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Tradizione: magica parola per ogni soluzione?

tradizione

Alla fine del mese di ottobre ho partecipato come ospite ad una degustazione di vini bianchi macerati, ovvero di vini da uve a bacca bianca vinificati in rosso.
Prerogativa comune (oltre al metodo di produzione, ovvio) nella selezione dei vini è stato il notevole tempo di macerazione: minimo 5 giorni sulle vinacce, ma in alcuni casi si parlava di mesi!
Serata interessante e ben condotta da un enologo alquanto preparato nella produzione di bianchi macerati, purtroppo altalenanti i risultati: un paio di vini realmente ottimi, cinque tra il piacevole ed il mediocre e tre assolutamente da dimenticare.
Non voglio però entrare in merito a quanto riscontrato, bensì alla motivazione che ha spinto i rispettivi produttori nel realizzare tali vini (l'enologo che aveva curato la degustazione si era fatto inviare delle note produttive da ogni azienda oppure le aveva attinte da internet): ben 7 produttori su 10 asserivano di essere tornati alla produzione di vini bianchi macerati per "rispetto della tradizione", ed io da quella sera continuo a chiedermi il perché di tale motivazione....
Mi spiego meglio: non ho nulla in contrario alla produzione di vini bianchi in macerazione se tale metodo da risultati ottimi, ma la metodologia la si deve adottare se questa garantisce risultato, non perché la tradizione lo richiede... altrimenti grazie a questa parolina magica giustifichiamo qualsiasi risultato, anche le nefandezze! 
Infatti se 2 vini dei 10 proposti sono risultati ottimi e fossero stati prodotti per "rispetto della tradizione" ben venga e si continui pure così, ma nel caso dei 3 (realmente) imbevibili è meglio cambiare: il rispetto di una tradizione non può permettere che si producano porcherie! (e, guardacaso, i 3 imbevibili sono prodotti proprio da aziende che ricorrono a tale motivazione!)
Ve lo immaginate un medico che adotta delle tecniche curative antiche (e sbagliate) giustificandole con il "rispetto della tradizione"?
"Dottore, soffro di gotta, cosa mi prescrive?" "un bel salasso, che pratichiamo subito!" "dottore, ma è metodo errato!" "lo so, lo so, ma è per rispetto della tradizione..."
E qualcuno per rispetto della tradizione potrebbe anche giustificare la miscellanea tra vino ed acqua in grandi crateri com'era d'uso fare nella Roma antica, oppure l'utilizzo del piombo fuso per arricchire alcuni vini, e gli esempi potrebbero continuare all'infinito.
A volte comprendo più un "ho fatto il vino così perché a me piace così (fregandomene di quello che dicono i clienti)" rispetto a questo continuo trincerarsi al riparo dell'abusata parola tradizione!
 
AC
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A
<br /> Ho ancora qualche cliente che si ostina con la macerazione delle uve bianche , per tradizione , per pigrizia, forse anche qualcuno per suo gusto personale , raramente i vini così ottenuti sono di<br /> qualità : colori tendenzialmente smorti, coacervo di gusti e profumi ...<br /> Dal punto di vista enologico la sfida sarebbe di ottenere dei prodotti "diversi" con caratteristiche interessanti e gusti originali , bisognerebbe avere: tempo e voglia di provare qualcosa di nuovo<br /> , individuando prima le uve più indicate , tempi e temperature di fermentazione , eventuali passaggi in legno , etc. etc.<br /> Spunti per la prossima vendemmia .<br /> Salute<br /> <br /> <br />
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G
<br /> La "tradizione" se non viene reinterpretata e visto con occhio moderno (come scrive nell'intervento prima del mio Alberta (bel commento)) serve solo a fregare i fessi e chi vive in città.<br /> E spesso la cosa va di pari passo. (scherzo....)<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Un giorno parlavo con un produttore friulano il quale da anni ormai ha intrapreso la strada della naturalità che l’ha portato a produrre vini con macerazione, a volte anche molto prolungate. Vini<br /> sicuramente di forza e sapore. Purtroppo vini che non incontrano più il mio gusto pur riconoscendone in alcuni, grande valore, indiscutibile questo sulla base appunto della grande viticoltura che<br /> molti di loro portano avanti. Comunque tornando al produttore gli chiesi se avesse mai provato o perlomeno pensato di poter fare vini senza la macerazione. Ecco che mi fa degustare uno Chardonnay<br /> ’99 da sogno. Un vino di una freschezza, leggerezza e allo stesso tempo profondità di sapore pazzesca. La mia domanda è poi uscita spontanea…Franco, ma ti rendi conto di cosa facevi un tempo e come<br /> sono cambiati oggi i tuoi vini. La sua risposta è stata…lo so! Ma è molto più facile far fermentare spontaneamente se fai macerazione.<br /> E tanti nostri colleghi francesi e non solo, che da anni lavorano naturalmente o in biodinamica, che ci propongono vini pazzeschi senza macerazione e fermentati spontaneamente? Credo che spesso si<br /> cerchi la strada più facile, anche se poi diventa comunque il risultato un loro gusto e si convincano dell’unicità di quel percorso e modo di far vino. Rispettabilissimo questo!<br /> Parlando giorni fa con un grande, a mio parere, produttore sloveno, raccontava che se una volta facevano vini con lunghe macerazioni, non avveniva per una scelta o comunque per un pensiero<br /> ragionato e maturato, ma perché per loro far vino era così. A volte per questione di tempo, spazio e mancanza di attrezzature oltre che conoscenza.<br /> Molti produttori si stanno rendendo conto del limite di questo modo di far vino e stanno ritornando ad una semplicità, che non significa però banalità o perdita di verità di espressione.<br /> A mio umile parere credo che sia fondamentale tornare ad una tradizionalità, ma ha senso guardare al passato con occhi moderni.<br /> <br /> <br />
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C
<br /> La parola tradizione ha la stessa mantissa di "tradimento" e di "tradurre" ma di per se ha un significato positivo, ma è anche spesso solo un'illusione....<br /> <br /> <br />
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