Come in un articolo pubblicato lo scorso 31 ottobre (che potete rileggere qui) anche per questo mio post odierno devo, correttamente, ammettere la forte amicizia che mi lega ai produttori del vino recensito: nutro infatti per la famiglia Miotto (Valter, Maria Virginia, Andrea e Matteo), un forte, sincero ed istintivo affetto, ma non per questo il mio commento sarà meno oggettivo: esso rifletterà unicamente le prerogative del vino assaggiato!
Tra i Prosecco col Fondo, o Sur Lie come qualcuno si ostina a chiamarli, il ProFondo occupa per me una posizione di assoluto rilievo: per bontà, piacere di beva e costanza qualitativa. Pur essendo il Prosecco col Fondo figlio del millesimo come mai uno spumante potrà essere, la bravura dei Miotto sta proprio nel calibrare i tagli tra le varie vasche (ovvero tra i diversi vigneti di provenienza) in modo tale da mantenere una costanza qualitativa, di anno in anno, raramente riscontrabile tra gli altri Prosecco col Fondo.
Il vino si presenta al bicchiere di colore giallo paglierino leggermente scarico, con delle bollicine degne di un grande spumante: numerosissime e di grana molto fine, con catenelle fitte che spesso si profondono in autentiche fontane.
All'olfatto è evidente il sentore della pasta di pane lievitata e non cotta, che dopo una breve ossigenazione lascia il posto alla più congrua crosta di pane, supportato da note floreali, di erba medica, fiori di campo e fienagione, infine note leggermente agrumate che si fondono con un'altrettanto leggero (ma evidente) sentore di sasso.
Al gusto risulta molto fresco, asciutto e di una bevibilità sorprendente (caratteristica comune a tutti i Prosecco col Fondo prodotti come Dio vuole), privo di quelle spiacevoli note amare che troppo spesso caratterizza questo vino e che qualcuno ancora rifiuta comprendere essere l'aspetto più negativo in assoluto.
La caratteristica che lo rende tra i mie preferiti, oltre all'incredibile costanza qualitativa tra annata ed annata, è il fatto di risultare, tra i Prosecco col Fondo prodotti da cantine, quello che più somiglia all'omologo "fatto in casa" (quello prodotto benissimo, ovvio!): ho la fortuna, infatti, di bere spesso vino prodotto ed imbottigliato da bravissimi vignaioli in zona Valdobbaidene, e tra quelli di cantina le migliori somiglianze le riscontro proprio nel ProFondo.
Come tutti i Prosecco col Fondo ProFondo vanta una duttilità nei confronti del cibo che risulta senza dubbio sorprendente: accompagna benissimo tutti i primi piatti, affettati e formaggi a pasta dura, regge senza timore carni bianche o alcune rosse se cotte alla griglia (la tradizione del Valdobbiadenese lo vuole associato allo spiedo - speo).
Indubbiamente vino da non proporre con taluni zuppe o veluttate, formaggi erborinati, brasati e carni rosse al forno, men che meno con i dolci, ma per il resto nulla gli è precluso!
Infine doverosa nota di menzione va al prezzo, che non esito a definire realmente irrisorio, e questo indipendentemente dalla superba qualità!
AC