Per contro ci sono tre motivi per cui mai ho bevuto, questi:
1° non ho mai bevuto vino "perché di moda"
2° Non ho mai bevuto con l'intento di alterare la mia condizione psicofisica fisica, cioè ubriacarmi (il che non significa che qualche volta non abbia esagerato, ma quello era il frutto dell'aver bevuto, non la causa).
3° Non ho mai bevuto perché "fa bene".
Sul terzo aspetto si è scritto tanto, molto e di più: bere del vino perché "fa bene" è la palla più grande che si possa propagare, e per quanto possa far comodo questa diceria nessun esperto o appassionato di vino vi dirà mai che beve "per stare meglio": quella può essere la patetica ed irreale scusa per tacitare la coscienza di qualche alcolizzato o di chi eccede regolarmente, null'altro.
Indubbiamente bere (moderatamente) fa bene all'anima ed all'umore, ed il piccolo aggravio che comporta l'aver introdotto dell'alcool viene equiparato e sorpassato dai benefici umorali, ma da qui a sostenere che il resveratrolo, i polifenoli, i sali minerali e quant'altro disciolto nel vino siano utili ed indispensabili ve ne corre, ed anche fosse li potremmo trovare in altro modo.
Per questo, visto che tanti blogger ne hanno già scritto e discusso, sono rimasto spaesato quanto alcuni giorni fa ho letto una mail con all'oggetto la seguente dicitura: PROSECCO FA BENE A CUORE E CERVELLO, I RISULTATI DELLA READING UNIVERSITY.
La mail, spedita da un fin troppo prolifico ufficio stampa di una ditta di Pianzano (TV) che ometto per una sorta di imbarazzo che provo per loro, riportava i seguenti passaggi:
"Bevete 'il Prosecco', fa bene alla salute! Uno studio 'from UK' della Reading University, afferma che i "vini bianchi con bollicine" favoriscono il benessere di cuore e cervello. La ricerca, datata qualche tempo fa, e che non ha quasi per nulla fatto parlare i media locali e nazionali, ha affermato che il vino Prosecco è ricco di polifenoli, sostanze antiossidanti che permettono di diminuire l'ipertensione e proteggono il sistema cardiovascolare. Speriamo che 'La notte della Ricerca' sia l'occasione per far parlare di questa importante scoperta".
La mail prosegue in questo modo "Così, dalle pagine di prosecco omesso.com, i viticoltori della Casa spumantistica omesso, produttrice di omesso, il Prosecco', affermano quanto utile il Prosecco sia nella cura e prevenzione di alcune patologie. ecc. ecc.
Saltando di palo in frasca si arriva al poco comprensivo punto in cui si legge quanto segue "ll gene "Dxs", individuato dai ricercatori dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige e che determina l'aromaticità delle uve, è una tangibile scoperta di come la ricerca italiana sia viva, seppur spesso trattata come settore di serie D, forse E. Il problema sono sempre 'i schei', servono più fondi alla ricerca, anche in enologia e viticoltura! UK docet" affermano i omesso.
Qui mi perdonino i tantissimi amici viticoltori, ma la misura va oltre i lecito: egregi produttori del Prosecco che fa tanto bene, se le tasse in Italia venissero pagate nella misura in cui sono sottoposte le Aziende Agricole altro che permetterci la ricerca di serie D, saremmo alla serie Z.., almeno su questo punto potevate aver il buon gusto di stare zitti!
Comunque tant'è, non è questo il motivo del mio post: per quanto fondata e vera sia la ricerca inglese si può veicolare la vendita di un vino in tale modo nel 2011?
Sinceramente se fossi un viticoltore proverei vergogna nel promuovere così il mio vino: direi "bevete il mio Prosecco perché è buono, perché è il migliore, perché è prodotto con maggiore cura", ma il "perché fa bene" è frase che lascerei ai medicinali.
E se questo è il modo di comunicare il vino di alcuni produttori veneti provo sincero imbarazzo nell'essere loro conterraneo!
AC