"Adesso sì, comincia l'avventura" con queste parole, sulle note di una base musicale struggente e piacevole come poche, comincia la canzone "Tempo" di Goran Kuzminac (un grande amico del Circolo), e questa frase sembra la più adatta per indicare l'inizio delle tre manifestazioni enologiche che si svolgeranno nella nostra regione da qui a lunedì prossimo.
Dico questo perché, nel leggere qua e là in blog personali o forum che parlano di vino, sembra che ci si accinga ad iniziare un'avventura piuttosto che visitare delle manifestazioni enoiche....
Nel rispetto di ogni pensiero diverso dal mio qualcuno paragona il camminare tra gli stand del Vinitaly piuttosto che tra i tavoli di Villa la Favorita o Villa Boschi all'andare in miniera con tanto di elmetto e piccone: si va dagli epocali "nel 1° weekend di aprile mi chiuderò in casa, altro che andare in Veneto!" ai più permissivi "farò un giro, giusto un giorno: la mattina a Verona ed il pomeriggio ad Isola della Scala", sino ai "sono costretto a parteciparvi: ci vanno tutti i miei amici... ma fosse per me!"
Frasi talmente a senso unico da lasciare pochi dubbi: un obbligo!
Ed io fatico a comprendere l'opportunità come un obbligo: se quest'ultimo è un termine che può essere utilizzato da operatori professionali (in tutti i livelli della filiera) da giornalisti o comunicatori di professione (la cui assenza, per altro, verrebbe vista come uno sgarbo) ecc. ecc., non comprendo come lo possa utilizzare un semplice appassionato!
Tra l'altro chi è "obbligato" per motivi di lavoro all'essere presente prende la cosa con tale ironia da far apparire il lavoro quasi come una cosa divertente.
Prova ne è lo spassosissimo ed arguto articolo pubblicato da Giampaolo Paglia nel suo blog (vedi link): dovrebbero leggerlo e prenderlo come esempio tutte quelle persone che oltre a rimanersene a casa (cosa lecita e non contestabile) annunciano al mondo del vino, tramite internet, le loro intenzioni... peccato che a ben pochi ciò interessi!
AC