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A pagare e morire c'è sempre tempo (dice il proverbio)

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Assisto in questi giorni (con piacere) all'interessamento da parte di alcuni siti e blog ad un annoso (quanto parzialmente ignorato) problema che si vive nel mondo del vino: l'eccessivo procrastinare dei pagamenti da parte di una ben precisa parte della clientela, la ristorazione, nei confronti di una precisa parte dei fornitori: le cantine! 
Che tale vezzo fosse oramai abitudine conclamata è cosa nota ed arcinota, ma in parte è stata ignorata e taciuta, salvo emergere prepotentemente in una discussione nata durante il forum “Aspettando Verona: come sta il vino del Sud Italia?” come riportato da cronachedigusto (vedi link )
Notizia poi ripresa ed elaborata da Ziliani, su Vino al Vino (linklink) e poi approdata in molti altri blog e siti.
Nel chiedermi il perché di tale cattiva abitudine, ed il perche la si permetta, non ho trovato nulla di meglio se non chiedere il parere ad un carissimo amico (del quale, per motivi di ovvia privacy, non scrivo il nome) ma che vi assicuro essere persona con un ruolo di primissimo piano nel mondo del commercio del vino in Italia. 
Alla domanda se il mercato, special modo quello della ristorazione, si comporti proprio così male, questa è la sua risposta: 
Alessandro, il mercato continua a vivere momenti per nulla esaltanti, e vendere vino è diventato difficile quasi come produrlo.... incassare il dovuto ancora di più!
Non c'é il tempo, ma soprattutto la voglia, da parte degli interlocutori cui ti rivolgi (soprattutto i ristoratori, più dei compratori) per parlare a fondo del vino che gli si sta proponendo.
Prezzo, omaggi e pagamento sono oggi molto più sotto i riflettori rispetto alle caratteristiche intrinseche del prodotto: la sua provenienza, le uve che lo compongono, come sono state coltivate, pigiate ecc. ecc.
Il fenomeno è poi aggravato dai proprietari di quelle piccole cantine, con ormai l'acqua alla gola, che, letteralmente, scaricano qualche cartone dal portabagagli della propria auto dicendo "me li paghi quando li venderai...." (ti garantisco che non è un 'eccezione infrequente) con tutte le implicazioni, anche fiscali, del caso.
E questo fenomeno sembra, per il momento, ben lontano dall'esaurirsi! (ma io sono ottimista).
Me lo ripeteva spesso un mio vecchio insegnante in prima superiore: "quando l'offerta supera di gran lunga la domanda (e nel mondo del vino Italiano, al momento, siamo in tale situazione) le cose, da preoccupanti, diventano molto preoccupanti...."
A questo punto siamo certi che la colpa. più che degli esercenti, non sia di chi li sta così male abituando?
Ne parleremo nei prossimi giorni. 
 
AC
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G
<br /> C'è da dire che c'è anche troppo vino in circolazione le aziende e gli agenti si vedono costretti a spingere le vendite con fantomatiche promozioni e "agevolazioni" di pagamento. Questo fa male<br /> all'economia del mondo del vino. Serve ridimensionarsi non tutti possono vendere vino. Veniamo da un momento in cui chiunque poteva vendere vino e c'erano molti venditori improvvisati. Serve<br /> professionalità e vendite con volumi molto bassi con turn over frequenti. Il riordino deve avvenire solo dopo il pagamento di modiche entita' solo allora ci sarà un mercato reale il resto è<br /> illusione. Certo tutto è più rallentato ma contribuisce ad una redifinizione di questo mercato troppo drogato.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Approfitto del commento di Alberta per specificare una cosa: la parte terminale del mio post è VOLUTAMENTE provocatoria!<br /> E' ben chiaro che se una persona paga i fornitori in ritardo ciò è solo dovuta alla sua disonestà, scorrettezza e maleducazione, non certo al fatto che il fornitore gli ha concesso maggior tempo di<br /> credito pur di vendere qualcosa in più...<br /> Ma le prerogative appena citate,al momento, sembrano imperare nella società odierna! (purtroppo)<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Noi produttori abbiamo concesso al cliente di pagare oltre i termini per una necessità di vendita, ed ora si è creata una situazione a mio parere irreversibile. Parallelamente manca il rispetto per<br /> il lavoro degli altri. Perchè noi non siamo banche. Se la mia azienda non funziona o non si sostiene, non approfitterò mai dei miei fornitori. Nessuno prende i clienti per la gola e si dimostra<br /> incomprensibile difronte a delle situazioni difficili, ma a tutto ci deve essere un limite. La cosa peggiore è che tutti questi clienti che non pagano lo sanno bene anche al momento dell'ordine che<br /> a scadenza non pagheranno.<br /> Altro aspetto da non sottovalutare è che tra l'azienda e il cliente ci sta spesso l'agente che il più delle volte fa gli interessi del suo cliente e non i nostri.<br /> Non me ne vogliano tutti coloro che onestamente si comportano. Credo che la causa di tutto questo sia molto semplice e non è certo dei piccoli produttori che pur di vendere lasciano tempo. Il<br /> mercato da loro coperto è assai più piccolo di quello gestito dai grandi. Comunquesia, e mi ripeto, alla base di tutto questo c'è solo l'arroganza, la maleducazione e la disonestà. Per fortuna però<br /> conosco tantissimi clienti che così non sono.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Il male tutto italiano di confondere i fornitori con le banche .... una dilazione di pagamento dovrebbe essere concessa a chi è appena partito con un' attività , ma se un ristorante che<br /> generalmente non concede a sua volta dilazioni , comincia a non pagarti con la consueta regolarità .... comincia a preoccuparti ....<br /> in ogni caso brindiamo perchè se gli affari vanno male non deve essere il corpo a rimetterci ....<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Negli USA l'anzianità media del credito è di 30 giorni, in Europa varia dai 45 ai 60... negli ultimi tempi in Italia un piccolo miglioramento c'è stato, ma siamo ancora di gran lunga dei ritardari,<br /> non fa certo eccezione il vino...gli unici a guadagnarci veramente sono gli istituti di credito... (non entro nel merito dei ristoratori perché sarebbe un discorso troppo lungo...)<br /> <br /> <br />
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