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Ma per qualcuno lo Charmat vince

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L'ho scritto chiaramente l'altro ieri (qui) e lo ribadisco oggi: non si può fare di tutta l'erba un fascio quando si affronta l'argomento spumanti, ovvero non si può continuare a parlarne in modo generico confrontando tra loro spumanti provenienti da zone diverse, da uve differenti e peggio ancora spumantizzati con differenti metodologie, sono confronti errati, impari e senza senso.
Se oggi parlo dell'ennesimo "confronto senza senso" è solo perché questo viene proposto da una rivista che non appartiene all'universo vino e della degustazione, bensì è rivista pubblicata da una associazione di consumatori, anzi questa è LA rivista per antonomasia, ovvero Altroconsumo.
Nel numero di dicembre vengono confrontati tra loro 15 spumanti, prodotti con diverse metodologie e da regioni differenti, per la precisione si sono confrontati 5 Spumanti Metodo Classico e 10 spumanti rifermentati in autoclave (metodo Charmat) questi: 3 spumanti Metodo Classico provenienti dalla regione della Franciacorta (Bellavista Brut DOCG e Cà del Bosco Brut DOCG, più Berlucchi Cuvèe Brut)), 3 provenienti dal Trentino Alto Adige di cui 2 Metodo Classico (Rotari Talento Brut e Ferrari Brut) ed 1 Charmat (Cavit Muller Thurgau Brut), 3 Valdobbiadene-Conegliano Prosecco DOCG Charmat (Carpenè Malvolti Extra-dry, La Gioiosa Extra-dry e Valdo Marca Oro Extra-dry) 1 Oltrepo' Pavese Charmat (La Versa Pinot Nero Brut), 1 Prosecco DOC Charmat (Zonin Brut) e 4 spumanti generici metodo Charmat (Gancia Pinot di Pinot Brut, Cinzano Pinot Chardonnay Brut, Martini Magici Istanti Brut e Rocca dei Forti Brut).
Per correttezza e rispetto della politica dell'editore (associazione Altroconsumo) eviterò di scrivere la classifica finale di valutazione, con la sola esclusione di quello ritenuto migliore e quindi vincitore (almeno che il "premio" stia nello svelarne il nome!) bensì mi limiterò ad una velocissima analisi, questa:
- In una forbice di prezzi (al pubblico) che va dagli euro 2,49 a bottiglia (?) del meno costoso sino ai 32, sempre per bottiglia, del più costoso è imbarazzante (ma anche ovvio) notare che gli unici 4 spumanti il cui costo rilevato era inferiore dei 4 euro e 40 si piazzano all'ultimo, penultimo, terzultimo e quint'ultimo posto della graduatoria di qualità! Come si suol dire il prezzo non è sinonimo di qualità, ma quando è troppo basso qualcosa che non va c'è di sicuro! (ed, a mio dire, il quart'ultimo classificato, prezzo prossimo ai 12 euro, era penalizzato da bottiglia fallata)
- Per contro i due spumanti miglior acquisto nel rapporto prezzo/qualità sono comunque due vini dal prezzo di poco inferiore ai 5 euro e si piazzano al quarto ed al quinto posto.
- I due spumanti Metodo Classico dal prezzo più elevato in assoluto, rispettivamente 24 e 32 euro al pubblico, vengono collocati al 2° e 3° posto della graduatoria, ed almeno così sappiamo che non sempre si spendono tanti soldi inutilmente.
- Il vino che risulta vincitore assoluto del confronto (come detto almeno di questo ne svelo il nome: Carpenè Malvolti Conegliano-Valdobbaidene DOCG) ha un costo al pubblico inferiore rispetto ad altri 7 competitori (prezzo indicato in rivista euro 6,50): ovviamente i 5 Metodo Classico e due Charmat.
Ed anche se la rivista tratta un confronto generico e che non condivido mi fa piacere sapere che con neanche 7 euro si può brindare in modo piacevolissimo.
 
Infine una nota su cui totalmente dissento da Altroconumo: ritenere come parametro di valutazione la quantità di solfiti presenti!
Premesso che quando questo rientra nei limiti di legge nulla c'è da eccepire bisognerebbe sapere il periodo in cui il vino è stato imbottigliato oppure la data della sboccatura (per il metodo Classico) senza questo parametro, basilare, esprimere un dato positivo o negativo è cosa assurda.
Registriamo (con le molle) l'articolo ed archiviamo.
Cin-cin.
 
AC
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A
<br /> Il "limite di legge" di SO2 è un po' altino per gente come noi che assaggia anche più di un bicchiere ...<br /> Aggiungerne meno significa che sei sicuro della sanità delle uve , dei polifenoli , della tua tecnologia , del grado alcolico , della tenuta dell' acidità , dei tappi , dei recipienti , etc.<br /> Quante volte per sopperire a qualcuna delle carenze negli aspetti di cui sopra , si fa ricorso a maggiori aggiunte di SO2 ? Nella sua semplicità un basso contenuto di Solforosa può essere un indice<br /> di maggior qualità intrinseca del prodotto .<br /> Brindiam.<br /> Andrea<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Andrea, verissimo e giustissimo quanto scrivi, ma tu che sei tecnico sai bene che non si possono "confrontare" vini provenienti da zone diverse, da uve diverse e di ANNATE DIVERSE e ritenere la<br /> solforosa residua come indice di salubrità dei vini e delle uve che ne hanno dato origine. E' dato senza senso.... a parità di annata, vendemmia e tipologie di uve invece, come detto prima,<br /> concordo. Grazie<br /> <br /> <br /> <br />
A
<br /> Caspita...certo che è stata una dura lotta stabilire il migliore!!!<br /> Da appassionata e instancabile bevitrice penso che sia solo un limite stabilire vincente un metodo. Ora mentre scrivo mi sto gustando uno charmat e mi piace tanto, ma proprio tanto questo, come più<br /> tardi con altrettanto piacere un aperitivo di metodo classico non me lo toglie nessuno. Ma ogni vino ha il suo spazio...l'importante è che sia buono!!!<br /> E al nuovo anno con che cosa brinderemo...charmat o classico?...magari trovare il giusto campanilistico equilibrio...prosecco metodo classico!!!<br /> Tanti auguri a tutti...<br /> <br /> <br />
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