Mancano poco più di ventiquattro ore al brindisi augurale di Natale, e le poche persone sprovviste delle bottiglie per compiere tale brindisi stanno affrettando le loro compere. Con cosa si brinderà quest'anno?
Fatto salvo l'uso di uno spumante (sia chiaro che ognuno può brindare con ciò che vuole, ma ad essere sinceri stappare alla mezzanotte di Natale o di Capodanno un vino non spumante è quasi deprimente) il mercato offre ogni ben di Dio, e raramente ho visto così tanta scelta a poche ore dalla vigilia. (sarà colpa della crisi? Sicuramente....)
Qualcuno opterà per l'intramontabile Champagne, qualcuno per il Metodo Classico sia esso Franciacorta oppure il rinato Talento anziché qualche straordinario Metodo Classico che magari senza storia o tradizione (ma ottimamente) produciamo nel nostro Paese, altri dirotteranno su Cremant anzichè chicche quasi sconosciute, insomma ognuno seguirà i propri gusti e le proprie curiosità.
E' innegabile però che la parte del leone la farà il vino del nostro distretto, il Prosecco! Anche la rivista Gambero Rosso (che nel bene o nel male rimane, per diffusione, numero di copie ed altro la più diffusa ed autorevole rivista enogastronomica Italiana) lo segnala con un titolo che lascia spazio a poche interpretazioni: "Prosecco batte Tutti"
Ora sarebbe sciocco e miope credere che l'affermazione del Prosecco sia esclusivo frutto della propria piacevolezza: realisticamente la profondità, la struttura, la completezza di molti Metodo Classico sono irraggiungibili per il nostro vino, così come è impensabile attribuire il merito alla disinvoltura e semplicità con cui il consumatore può approcciarsi a questo spumante.
Premessa l'incredibile (anzi inarrivabile) bevibilità l'affermazione del Prosecco dobbiamo cercarla soprattutto nel limitato impegno finanziario che il consumatore deve effettuare: non vi è infatti altro spumante che possieda un prezzo così contenuto a fronte di una costanza qualitativa, da produttore a produttore, così elevata.
Ed allora visto il momento largamente positivo possiamo solo sperare due cose: la prima è che i produttori forzino il loro impegno verso una maggiore qualità (facilmente ottenibile visto che almeno il 50% del Prosecco che mi capita di degustare ha margini di miglioramento incredibili - leggasi più vigna e meno autoclave - specialmente al di fuori dalla DOC Valdobbiadene), la seconda è che i consumatori non si fermino ai soliti nomi perché pubblicizzati, ma cerchino,con l'ausilio di guide, esperti o semplici prove personali il Prosecco vero, quello che evidentemente non può costare 3 euro a bottiglia, perchè a tale prezzo comperi bibite gasate in bottiglia, non Prosecco! (vero amici baristi? Quante volte vedo ignobili "spumanti", che voi avete pagato al massimo euro 2,50 a bottiglia, uscire dai vostri banconi... dovreste vergognarvi nel propinare tale bassezze, evidentemente il detto pecunia non olet per alcuni di voi vale ancora.... ).
Comunque sia il brindisi di domani auguro a Voi tutti (con ogni vino) una fantastica sera per la Santa Vigilia.
AC