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E se ci fossero 10, 100, 1000 Santin? Nel vino...

Credo la notizia sia già nota a tutti: Ezio Santin, chef e patron dell’Antica Osteria del Ponte alla Cassinetta di Lugagnano, ha chiesto di non entrare più “in guida”, ovvero stufo di sottoporsi ai giudizi e di farsi condizionare dal numero delle stelle rilasciate dalla più celebre delle guide, la rossa Michelin, ha chiesto che nessun esaminatore varchi più la porta del suo ristorante. Così come avvenne un anno fa con Gualtiero Marchesi.                                                                            Il motivo di tale decisione è presto riassunto in poche parole dallo stesso Santin: «La passione è ancora intatta, ma lo stress pesa. Continuerò a cucinare senza l’assillo dei voti. Il mio desiderio è che un giovane di valore voglia porsi al mio fianco per crescere e poi rilevare il locale».                     Trasportando l’iniziativa di Santin al mondo del vino mi chiedo: e se qualcuno “che conta” agisse così anche nel vino? Certo qualcuno tale decisione l’ha già presa (qualche ottimo produttore Piemontese) ma si tratta di figure che haimè spostano di nulla il messaggio verso il grande pubblico, molto spesso sono persone additate come scontrose o contro corrente (anche se ciò non è assolutamente vero) A me piacerebbe tale iniziativa l’intraprendesse la cantina di spicco, la pluripremiata da ogni guida… anzi vorrei lo facessero le prime 10, 100, 1000 cantine d’Italia: Bruno Giacosa ed Angelo Gaja, San Michele Appiano e Cà del Bosco, Aldo Conterno ed Allegrini, Elio Altare ed i Fratelli Argiolas, Tenuta San Guido ed ogni altro che conta anche per i profani del vino, il top dei top. Sarebbe bello entrare in una enoteca e vedere l’avventore consumare ciò che gli piace, pagare il vino per quello che il mercato ritiene giusto, non perché il signor pinco palla ha concesso tre punti, stelle, campanelli ed ammennicoli vari. Giudicare con le proprie capacità! Certo le guide dovrebbero rimanere, ma per indirizzare, consigliare, non recensire con punti un vino come si fa con la vacca alla mostra del bestiame! Si chiamano guide, mica giudici! Così facendo si rischia solo di “dettare il gusto” dei più: personalmente sono stanco di vedere gente che beve il vino xyz perché “valutato” ed ignora un grande vino solo perché non recensito (perché siamo onesti: le guide si “dimenticano” o non conoscono certi vini che sono stratosferici).

Bere un vino solo perché premiato è come andare alla mostra di un pittore solo perché ben valutato dai critici: rischi di spendere soldi, non capire nulla, ed annoiarti pure!

AC

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A
<br /> Aimè...troppo spesso mi sento dentro un ovile.<br /> <br /> <br />
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