L'attesa era palpabile... e si intuiva chiaramente come tutti i commensali attendessero l'apertura della bottiglia regina come il vero motivo (se non il motivo) di quella che sembrava una semplice serata di incontro-degustazione.
La bottiglia si presentava in condizioni perfette: il giusto strato di polvere e l'etichetta ingiallita quel minimo che può consentire una cantina buia ed umida al punto giusto...
Il compito di stapparla veniva affidata al più bravo tra i presenti: un sommelier professionista con esperienze lavorative in locali dalla cantina famosa quanto se non più dell'aurea che circonda la cucina...
Dopo il rito della pulizia l'apertura: il verme che entra deciso nel sughero, l'ancoraggio sul cercine e via, dopo una timida resistenza esce il tappo: rosso sino ai tre quarti, grondante di quel vino che tra poco tutti avremmo assaporato....
Con movimento avezzo, ma allo stesso tempo quasi superfluo, il nostro sommelier porta il tappo al naso, ed il sorriso quasi beffardo si trasforma in smorfia di disappunto...
"Hai, non vorrei che..." la sua frase accompagna il gesto di presentare il tappo a noi tutti, quasi fosse la testa di Luigi XVI da presentare alla folle urlante....
"Senti, inutile tergiversare: versa ed assaggiamo" la frase esce all'unisono dalla bocca di noi tutti: il vino si presenta bello, ma l'odore no... ed all'assaggio è un disastro unico: sa "di tappo" in modo rivoltante!
Ci guardiamo con sconforto: è come un quadro di Virgilio Guidi finito sotto il getto dell'altra pressione, un violino del Guarneri con la scatola cava tarlata a morte, una scultura di ghiaccio esposta al sole di ferragosto... è un'emozione rubata!
Bisognerebbe chiedere i danni morali ai produttori di sughero!
Ed anche quelli materiali a chi compera i tappi sapendo bene cosa ci si può aspettare, ma questa è storia che tanti sanno ma nessuno vuole dire.
Lo faremo allora noi nei prossimi giorni!
AC