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Vino

Grappolo Cartizze1

Questo non è un post, è uno sfogo...
Tutti voi che mi leggete sapete cos'è il vino: la sua definizione, cos'è e come viene prodotto, ma nel caso mi leggesse, o si collegasse a questo blog, un ignaro e sprovveduto navigatore delle rete, il quale non è tenuto nel conoscere l'esatta definizione, la ricordo volentieri: "il vino è una bevanda alcolica ottenuta esclusivamente dalla fermentazione, totale o parziale, del frutto della vite, ossia l'uva, o del mosto fresco da esso ottenuto. Il vino si può ottenere da uve appartenenti alla specie Vitis Vinifera o provenienti da un incrocio tra questa specie e altre specie del genere Vitis."
La definizione sopra scritta la fanno imparare (a memoria) ad ogni studente di un qualsiasi istituto agrario (non solo ad indirizzo enologico) la impari a memoria se fai un corso sommelier, te la narrano in ogni corso di viticoltura (hobbistica o professionale) ed in un qualsiasi corso di degustazione, infine la trovi scritta in ogni libro in cui parla di vino o di coltivazione della vite.
Di internet è meglio non parlarne: la definizione sopra scritta addirittura ri-don-da!
Ed è talmente descrittiva che diventa impossibile sbagliare e definire vino un succo ottenuto da qualcosa d'altro. (sempre che l'Europa non voglia insistere e correggerci autorizzando la parola vino per tutto ciò che fermenta).
Eppure nel corso delle mie recenti vacanze mi sono imbattuto in un miriade di assaggi di "presunti vini": mi hanno proposto di assaggiare vino di ciliegie, vino di mirtilli, vino di visciole, vino di cachi, vino di mele, vino di albicocche e chi più ne ha più ne metta, sembrava quasi che la voglia di produrre bevande fermentate facesse a gara con l'ignoranza generale... e le proposte di tali assaggi non mi sono pervenute dal dilettante di turno che aveva appena scoperto quanto fosse bello produrre delle bevande alcoliche, bensì da quelli che dovrebbero essere i depositari del sapere: viticoltori, gestori di ristoranti, addirittura tenutari di enoteche (sic!). 
La tanto decantata cultura del vino inizia con il rispetto delle definizioni e delle regole, e per me è diventata regola correggere (se serve anche in modo  brusco) chi mi propugna pan per focaccia, perché dell'ignoranza (specie nelle cose basilari) ne possiamo fare benissimo a meno! .
Vi esorto nel fare altrettanto.
 
