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Note di vendemmia

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Non vi è dubbio: ognuno vive la vendemmia a modo proprio!
C'è chi la vede come il frutto di un anno d'impegno, chi la vede come il momento di massima fatica fisica e mentale, chi ne ha visione poetica e romantica (visione riservata a chi non vendemmia in modo fisico, ma magari si limita a gironzolare tra i filari) ed infine chi ne ha un concetto meramente economico...
Anche quest'anno, per meglio vivere il vino ed apprendere nozioni su di esso, ho prestato la mia opera per un paio di giorni, e come negli scorsi anni ho raccolto impressioni, immagini, sensazioni, idee e convinzioni.
Alcune riflessioni sono maturate sino a divenire note che vi espongo.
La prima è che la vendemmia è fatica, tanta fatica... l'ho già scritto lo scorso anno, ma mi ripeto volentieri!
Sarà pure il momento della festa, della concretizzazione di un anno d'impegno, sarà quello che volete, ma recidere grappoli dalla mattina alla sera non è meno faticoso che stare in catena di montaggio oppure in linea di produzione, ancora più faticoso il lavoro per chi l'uva "la porta", ovvero quelle persone che raccolgono i secchi d'uva (in altre zone le cassette o le gerle) da sotto il filare e le trasportano sino al rimorchio o al camion da dove verrà dirottata alla cantina di pigiatura.
La seconda è che la vendemmia è una corsa contro il tempo.
Quando l'uva è matura bisogna raccoglierla, raccoglierla in fretta, prima che l'acidità scenda, prima che arrivi il brutto tempo, prima che succeda chissà che.
E' una corsa contro il tempo per chi la conferisce, per chi la pigia, per chi fa le analisi del mosto, per chi travasa e trasforma, e per tutti coloro che sono in cantina. 
Se l'appassionato potesse conoscere certe corse contro il tempo che mi è stato concesso di vedere, avrebbe altra opinione dei cantinieri e degli enologi: vedere le luci di cantina spegnersi alle 02,00 del mattino per riaccendersi alle 6 e qualche minuto, per decine di giorni, mi fa sempre dire "che bravi..." 
La terza è che un vino lo puoi giudicare al centodieci per cento se ne hai raccolto l'uva.
E' importante saper degustare un vino, analizzarlo dal punto di vista sensoriale e chimico, ma solo chi ha raccolto l'uva (o almeno ha visto l'uva prima di spremerla) può avere, e dare, la visione completa di quel vino.
La quarta è che l'annata può essere giudicata solo ad uva spremuta, mosto fermentato e vino finito.
Ridicolo chi si accredita il potere di giudicare l'annata solo guardando l'uva nel vigneto ed osservando le tabelle di maturazione: premesso che può succedere di tutto (anche una grandinata il giorno prima di raccoglierla) le incognite legate alle condizioni caldo-freddo-pioggia-sole sono tali che (per fortuna) solo al dio Bacco è concesso dire "annata magnifica" il 15 agosto, per tutti gli altri si deve attendere che il vino fermenti. (e ciò va a braccetto con la terza visione).
La quinta: non credete a chi vi propina l'assioma che l'uomo è più importante del territorio: raccogliere la stessa tipologia d'uva in 7,8,9 vigneti diversi (distanti magari solo poche centinaia di metri) e con il privilegio di poterla vedere, annusare, assaggiare, ti fa comprendere che il suolo conta ben più del 33% del risultato finale.
La sesta è... voler ringraziare chi l'uva la coltiva: ovunque, comunque, e sempre: che coltiviate a 700 metri di altitudine o a livello del mare, su colli scoscesi oppure in pianura, con metodi ancestrali oppure con l'ausilio della tecnica più innovativa, in ogni caso io vi ringrazio perché, senza il vostro sforzo, non ci sarebbe ciò che amiamo: il vino!
 
Infine, la settima. Più che una riflessione è una domanda: non è che si stia sottovalutando un problema che potrebbe divenire enorme? Quello legato ad una Drosophila.... Ne ho potuto prendre visione di persona: una piccola, microscopica, colatura vicino al picciolo, provocato da un ancora più piccolo microscopico taglio nell'uva. Ed a fare quel "taglio" è stato un insetto che potrebbe divenire "la filossera del ventunesimo secolo": la Drosophila Suzukii.
Per adesso quasi nessuno ne ha parlato, ed io malvolentieri (visto cosa potrebbe provocare) ne parlerò domani.
 
AC
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C
<br /> ....mi è capitato nelle scorse settimane, da quando cioè è cominciata la vendemmia, di vedere. non solo nella Marca, molti addetti, alla raccolta, dotati di guanti e mascherina.... qulache dubbio<br /> sulla tossicità dei pesticidi, a dir il vero, mi è venuta, e poi ho anche avuto il cattivo pensiero di averne assunta, seppur in piccole dosi, una certa quantità.... però vorrei essere<br /> contraddetto... anticipate grazie.<br /> <br /> <br />
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M
<br /> ciao Alessandro,condivido!!mauri<br /> <br /> <br />
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C
<br /> ...la parola più inutile che hanno inventato gli inglesi è "winemaker", forse perché a loro è sconosciuto il posto dove si produce il buon vino....<br /> <br /> <br />
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