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Ofelé fa el to mesté... ricordiamo tale massima, sempre!

Sul vino di scemenze ne ho lette e sentite tante, ma credevo (e speravo) che a tutto vi fosse un limite, evidentemente mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo!
L'ultima, è di stamane (ed invito voi tutti a leggerla al seguente link) e viene nientemeno che da Dino Bosco, responsabile dell'Ufficio Vitivinicolo della Coldiretti e persona che, sino a quest'uscita, consideravo degna di ogni attenzione vista l'ottima formazione avuta e della professionalità di cui gode.
In parole povere sapete cos'ha detto il sig. Bosco?
Ha invitato i consumatori italiani di vino ad acquistare l'uva presso le aziende agricole ed a vinificarsele da se in casa propria...
Giuro, non è uno scherzo! Queste le sue frasi:  "Negli ultimi anni si registra un forte incremento del 'fai da te' negli alimenti e si moltiplicano le iniziative per favorire la preparazione casalinga dei cibi". E così, dopo il pane, lo yogurt e il gelato, ora tocca anche al vino da fare in casa. "Portare a tavola vino ottenuto direttamente in cantina dall'uva acquistata in campagna - afferma Bosco - è possibile grazie a nuove tecnologie che consentono di combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola e garantiscono la qualità e la genuinità del prodotto".

Produrre da sé il proprio vino è meno complicato di quanto sembri: chi vuole assaporare il piacere di un prodotto fatto in casa trova sul mercato tutte le attrezzature necessarie. Servono, spiega Bosco, "pigiatrici di dimensioni ridotte, da tenere in cantina, abbinate a un piccolo torchio meccanico, che consentono di fare il mosto dopo aver acquistato uva direttamente dalle aziende agricole". L'impegno è ricompensato anche sul fronte economico. "L'uva da vino quest'anno sarà venduta in molti casi a prezzi non superiori a 20 centesimi al chilo e considerando una resa del 75 per cento è possibile produrre un litro di vino con una spesa di meno di 30 centesimi al litro, meno di un decimo del costo di un buon vino al supermercato". (sic...)

Premesso che produrre del vino (buono) in casa non è la cosa più semplice del mondo, ve li vedete gli appassionati intenti alla spremitura, alla pigiatura ed alla fermentazione nello stretto delle cantine condominiali?

Con un'esperienza acquisita dove?

E mi dica dottor Bosco, il costo della minima attrezzatura è stata conteggiata nei 30 centesimi al litro che lei comunica?

Le vinacce dove le gettiamo?

Ha idea del risultato che potrà ottenere il ragionier Bianchi di Busto Arzsizio? (Busto centro!).

Mi fermo qui altrimenti potrei scrivere mille ed uno motivi per farle capire che razza di sciocchezza lei ha detto...

Credo si tratti di una semplice svista estiva, ho troppa stima di lei per credere che abbia detto quanto sopra con intenzioni serie.

Dottor Bosco, per cortesia in situazioni future ricordi sempre quella massima Lombarda tanto semplice quanto efficace: Ofelé fa el to mesté, alias vignaiolo, fai tu il vino!


AC

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A
be', mi pare pur sempre un consiglio migliore di comprare quei concentrati americani a allungare con l'acqua.... mah...<br /> siamo veramente giunti a questo? nemmeno chi "parla" e "scrive" da tanto sul vino a volte riuscirebbe a farne...<br /> affidiamoci a chi lo sa fare: mi appunto la citazione finale... azzecata<br /> grazie
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C
<br /> Concordo perfettamente: sempre meglio il vino "fai da te" che le poltiglie americane da diluire in acqua e zucchero.<br /> Grazie per il commento<br /> <br /> <br />
M
Magnifique...
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