Ci si mette poco a parlare di Prosecco: commercialmente parlando sembra essere arriso da un successo senza pari, lo si trova in ogni dove (dal piccolo bar di periferia al rifugio sperduto di montagna, dal ristorante stellato all'enoteca sotto casa), e bene o male sembra non esista persona che non l'abbia bevuto almeno una volta.
Soprattutto piace, piace a tanti se non a quasi tutti!
Ovviamente non può piacere a tutti (vi mancherebbe, quello è ruolo per ben altro vino) ma le persone a cui non piace andrebbero distinte in due gruppi: c'è chi non lo apprezza per questioni gustative ed argomenta il perchè di tale dispiacere (come dice in modo mirabile il sempre bravo ed onesto Ziliani "è vino che non rientra nelle mie corde") e di questo gruppo rispetto volentieri l'opinione, mentre gli altri che non lo apprezzano lo fanno per meri motivi di esclusività, di superiorità, di "puzza sotto il naso": infatti certe persone trovano il Prosecco vino troppo facile per i loro palati (quando la facilità di beva è il suo principale pregio, e non il difetto), troppo popolare ed avvicinabile da chiunque, anche da chi non dimestichezza all'assaggio tecnico!
Li individuate facilmente costoro: sono quelli che parlano e sparlano nei forum (mi chiedo se mai lavorano...) scrivendo esclusivamente del vino del momento, o parlando di Mosella e di Cote de Beaune come se solo loro conoscessero ed apprezzassero quei vini.... (ed invece li apprezziamo tutti, magari più di loro visto che ci sveniamo pur di assaggiare le bottiglie migliori).
A ben guardare però il Prosecco paga uno scotto notevole: l'essere conosciuto prevalentemente (se non quasi esclusivamente) nella versione spumante, versione che di media esalta più la mano dell'enologo che il frutto del territorio, specialmodo in questi ultimi anni nei quali impera la moda dei travasi infiniti e delle filtrazione estenuanti che sfibrerebbero cavalli da corsa di ben altra potenza rispetto al mansueto Glera, e che infine risente troppo della rifermentazione in autoclave, purtroppo autentica livellatrice tra lo spessore di talune splendide basi e l'inconcludenza di altre.
Bisognerebbe ricoprire la piacevolezza del Prosecco nella versione tranquilla ed in quella più classica e caratteristica, ovvero quello della rifermentazione in bottiglia (il Prosecco col fondo) per cogliere la differenza che esiste tra il frutto dei vigneti posti sulle ripide colline del Valdobbiadenese o dell'Asolano e certi vini inconcludenti che provengono dalla pianura, da vigneti coltivati su terreni troppo ricchi e non sufficientemente drenanti!
L'opportunità di iniziare il percorso di riscoperta di questo vino può essere dato dalla bella iniziativa promossa da un gruppo di appassionati (prima ancora che produttori): Colfòndo1, in programma questo fine settimana nei dintorni di Asolo.
En plein di posti e di adesioni, grande curiosità e voglia di partecipare enorme, al punto di essere già in programma (cosa quasi certa) la Colfòndo2. (vedi link)
Per informazioni e curiosità mi permetto di suggervi quest'indirizzo mail ( info@belecasel.it ), dove vi risponderà Luca autentico deus ex machina, assieme a Davide, della manifestazione.
AC