Mi piacerebbe conoscere il parere dei molto eno-appassionati che leggono questo blog riguardo l'esito di un sondaggio promosso dalla Coldiretti (e visibile sul sito della stessa
link ) su quale sia il souvenir ideale da comperare in un luogo di vacanza.
Il risultato di tale sondaggio colloca infatti il vino (assieme ai prodotti agroalimentari) come souvenir ideale con ben il 58% delle preferenze, seguito dai prodotti artigianali (25%) e dal vestiario.
Da innamorato del vino la mia prima reazione è stata di immensa gioia: il vino (assieme a ricercati cibi locali) che vince sull'inutilità di certi gadget di probabile di minor costo, ma trascorsa la prima (ed un pò infantile) gioia mi è sorto un dubbio: con che livello di attenzione viene acquista tale bottiglia-souvenir?
Chi compera del vino come "prodotto ricordo" di un luogo visitato lo acquista ricercando il prodotto migliore, quello di maggior rappresentanza oppure quello assaggiato la sera prima al ristorante e che riteneva piacevolissimo, oppure si affida al primo negozietto locale raccogliendo la prima etichetta a caso al pari del più inutile souvenir?
E' un acquisto cercato e voluto oppure, al pari della tazza di ceramicha con la scritta del luogo o della palla di cristallo con effetto neve, lo si compera tanto per portare a casa qualcosa?

A me, e credo a molti di voi che leggete, è capitato di imbattermi sul lungomare di Jesolo anzichè quello di Riccione o Rimini, nelle un pò squallide proposte rappresentate da 3 bottiglie di sconosciuto vino offerto con la scritta "3 bottle five euro", ed ho sempre ritenuto tali offerte (senza alcuna offesa per chi le proponeva) al pari del posacenere di ceramica o della maglietta con su stampato il nome della località: delle inutili cinfrusaglie.
Mi chiedo (e vi chiedo): se nel sondaggio di Coldiretti rientrano anche questi vini è un successo oppure è una debacle?
Non vorrei che la gioia per una vittoria si tramutasse nella gioia di Pirro....
AC