AC 
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M
Ho provato per la prima volta il Rosso Di Montefalco di Agricola Locci, veramente un buon rosso da abbinare anche ai formaggi oltre che alla carne.
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A
<br /> Caro GP, (mi permetta tale appellativo) la ringrazio per quanto scrive, ma la invito a riflettere: questo blog viene scritto da una persona che vive sotto i vigneti di Valdobbiadene, ed è<br /> inevitabile che di questo vino io ne parli più di altri, non fosse altro per il fatto che ci vivo in mezzo e lo conosco meglio di altri vini che pur amo... non mi è possibile fare diversamente.<br /> In quanto alle polemiche però non concordo: lei ha letto il post che ho appena pubblicato?<br /> Se legge il commento giunto, di un lettore attento e sempre presente come Cantastorie (persona che conosco e che le assicuro essere posata e riflessiva, nonché di grande aiuto per me grazie ai suoi<br /> commenti), mi viene fatto notare che io non posso parlare bene di una manifestazione se ci sono SOLO quattro vini ottimi...<br /> Questo fa capire che non io ad essere troppo propositivo o troppo polemico, ma è il lettore che mi vede tale, a seconda di come elabora quanto io scrivo, sulla base delle proprie idee, delle<br /> proprie conoscenze e delle proprie sensazioni.<br /> E spero sarà sempre così: il mio blog non vuole essere un teorema assoluto od un vangelo che si legge e non si contesta, bensì un trampolino da cui ognuno può spiccare il tuffo verso i propri<br /> approfondimenti.<br /> Se la consola nei prossimi giorni parlerò parecchio di vino rosso, a cominciare da quelli che ho degustato nel corso della mia vacanza, lei però non abbandoni il blog: di lettori arguti ed attenti<br /> questo blog ne ha bisogno, come ne ho bisogno io visto che la MIA crescita avviene anche attraverso quanto mi segnalate e mi fate notare.<br /> Ricambio il caloroso saluto<br /> <br /> <br />
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G
<br /> Infatti mi prendo una pausa.<br /> O Polemiche o Prosecco.<br /> Chi non beve ne le une ne le altre giustamente come Lei dice, deve andare altrove.Con dispiacere perchè Lei è blogger intelligente.Tornerò sicuramente se le prime ed il secondo non saranno<br /> onnipresenti.<br /> No no, nessuna offesa, cavalcavo l'idea che troppa gente si sente autorizzata a parlare di vino pur non avendone neanche le conoscenze basilari, che indubbiamente lei possiede. E che ovviamente<br /> ogni giorno nascerà una persona di tali caratteristiche.<br /> Le assicuro che il suo blog è davvero bello e ovviamente è un problema mio se non sono appassionato di Prosecco ma di vini rossi.Lei ovviamente fa un ottimo lavoro per il paese in cui vive e per la<br /> zona che notoriamente in questo momento ha maggiore rilevanza enologico-speculativa.<br /> Ho dei carissimi amici che qui a Padova stanno facendo grandi affari col Prosecco.(?)<br /> La saluto calorosamente.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Guardi Pozza, a ben vedere io potrei replicare al suo commento sfruttando guanto lei dice: "se non le piace quello che scrivo ignori il mio Blog e ne legga altri, e se non le piacciono le polemiche<br /> eviti di innestarne una con me!", ma sarebbe risposta sciocca, superflua ed inutile, per tre motivi:<br /> 1° perché ritengo sia corretto (nei confronti di ogni mio lettore, non solo verso lei) spiegare quali sono le motivazioni che mi spingono nello scrivere un post.<br /> 2° per educazione nei confronti della sua persona che, oltre ad impegnare del tempo per leggermi, ne ha impegnato per scrivermi.<br /> 3° perché nel mio post non ho fatto polemica, bensì cronaca.<br /> Anch'io nella vita, come lei, preferisco sottolineare i meriti anzichè i demeriti (se va a leggere il post del 21 luglio - sei già dentro l'happy hour - vedrà che è così) ma curando un Blog dove si<br /> commenta il mondo del vino non posso tacere certe superficialità e certi errori compiuti da presunti professionisti, perché l'errore di un professionista genera solo ignoranza.<br /> Infatti nulla troverei da ridire se il mio vicino di casa si ostinasse nel dire che la teoria di relatività è stata enunciata da Michelson anziché da Einstein, ma se tale errore lo compie un<br /> professore di Fisica applicata ho il DOVERE di correggerlo (e per fare ciò devo sottolineare il suo errore) altrimenti i suoi studenti riceveranno un'informazione sbagliata che a loro volta<br /> trasmetteranno, allo stesso modo se lei chiama "vino" un succo fermentato di mela (anziché Sidro) posso fregarmene e fare spallucce, ma se tale errore lo compie il gestore di un'enoteca ho il<br /> DOVERE di sottolineare l'errore, perché il fruitore di quel locale (che oltre al sidro paga la presunta professionalità di chi lo serve) diverrà un propagatore di notizie errate.<br /> Forse, anzi senza forse, uno dei problemi del nostro Paese è proprio questo: pubblicamente si tollerano gli errori, anche gravi, di tutti (sul leitmotiv del "volemose bene") specie di chi non<br /> dovrebbe sbagliare, poi nel privato stiamo a guardare gli errorucci veniali e privi di importanza... le do un esempio: questo Blog lo scrivo nei ritagli della pausa pranzo o al mattino presto,<br /> questo non deve giustificare errori in QUANTO scrivo però potrebbe rendere sopportabile nel COME scrivo (svista grammaticale) eppure quasi ogni giorno ricevo mail di lettori che mi sottolineano<br /> sciocchezze infinitesimali: "lei ha scritto pò anzichè po' " oppure "ha scritto lei anzichè Lei", si preoccupassero di errori di concetto lo capirei, invece...<br /> Bene, queste sono polemiche o correzioni inutili per cui vale la pena di stancarsi, non certo quelle che innesco io!<br /> Se continua a leggere questo blog ne ho piacere.<br /> <br /> P.S. il "la mamma degli..." non l'ho capita: a chi si riferiva?<br /> <br /> Alessandro<br /> <br /> <br />
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G
<br /> Mi lamentavo infatti dell'autorevolezza dilagante...e di chi giudica sempre comunque e quantunque, perdendo la gioia della passione, se di questa si tratta.<br /> C'è chi le storie le canta, chi le ascolta, chi le legge, chi guarda e passa.<br /> La vita è bella.<br /> <br /> <br />
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