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Chicchi come oro? E questo sarebbe un articolo giornalistico?

Non so quanti di voi abbiano letto oggi “il Giornale”, il quotidiano milanese diretto da Vittorio Feltri, a me è capitato di sfogliarlo, distrattamente, di prima mattina in un bar finché attendevo un caffè.

Anziché soffermarmi sulla querelle Fini-Feltri, che succederà a quella Boffo-Feltri, sono andato subito alle pagine che più mi interessano: quelle che trattano di eno-gastronomia. Mi ha subito colpito un articolo a firma di Lucia Galli dal titolo “Chicchi d’uva come oro. Per il vino lombardo un’annata eccezionale” che voi potete leggere anche qui (link).

Non voglio soffermarmi sulla solita brodaglia trita e ritrita della splendida annata, di come ci sia meno uva in vigneto ma i cui valori economici siano in netta crescita in virtù di una qualità nettamente superiore agli altri anni (come dire: consumatori preparatevi a pagare il vino un po’ di più…), e delle prime spremiture che fanno ipotizzare, all'enologo intervistato, al miracolo....  da troppi anni seguo il mondo del vino per non sapere che si tratta di semplici articoli propagandisti, anzi pubblicitari: mere sparate che per lo più corrispondono ad un semplice auspicio, ma che intanto supportano l’immagine presso il consumatore finale dedito alla lettura di quel giornale o quella rivista. (il target de Il Giornale è quello di lettori che bevono più facilmente Franciacorta metodo classico anziché Lambrusco in tetrapak).

No, no, mi voglio soffermare su di una singola frase contenuta nell’articolo, questa: “Zuccherino al punto giusto il chicco, anche gli antociani hanno fatto il loro corso, meditando e trasferendo dalle bucce al succo le loro preziose nuance”.

Amo la poesia, il racconto ridondante, lo spingersi in prosa, ma a tutto c’è un limite: gli antociani  che, meditando, trasferiscono al succo le loro preziose nuance mi mancavano, ed in onestà non ne sentivo il bisogno!

 

Spero che la signora Galli abbandoni l'idea di occuparsi ancora di vino e torni ad articoli a lei più congeniali: la ruota panoramica che dovrebbe sorgere a Milano, i musei ed il chiacchiericcio: sono aspetti a Lei più affini!

 

AC

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P
Ciao Alessandro,<br /> <br /> Apprezzo e non posso che condividere il tuo pensiero, tant'è che io che sono anche immeritatamente un "blogger" ho smesso di parlare di annate e vendemmie se non dopo aver messo il mosto nei tini...<br /> <br /> Ho anche smesso però di aspettarmi da certa comunicazione delle informazioni, mentre sono certo che se voglio della pubblicità più o meno occultata dietro ad ogni pretesa di informazione, allora di quella ne è pieno il mondo.<br /> <br /> Ben venga il 2.0, non esente da altrettanta infamia, ma almeno dove il confronto è aperto e la reputazione pubblica non protetta da cortine fumogene...<br /> <br /> Raccolgo l'invito e ringrazio.<br /> <br /> Paolo
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P
Ciao,<br /> Possono essere assolutamente condivisibili le critiche all'uso improprio di metafore "poetiche" come del resto ancora di più comprensibile è il sentimento di noia mortale che attanaglia il lettore di quelli che io chiamo " i proclami dell'annata vinicola " che sono sempre gli stessi ogni anno e che sono palesemente infarciti per innalzare il valore del succo di bacco.. tuttavia per quest'annata bisogna proprio dire che di uva ce n'è poca, il sole di agosto l'ha sovramaturata e asciugata, siamo sotto resa fino al 50% e il fatto di avere tutti questi mosti ricchi non sempre è un bene.<br /> <br /> Ciao<br /> Paolo
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C
<br /> <br /> Gentile Paolo, innanzitutto grazie per il commento e la condivisione di alcuni punti.<br /> Ammetto che non è giusto generalizzare: io per primo sono dispiaciuto quando una zona, come la vostra, soffre di reali sottoproduzioni per problemi climatici ed ambientali, perché so quanta<br /> fatica comporta la vigna.<br /> Proprio per salvaguardare queste situazioni chi scrive e parla di vino dovrebbe evitare proclami per zone ove tali avversità non si sono realmente verificate: oltre che per rispetto nei confronti<br /> dei lettori per il rispetto di quei viticoltori che, come lei, si ritrovano un’annata difficile.<br /> <br /> <br /> Serve a poco, ma le auguro, con tutto il cuore, la miglior vendemmia possibile, sperando che gli anni a venire siano ricchi di quelle soddisfazioni che quest’anno verranno a mancare.<br /> <br /> <br /> Sentitamente, Alessandro Carlassare<br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />