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Finchè c'è prosecco c'è speranza

finché c'è prosecco8

La frase scritta nel titolo di questo post non è una sorta di augurio scaramantico per il prossimo futuro (almeno non in toto...) ne il motto araldico che vorrei un mio avo avesse fatto incidere nello stemma di famiglia (se fossi io stato di origine gentilizia, ovvio) bensì il titolo dell'ultimo romanzo di Fulvio Ervas. Romanzo che ho letto con grande soddisfazione nei giorni appena trascorsi.
Un titolo così affascinante non può rimanere indifferente a chi ama il Prosecco, ma in questo caso a spingermi verso la lettura di Ervas, autore che non conoscevo, non è stato il piacevole titolo bensì la convincente segnalazione di Lorella Zago, attenta ed affezionata lettrice di Fulvio Ervas, "dentro le sue righe si possono trovare cose infinite...", e forse sarò influenzabile ma con una simile presentazione non potevo esimermi dall'acquisto!
Forse perché poco incline nel leggere libri solamente perché consigliati, (così come non amo bere vini unicamente perché consigliati) devo confessare di aver incontrato qualche difficoltà nelle prime pagine: trovavo la parte introduttiva eccessivamente leggera e priva di fascino, quasi banale, invece, ora lo posso dire, non mi ero reso conto di come questo libro fosse simile ad grande vino, il quale appena aperto non fa nulla per vincere e convincere.
Ben presto la piacevolezza narrativa e la fluidità dello scritto hanno fugato ogni mio dubbio: Ervas è maestro nel raccogliere l'attenzione del lettore senza impiegare vocaboli inusitati, impossibili colpi di scena o inspiegabili stravolgimenti di trama, affida principalmente alla sua ottima capacità di descrizione (e quindi di osservazione) e ad una velata ma pungente ironia il piacere di farsi leggere.
Il libro, un giallo, è il quarto della serie dedicata all'ispettore Stucki: personaggio quasi agli antipodi rispetto alla figura fisica e dannata che (purtroppo) molti scrittori nord americani hanno imposto: è uomo pacato ed ironico (sicuramente ironico come lo scrittore che l'ha inventato) attento ed acuto, e si trova quasi casualmente coinvolto nell'indagare sullo strano suicidio del conte Ancillotto, possidente terriero, amante del vino e donnaiolo impenitente. La breve indagine si sarebbe certamente conclusa in nulla di fatto se a breve distanza, e nello steso paese dove il Conte risiedeva, non fosse stato assassinato l'ingegner Speggiorin unico direttore del grande cementificio, e se l'arma utilizzata per tale omicidio (una poco comune Bernardelli 69 calibro 22) non fosse identica a quella che possedeva il Conte Ancillotto....
Pur mantendendo lo stile del giallo il romanzo si trasforma in commedia, commedia in cui Ervas colloca personaggi che per il lettore assumono una precisa identità: Secondo è l'oste filosofo che ogni enofilo vorrebbe avere come oste di fiducia, Don Ambrosio ricorda il prete che insegnava dottrina alle elementari, Celinda Salvatierra la vicina (di vigneto) che mai vorresti avere, e Francesca Del Santo... beh, qui sorvoliamo!
Bel libro, bel libro sul serio: mai troppo impegnativo ma così ben scritto che non ti prende la smania di arrivare alla fine per scoprire chi è il colpevole, perché godi dello scorrere delle pagine senza alcuna fretta.
Bellissimo il fatto che sia ambientato tra i colli del Prosecco e nella splendida Cison di Valmarino: per me è stato divertente girare per quel paese nella sere di agosto cercando di capire in quale casa poteva risiedere Speggiorin, qual'era la villa di Ancillotto, oppure dove fosse la terrazza su cui giocavano a calcio balilla i kosovari.
Emozionante infine arrivare a pagina 198 e leggere che il Conte "polemizzava, anche scrivendo di tanto in tanto su una specie di sito, il Circolo dei saggi bevitori. Quando compariva la firma Prosecco blues era il Conte. Lagnanze, soprattutto. Frecciatine ma anche colpi di alabarda. Il conte voleva più qualità e meno quantità..."
E lo scriveva in una specie di sito, il Circolo dei saggi bevitori... allora è proprio vero: finché c'è prosecco c'è speranza!
 
AC
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G
<br /> Un giallo ambientato a casa mia? (quasi casa mia)<br /> E il protagonista legge il blog come me?<br /> Domani mattina compero il libro, poco ma sicuro.<br /> Bravi<br /> <br /> <br />
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L
<br /> Leggo molto, di tutto, ma prediligo alcuni generi.<br /> Fulvio Ervas è capitato per caso alcuni anni fa … una bella copertina, un titolo accattivante, come spesso accade. Anche per me una lettura difficile all’inizio. Poi si apre un mondo … su cui vale<br /> la pena riflettere a lungo.<br /> Arriva “Finchè c’è prosecco c’è speranza” .<br /> Inizio la lettura e … non posso credere ai miei occhi … “Saggi Bevitori”. Scrivo una mail all’editore che la gira a Fulvio Ervas. Gli chiedo se è un caso, una coincidenza … Fulvio mi risponde così<br /> :<br /> “Cara Lorella, grazie per avermi scritto . Naturalmente non è un caso che in Prosecco compaia Il Circolo, sono uno scrittore caotico, ma mai casuale. Quando ho deciso di scrivere questo libro sul<br /> territorio del vino, da agronomo, avevo delle coordinate. Tuttavia, insufficienti per navigare nell'oceano della viticoltura e dell'enologia. Così mi sono affiancato a due esperti di vivaismo, di<br /> vigneti e di vino, che si muovono in questo mondo da oltre trent'anni. Ho cominciato, anche, a spremere le mie amicizie e ho conosciuto dei produttori di bianchetta e prosecco della zona asolana.<br /> Attraverso loro sono passato a setacciare i siti, moltissimi, che si occupano del vino. Tra cui il vostro. Mi ha colpito il nome, sono molto attratto dal suono di certe denominazioni, e il vostro<br /> mi è sembrato da romanzo, attraente insomma. Ho letto il blog e c'é, come dire, uno stile, io ho sentito un odore di intelligenza, di garbo, di punzecchiature, quando necessario, con il fioretto. E<br /> vi ho copiato citandovi: perdonatemi, ma le cose belle si devono copiare, bisogna che l'onda si allarghi in questo mondo di brutture. Credo che comprendiate cosa voglio dire. L'ho fatto con la<br /> libertà della suggestione, senza avere informazioni materiali sul Circolo se non quelle suscitate nella mia mente dal navigare tra le vostre pagine. Così è venuto quello che è venuto e se vi piace<br /> significa che le sensibilità, reciproche, comunicano.”<br /> Una settimana dopo eravamo a cena assieme.<br /> Ma quella e’ un’altra storia, un altro libro.<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Complimenti!!! Dal Mondo Virtuale a quello Letterario!!! Un meritato riconoscimento per il blog, ma un complimento per il suo relatore!<br /> <br /> <br />
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