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Abbiamo assaggiato ed oggi... giudichiamo!

cittadelmondo12

 

Nella serata di ieri, venerdì 3 settembre, gradita ospite l'azienda Cooperativa La Crotta di Vegneron di Chambave (AO), abbiamo assaggiato i seguenti vini:


- Metodo Classico 4478 
-
Valle d'Aosta Nus Malvoisie DOP 
-
Valle d'Aosta Chambave Muscat DOP
-
Valle d'Aosta Chambave DOC
-
Valle d'Aosta Fumin DOP 
- Valle d'Aosta Muscat Passito DOC  
 


A Voi che leggete ed avete assaggiato ogni commento

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E
<br /> Ciao Alessandro, ho letto con piacere le tue considerazioni. Io vivo in provincia di Torino, a pochi km dal confine Piemonte/Valle d'Aosta. E sono un grande sostenitore dei vini della VdA. Avete<br /> scelto una realtà interessante come la Crotta di Chambave e bevuto ottimi vini (anche per il rapporto qualità/prezzo, come giustamente sottolineavi). Se mai vi capiterà assaggiate gli altri<br /> autoctoni Vda, quali Fumin, il Petit Rouge della zona di Arvier (Enfer) e i metodi classici con base Prié Blanc (zona di Morgex, vitigni a quasi 1000 mt di altitudine). Vini di montagna, magari non<br /> immediati, ma con un carattere davvero notevole. Grazie per il vostro omaggio alla piccola regione delle montagne. Un caro saluto<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Non è mia abitudine , commentare sul web i vini assaggiati il primo venerdì del mese, preferisco i commenti "a caldo" durante la degustazione .<br /> Questa volta , l' originalità delle proposte merita però almeno qualche considerazione scritta . Lo spumante , è il prodotto che secondo me abbisogna di ulteriore messa a punto , premesso che non è<br /> facile spumantizzare 100% Pinot Noir in classico , qualche modesta aggiunta di uve o basi complementari , potrebbe migliorare notevolmente un prodotto che secondo me peccava in freschezza e<br /> vitalità .<br /> Per tutti gli altri vini "chapeau" : originali , ben fatti , caratteristici e personalizzati , una gamma cromatica invidiabile , un moscato che non stona , un malvasia che non sovrasta , un rosso<br /> che sembra un taglio bordolese ben fatto ma proviene da un vitigno autoctono , un passito di moscato che può far scuola , ed un vino "da merenda" che conserva la freschezza di un buon novello dopo<br /> 10 mesi ...<br /> non mi dilungo oltre perchè "magari poi si montano la testa ed aumentano i prezzi" . Ovviamente qui scherzo ...<br /> cin<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Come già detto lo scorso mese trovo un po' fuori luogo che io, essendo moderatore del blog, posti le mie impressioni, ma ancor di più trovo spiacevole "aprire le danze", ma lo faccio perché mi<br /> sembra che il post del 1° venerdì del mese stia sempre più perdendo d'interesse.... questo blog era nato prevalentemente per essere luogo di discussione sui vini degustati, via via sta perdendo<br /> questo compito, mi auguro che l'assenza di commenti non mi porti nel sopprimere la pagina "1° venerdì del mese".<br /> <br /> La serata di venerdì, a mio avviso, va giudicata sotto due aspetti ben distinti: quello puramente di piacevolezza e quello didattico.<br /> La persona che ha costruito la degustazione, ne sono certo avendo assaggiato l'intera produzione della Cooperativa, poteva raccogliere maggiori consensi presentandoci vini che potevano risultare<br /> più apprezzati rispetto a quelli proposti, ma che non essendo autoctoni poco o nulla rappresentavano "l'espressione del territorio" di cui tutti si beano ma che spesso non trovano e/o<br /> riconoscono.<br /> E' meglio infatti aver bevuto un Nus Malvoisie, lieve ed a tratti quasi modesto, ma vero vino di Valle d'Aosta, oppure era da preferire il più piacevole Muller Thurgau che personalmente riconduco<br /> più all'Alto Adige? (e che, Feldmarschall di Tiefenbrunner a parte, a volte neanche in AA trovo così strepitoso).<br /> Meglio il Chambave rosso, vero risultato di ciò che puoi ottenere da un'uva rossa coltivata a 700 e passa metri d'altitudine, vino da cui puoi aspettarti piacevolezza e facilità di beva ma non<br /> certo muscolosità, oppure il (veramente piacevole) pinot nero che però sta alla Val d'Aosta come Amauri sta alla nazionale Italiana?<br /> Pertanto ammiro la scelta didattica di chi ha deciso i vini (l'enologo della Cooperativa) che ha permesso a noi tutti di ricevere una corretta panoramica di ciò che si produce in Val d'Aosta!<br /> <br /> A parte sopra ho trovato veramente piacevole il Brut 4478 (vino con buone note aromatiche, una buona struttura e piacevolezza di beva vista l'acidità ben rinfrescante - e ricordiamo il vitigno<br /> d'origine prima di ogni conclusione- finale di lungo sapore), lo Chambave Muscat, miglior vino della serata anche in pregio di un rapporto prezzo qualità veramente entusiasmante, ed il Moscato<br /> Passito, vino che non abbisogna certo del mio sostegno.<br /> Infine lo Chambave rosso: con tutti i suoi "limiti" vorrei veramente poterlo bere in una merenda delle ore 18,00 in qualche splendido chalet: sarebbe re nel bicchiere al pari di tanti fratelli<br /> maggiori.<br /> <br /> <br />
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