Non faccio quasi a tempo a pubblicare il post odierno che mi arriva la mail con le newsletter di "Snoot, find better wines" (sito probabilmente noto a molti di voi), tra le quali campeggia la comunicazione dell'articolo odierno a firma di Gregory dal Piaz dal titolo Italian Sparkling Wine. (lo potete leggere qui).
Anche Gregory non è riuscito nel sottrarsi alla tentazione di fare un bel minestrone di spumanti mescolando nel suo giudizio vini prodotti con metodo classico, proveniente dalla Franciacorta e dal Trentino, ad un po' di Prosecco Charmat, sia DOCG che DOC.
Per carità, nulla di scandaloso, ma quando leggo i giornali, i siti o i blog (sia italiani che stranieri) in cui si parla di bollicine Francesi vedo che si fanno le dovute distinzioni: gli articoli vengono dedicati allo Champagne oppure ai Cremant d'Alsace anziché al Blanquette de Limoux o agli spumanti di Loira, ma tutti sempre trattati singolarmente, mai in un unico calderone.
Quando invece si parla di spumanti d'Italia tutto va a finire in un unico minestrone, e se non cominciamo a "rifiutare" simili articoli ci rimettiamo tutti: dai produttori (per la confusione che si viene a creare tra prezzi e paragoni) sino a noi appassionati per i giudizi che vengono espressi!
A riguardo basta leggere l’articolo che vi segnalo per capire che in una simile pastrocchio persino il giudizio di un giornalista esperto degenera in “perle” di rara fattura.
AC