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Abbiamo assaggiato ed oggi... giudichiamo!

vistorta

 

Nella bella serata di venerdì 4 febbraio, ospite l'azienda Vistorta di Sacile, e con la piacevole conduzione di Brandino Brandolino d'Adda, abbiamo assaggiato i seguenti vini:

- Vistorta Bianco 2009

- Merlot Vistorta 2006
- Merlot Vistorta 2004
- Merlot Vistorta 2003  
 - Merlot Vistorta 1999 
 

 A Voi che leggete, ed avete assaggiato, ogni commento.

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A
<br /> Ho assaggiato abbastanza attentamente i vini dell'altra sera, e siccome ritengo Alberta un'ottima degustatrice posso solo (non condividendo in toto il suo parere) accorgermi di come certe<br /> differenze amplifichino l'opinione su di un vino.<br /> Due sono i punti che mi vedono in disaccordo: il primo riguarda il bianco il secondo l'annata 2003.<br /> Il vino bianco mi è risultato "superfluo": vino che non solo non mi racconta nulla, ma trovavo eccessivamente comune. Il Merlot 2003, invece, non lo trovavo così terribile, tanto meno sottolineato<br /> dall'annata: in una degustazione realmente cieca avrei voluto quanto ne averbbero indovinato il millesimo.<br /> Ani, era quasi più piacevole del 2004, annata che ho trovato "fredda", non pronta.<br /> Visto i piacevoli aneddoti del nostro anfitrione (persona corretta ed alquanto modesta: senza fronzoli arrivava al nocciolo del discorso) su quanto si dice a Bordeaux mi piace ricordare uno dei<br /> detti vigenti in Aquitania: ovvero che le annate ottime per i vini bianchi non lo sono per quelli rossi, e viceversa! Ed il 2004 è stata annata superlativa per i vini bianchi del nord est d'Italia,<br /> magari per i rossi.....<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Non è mia volontà giudicare le scelte commerciali dell’azienda, però credo che sia impossibile far coincidere la richiesta del mercato di avere vini pronti subito, con la profondità e longevità.<br /> Ciò comunque sia non significa che verrà meno la bontà del prodotto, tant’è che se Vistorta ha deciso di intraprendere un percorso biologico, ci potremo forse trovare difronte ad un maggior carisma<br /> e valore delle uve, ma nella verticale fatta ho trovato in maniera molto evidente un raffreddamento del vino dovuto credo a pratiche enologiche che hanno portato ad una beva più immediata e<br /> leggera. Questo mi spiace perché ricordo i loro merlot con una fisionomia completamente differente.<br /> Aldilà di tutto però, 2003 a parte che l’ho sentito troppo negativamente segnato dall’anno, i vini mi sono piaciuti. Negli anni duemila in particolare il 2004, caratterizzato da una straordinaria<br /> ricchezza olfattiva e di buon sapore. Un vino che mutava continuamente, curioso. Certamente tutt’altra cosa il 1999, vivo, più intimo, carismatico e di spessore. Piacevolissimo il bianco, sotto<br /> certi aspetti impeccabile, che si fa bere, questo è positivo, ma che non riusciva a raccontare qualcosa.<br /> Grazie a Brandino Brandolini d'Adda per la sua piacevolissima presenza e semplicità di racconto. E' stato bello ascoltarlo.<br /> <br /> <br />
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