Probabilmente qualche lettore di questo blog ricorderà Grisù, il mitico draghetto dei fumetti animati il cui sogno era quello di diventare un pompiere, sogno fortemente osteggiato dal padre Fumè e dalla sua natura dell'essere drago sputa fuoco...
Merito della frase finale "da grande farò il pompiere" il sogno di noi bambini di allora era quello di divenire un pompiere: "se piace a Grisù significa che è un lavoro bellissimo, e poi quale difficoltà ci sarà mai? Basta dirigere un getto d'acqua verso il fuoco..." (non potevamo conoscere l'incredibile difficoltà di tale lavoro).
Oggi invece, non fossi già adulto e con un'occupazione che mi piace, il mio sogno non sarebbe più quello di divenire pompiere bensì consulente per la provincia di Trento per la vitivinicoltura, lavoro di una semplicità sorprendente.
Se qualcuno pensa che io stia avendo le allucinazione mi spiego meglio: vi ricordate la grande agitazione che si percepiva in quel di Trento sul finire di agosto? (se non lo ricordate leggete qui: Trentino fa ancora rima con vino? (se si parla di coop... no!). Viticoltori indipendenti che scrutavano la provincia con aria dubbiosa, 263 milioni di euro di debiti accumulate da parte di cantine cooperative ed un'immagine della vitivinicoltura trentina ai minimi storici. E, ciliegina sulla torta, la più che completa assenza di idee su come risolvere i problema, da parte dei vertici della provincia.... Gran richiamo di consulenti da ogni dove, tutte persone autorevoli e competenti nel mondo del vino, però (da voci di corridoio) poco ascoltati perché proponevano soluzioni tanto efficaci quanto scomode per chi siede nei piani alti... sino alla soluzione finale prospettata in questi giorni dallo IASMA e riassunta in un documento di otto punti (vedi link). Sapete in soldoni, in cosa consta tale soluzione? Nell''aumento del prezzo di vendita del vino, nella riduzione dei costi di produzione, e nell'attivazione di un nuovo Consorzio vitivinicolo con presenza paritetica di Provincia, Camera di commercio, Fondazione Mach e di tutte le componenti del settore vino... (vedi link)
Mio nonno, in forza di un grado di istruzione di terza elementare, avrebbe fatto molto meglio!
Ma la cosa comica è stata leggere i commenti del presidente della provincia autonoma Dellai: "E' un documento che "condividiamo totalmente perché indica con lungimiranza e chiarezza le cose da fare" (vedi link)
Ridurre i costi ed aumentare i prezzi di vendita non è "lungimiranza" signor Presidente, è buon senso che ogni uomo della strada possiede! Se poi ridurre i costi significa pagare meno le uve questa non è una soluzione, bensì un capestro!
Con tale topo partorito dalla montagna volete che io non sogni di diventare consulente per la vitivinicoltura della provincia di Trento?
Cero che lo sogno, e chissà con quale faraonico stipendio!
AC