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Abbiamo assaggiato ed oggi... giudichiamo!

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Il “abbiamo assaggiato e adesso giudichiamo” di questo mese è insolito, dato che  il vino non è proprio il protagonista del nostro primo venerdì. Andrea Scanzi, giornalista della Stampa, de Il Fatto e scrittore, ha chiacchierato con noi per due ore piacevolissime vagando tra il mondo del vino, della musica e dello sport. Un nuovo amico per circolo, capace di ipnotizzarci e tenerci sotto scacco bombardati da innumerevoli concetti e spunti di riflessione. Il suo ultimo libro, “il vino degli altri” Mondadori Edizioni, è una sorta di viaggio nel mondo di Enolandia dove Andrea descrive con ironia e con uno stile letterario fresco e piacevole produttori, vini e luoghi.  Con lui abbiamo immaginato una chiacchierata collettiva all’Osteria dei Saggi Bevitori davanti ad un Prosecco di Silvano Follador con la presenza di Alberta nonostante il primo giorno di vendemmia, con Il Lautizio (ciliegiolo) di Collecapretta, e il Taibane della Az. Agr. La Biancara di Angiolino Maule alla presenza del figlio Francesco.

Gianpaolo Giacobbo

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A
<br /> Da prevenuto profano , ritenevo il sig. Scanzi , un po’ come uno spumante dolce , un reggiseno , o un romanzo rosa … in parole povere un “articolo per signora”… sentendolo parlare ho modificato<br /> abbastanza la mia opinione e dopo i primi capitoli de “Il vino degli altri” mi sono completamente ricreduto : eclettismo , competenza ed eloquenza possono andare d’ accordo … faccio personale<br /> ammenda .<br /> Affrontando argomenti meno frivoli , scrivo ora la mia personalissima opinione sui vini dello scorso venerdì .<br /> Il Prosecco dell’ Alberta , si è materializzato bene come al solito , anche se non rappresenta certo il top della produzione Follador , che è capace anche di altre superlative espressioni .<br /> Lautizio di Collecapretta , è un tentativo interessante di proporre un prodotto senza solforosa aggiunta . La rinuncia alla solforosa , comporta però delle scelte produttive che secondo mio<br /> modestissimo parere mortificano le potenzialità del vigneto di partenza . Il sentore di “ridotto” dovuto alla forzosa separazione aria-vino , un grado alcolico talmente alto da risultare<br /> disarmonico , e un imbottigliamento “precoce” che stoppa e sacrifica ogni evoluzione successiva , valgono 30 mg/lt di solforosa in più ? Ai postumi (della sbornia) l’ ardua sentenza …comunque un<br /> tentativo interessante che con opportuni aggiustamenti non potrà che positivamente evolversi .<br /> <br /> Il Taibane della Biancara , francamente mi ha scandalizzato . Mi ricorda molto il prodotto di un mio ex cliente che per lavori “più importanti” vendemmiava tardi , non “metteva” assolutamente<br /> solforosa perché “fa mal di testa” , travasava poco e non rabboccava le botti perché non aveva tempo …<br /> Quando si è accorto che il suo vino non lo volevano neanche gratis (persino gli amici) , saggiamente ha deciso di estirpare il vigneto e bere il vino (guarda caso) degli altri .<br /> Se l’ Az. Biancara riesce a distribuire tale vino (e a farselo pagare) può, oltre che ovviamente e liberamente continuare a produrlo , tenere dei corsi di marketing perché, certamente io, e credo<br /> molti altri colleghi , abbiamo molto da imparare .<br /> Alla salute .<br /> <br /> <br />
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