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Al contadin non far sapere...

Anche stamane, come ogni mattina, all'atto di uscire dal cancello di casa ho raccolto la miriade di depliant pubblicitari depositati nella cassetta postale....
In parte consegnati dalla PT, in preponderanza da agenzie specializzate, anch'io come tutti sono sottoposto all'"aggressione" della pubblicità selvaggia: migliaia di volantini a colori (che vengono direttamente gettati nel cassonetto della carta) che pubblicizzano supermercati, negozi di mobili,  di bricolage ed elettronica. Le offerte (oddio, offerte….) dei primi coprono il 70%.

Nei venti metri che separano il mio cancello di casa dal cassonetto della carta faccio  a tempo a sbirciare l’opuscolo inviato da un supermercato di zona aderente ad uno dei più grandi gruppi di distribuzione d’Europa: in prima pagina reca a caratteri cubitali il risparmio di stagione: Uva Regina 1° qualità (origine Italia) ad euro 1,59 al chilogrammo!!!! (il depliant, privato dei contrassegni del gruppo lo vedete nell’immagine qui accanto.)

Ora, questo è un blog che si occupa di vino (visto che il Circolo cui fa testo è dedicato al vino) ma visto che sempre di uva parliamo facciamo una semplice considerazione: risparmio di stagione a vantaggio di chi?

Euro 1,59 (uneuroecinquantanovecentesimi) al chilogrammo per un chilo di uva che la settimana scorsa, franco produttore pugliese, veniva pagata 18 centesimi è un risparmio?

Mi chiedo allora cosa sia una magra occasione….

Io non sono contro il guadagno, ci mancherebbe, ma non mi piace assistere alle ruberie autorizzate da parte delle catene di supermercati che sembrano sempre assistere amorevolmente il loro cliente!

Quel chilo d’uva è stato acquistato, più o meno, tra i 16 ed i 18 centesimi al chilo franco raccoglitore in cassetta.

A questa operazione segue la cernita, la pezzatura ed il controllo qualità nei centri di raccolta e stoccaggio, l’operazione può incidere circa 5 centesimi al chilo, vi è poi il trasporto (10-12 centesimi) ed arriviamo  così al centro di smistamento della catena di vendita.

Seguirà l‘inoltro al singolo punto vendita e l’esposizione al pubblico (3-5 centesimi nella peggiore delle ipotesi) e così abbiamo raggiunto il fantastico costo di 40 centesimi al chilo.

Evidentemente i restanti euro 1,19 di ricarico (per carità, Iva compresa) sono un “fantastico risparmi di stagione…”

Chi ci guadagna meno, inutile dirlo, è il coltivatore: 18 centesimi mettendo la proprietà del terreno, coltura delle viti, trattamenti e raccolta

 

Al contadin non far sapere il prezzo di vendita finale altrimenti il prossimo anno sradica il vigneto!

 

AC

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