Ammetto che parlare male dei politici in questo periodo è cosa sin troppo facile: la frase figurata recita "facile come sparare sulla Croce Rossa", ma non potevo (ne volevo) esimermi dal commentare l'ultima dichiarazione di Franco Manzato, brillante (?) assessore all'agricoltura della mia regione.
Politicamente non ho nulla contro l'assessore Manzato (anzi, come già scritto provo quasi una simpatia epidermica, ed al giorno d'oggi avere simpatia per un politico è quasi grave), ma non mi piace e mal sopporto il ritardo cronico con cui la politica si muove rispetto al nostro mondo ,in questo caso specifico caso del mondo vino. (Prosecco)
Ieri l'assessore ha insediato il tavolo tecnico del vitigno Glera (su specifica richiesta del sistema produttivo e delle due regioni interessate: Veneto e Friuli V.G.) allo scopo di "evitare squilibri di mercato", squilibri di mercato per altro già presenti e pressanti.
Manzato ha spiegato che "Il tavolo coinvolge tutti i rappresentanti della filiera: i Consorzi di Tutela Prosecco Doc, delle DOCG Conegliano Valdobbiadene e Asolo, i rappresentanti di Coldiretti, CIAVeneto, Confagricoltura, Copagri Veneto, Anpa Veneto, Confcooperative, Unindustria, Icq ed Avepa" (si sà, più si è... meglio si va nel far casino!) e lo scopo dovrebbe essere il prevenire squilibri tra offerta e richiesta"...
Queste le sue parole: "la superficie massima di Glera, tra impianti già effettuati e diritti di portafoglio ancora in tasca suddivisi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, si attesta sulla soglia dei circa 20 mila ettari, e la quota veneta sarà pari a 16 mila 500 ettari, per un potenziale teorico complessivo di 2,4 milioni di ettolitri!"
"Rispetto a questo potenziale e alla forte crescita di impianti e di prodotto avvenuti in concomitanza con la nuova definizione della DOC Prosecco di territorio, e' indispensabile controllare l'evoluzione dei mercati per adattare la produzione della Denominazione alla reale domanda, in modo da evitare squilibri con l'offerta che penalizzerebbero i produttori e il vino" infatti "una produzione incontrollata sarebbe una sciagura, una vera e propria discesa agli inferi per la nostra enologia, mentre la fermezza nelle regole ci da' ulteriori certezze e prospettive e contribuisce a fornire ulteriore prestigio al 'made in Veneto" (vedi link e link )
Assessore, lei che è assessore all'agricoltura dov'era in questi ultimi dodici mesi?
Ma si rende conto che il Prosecco è già in una profonda crisi d'identità, per la quale è il prezzo che rincorre il mercato e non viceversa?
Ha cognizione che l'uva Glera atta a dare Prosecco DOC Treviso è stata valutata (vorrei scrivere pagata, ma non ho idea se ci saranno i soldi) nel range compreso tra i 90 centesimi e 1,10 euro al chilogrammo? Ed in questo momento si trova Prosecco spumante DOC Treviso ad euro 2,20 - 2,40 franco grossista?
In quegli 1,50 euro (di massima forbice) ci sono spese di lavorazione, di sistema produzione, costo bottiglia, packaging, trasporto, provvigioni ed utili aziendali...
Sono voluti salire tutti sulla "barca Prosecco", varata per tutelare la riserva di nome (senza utilità visto che in mezzo mondo si ostinano a produrlo impuniti come prima) ma che risulta essere troppo affollata e quindi prossima ad inabissarsi....
La richiesta di Prosecco in questo momento viene mossa per prima dal prezzo (la prima domanda dell'acquirente commerciante è "quanto costa?" ancor prima di "da dove viene e che qualità ha") e voi politici insediate i tavoli tecnici di controllo... con un anno di ritardo!
Certo la colpa non è tutta vostra (5 anni fa, non 15, ad un incontro pubblico di zona ho chiesto perché non si utilizzasse il nome Valdobbiadene fregandosene del termine Prosecco, e mi è stato risposto che non serviva perchè il Prosecco è già "esclusivamente vino nostro...") ma se voi, che avete il dovere di pianificare, aspettate a chiudere le stalle dopo che i buoi sono sparsi per la campagna.......
AC