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Prosecco e fitofarmaci: oramai siamo alla psicosi!

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Probabilmente molti di Voi sapranno cos’è la psicosi: è quella situazione di disagio psichico in cui c’è un distacco dalla realtà.
Bene, io non trovo nessun altro modo (se non indicarla, appunto, come psicosi collettiva) per giustificare l’assurdo grido di allarme che continuamente rimbomba tra i colli del Prosecco: per una piccola porzione della popolazione locale, e per la stampa generica, sembra che i viticoltori, da un paio di anni a questa parte, siano diventati i distruttori del creato, gli avvelenatori del suolo e delle falde, gli sconquassatori dell’eco-sistema in cui viviamo.
Personalmente non sono persona favorevole all’utilizzo della chimica in agricoltura, ma vista la formazione tecnica comprendo e giustifico che vi si debba fare un minimo di ricorso (e con piacere vedo che sempre più i giovani viticoltori dosano verso il minimo tali interventi) mentre sono ovviamente contrario all’abuso. (Abuso che come ho modo di vedere personalmente avviene in modo raro e sporadico da parte di alcuni cretini che non meritano certo la qualifica di viticoltori).
Eppure gli organi di stampa non si stancano di dare voce a dei “comitati spontanei” di residenti che si accalorano per quello che definiscono l’abuso dei fitofarmaci (?!? ed ancora ?) da parte dei viticoltori.
Ora io non voglio innescare polemica con questi comitati: ho ascoltato i loro relatori in alcune occasioni e capisco essere gruppi formati dalle classiche persone del “ovunque fuorché nel mio giardino”: senza nessuna formazione tecnica e scientifica accusano il mondo agricolo di essere la concausa di incidenze tumorali dovuto a ben altro... ho visto membri di tali gruppi arrivare ai dibattiti alla guida di SUV da 3.000 di cilindrata (che si sa, funzionano ad energia eolica…) accendersi una sigaretta dietro l’altra (avendo l’avvertenza di uscire dalla sala dove il convegno, sic!) ed incollarsi il cellulare per ore all’orecchio, ed infine non mi sembra (ma qui potrei sbagliarmi, quindi lo asserisco con le dovute precauzioni) di vedere spesso tali persone alle varie giornate ecologiche indette dalle amministrazioni comunali e provinciali, dove gruppi di cittadini volontari raccolgono le immondizie sparse ai bordi delle strade da autentici incivili cittadini. Io non me la prendo con loro, me la prendo con la stampa che deborda come non mai.
L’esempio più eclatante ve lo fornirò domani, ma anche quello di oggi non scherza: nel Corriere del Veneto, inserto locale del mitico Corriere della Sera, a pagina 7 del numero ieri in edicola, trovo un articolo a firma di Mauro Pigozzo dal titolo “il Prosecco tenta la svolta verde. Assalto alla guida anti-veleni”.
Premesso il titolo che dice tutto e niente (cosa significa “assalto alla guida anti-veleni”? Ha un senso come frase?) queste sono le prime 5 righe del pezzo: “Cerano una volta gli elicotteri che sparavano sui vigneti del Prosecco fitofarmaci che facevano paura, c’erano una volta i residenti che si lamentavano dell’inquinamento e che si riunivano in comitati di protesta. La Fiaba delle bollicine, turbata dai mostri della viticoltura aggressiva nell’affrontare peronospora ed oidio si avvia verso il lieto fine ”
Già la frase “elicotteri che sparano” mi sembra più consona alla recensione di Apocalypse Now che non ad un articolo sui fitofarmaci, ma mi chiedo il signor Pigozzo non può leggere ed informarsi prima di scrivere? Basta leggere persino questo blog (qui, qui e qui)

 

Premesso che gli elicotteri possono irrorare solo alcuni prodotti contro peronospora ed oidio e gli è vieto lo spargimento di insetticidi, diserbanti e disseccanti, con che leggerezza si utilizza la frase “fitofarmaci che facevano paura”? Lo si fa giusto per seminare un po’ di apprensione… (dato il periodo, dottor Pigozzo, non ne sentavamo certo il bisogno….).
E quale sarebbe la “fiaba” delle bollicine?
Io non vedo nessuna fiaba, vedo solo duro lavoro messo in cattiva luce da articoli qualunquisti e generalisti: se si deve parlare di inquinamento si facciano nomi e cognomi, si diano dati e situazioni, altrimenti è meglio stare zitti!
Ma questo è ancora niente rispetto a quello che vi racconterò domani.
AC
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C
...quindi, immagino che, il nostro bravo giornalista, abbia fatto una telefonata alla segreteria del ministero dell'agricoltura per denunciarne il fatto e che siano stati inviati ispettori sul<br /> posto, e che, dopo aver fatto arrestare tutti i coltivatori del luogo, abbiano dato fuoco a tutti i vitigni, sia quelli toccati dalle "sparate" che quelli superstiti e che la popolazione si sia<br /> finalmente acquetata.... o non è ancora stata fatta giustizia?....
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