contro?
Mi domando infatti quale idea si può fare un consumatore Inglese, degustando (sarebbe meglio scrivere trangugiando...) questo spumante, a proposito del vero Prosecco... sarà convinto di avere comperato l'autentico?
Penserà che il Prosecco sia un vitigno a bacca rossa vinificato a rosè? E quindi, quando bianco, un blanc de noir?
Si chiederà se quelle, magari piacevoli, note di frutta rossa (che probabilmente il Nerello darà) siano le sensazioni gustative caratterizzanti del Prosecco?
E se al limite il prodotto dovesse piacerli, un giorno che avrà la fortuna di bere il vero (ed ottimo) Prosecco che tante cantine seriamente producono a Valdobbiadene e dintorni cosa mai potrà pensare?
"Ma questo non è Prosecco! Il Prosecco è rosso, al limite rosè, ed ha tutt'altro gusto... questa è una schifezza imbottigliata da chissà chi!" "Gli Italiani, mai seri neanche sul vino!"
Sarebbe il colmo dei colmi: come quello delle Allodole attratte più dai bagliori degli specchi chè non dal debole scintillio provocato dal riverbero delle centinaia di ali di uno sciame di insetti o da quello della pozza d'acqua dove tali insetti dovrebbero vivere!
AC