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Il vino come il detersivo

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Ho già scritto, tempo addietro, del bellissimo passaggio contenuto ne “En mènage” di Joris-Karl Huysmans (il troppo sottovalutato scrittore del movimento Naturalista prima e del Simbolismo in seguito), è un passaggio che oramai conosco a memoria in forza delle tantissime volte che, con gioia, l'ho letto. Dice "andiamo, scendiamo in fondo alla scala dei vini, e arriviamo alle bottiglie senza fronzoli e senza pose. Niente gran dame che hanno fatto il loro tempo; cerchiamo ragazzine audaci e modeste, delle bottiglie con un nonnulla di eleganza ma che si lasciano accarezzare senza tante storie.” (J.K. Huysmans).
Brano bellissimo che richiede, per essere realizzato, solo un po' d'inventiva, un minimo di animo poetico ed una minima cantina, realmente minima, senza bottiglie eccelse sugli scafali: sembra scritto appositamente per invogliarci a bere quelle più semplici che vi sono custodite, quindi...
Eppure, se prenderà piede l'iniziativa del "vino con vuoto a riutilizzare" (come il detersivo) ideata in Piemonte (proprio nella terra del vino rosso da me preferito doveva nascere?), non sarà più possibile fare ciò: il vino lo compereremo bottiglia per bottiglia, giorno per giorno, nel distributore automatico con contenitore a riciclo, come il detersivo e l'acqua demineralizzata che serve per alimentare la caldaia del ferro da stiro e... addio cantina!
Non ci credete? Leggete un po' quanto compare su www.greenme.it...
 
"Dopo i detersivi sfusi anche il vino, il nettare degli dei (che si incazz.... come non mai, nda) va verso la rinuncia della bottiglia in nome dell'ambiente, senza correre il rischio di minare la qualità del prodotto. A rendere il consumo di vino più sostenibile, ci avevano già provato con la bottiglia di plastica riciclabile (una proposta piena di gioia per noi appassionati nda) e con quelle in alluminio, ma la Regione Piemonte va oltre e rinuncia completamente all'imballaggio.
Ma come funziona? Ce lo spiega direttamente Nicola de Ruggero, l'assessore all'ambiente della giunta piemontese: "Basta prendere la bottiglia di vetro e metterla sotto il beccuccio dell'erogatore. Il vino scende fino a riempirla, si mette il tappo e il gioco è fatto. Semplicemente una buona bottiglia di vino piemontese DOC di qualità: la bottiglia si compra la prima volta ed è riutilizzabile. Insomma: bere bene senza moltiplicare le bottiglie vuote che finiscono tra i rifiuti. Dopo avere raggiunto obiettivi importanti per la raccolta differenziata in Piemonte, ora dobbiamo accelerare sul modo di far diminuire l'uso di imballaggi al momento dell'acquisto"
Ma attenzione a chi pensava già di recarsi al supermercato con la propria bottiglia, perché la macchina erogatrice dotata di un apposito sistema di riconoscimento, funziona solo con le bottiglie del progetto (posizionate nello scaffale adiacente alla macchina), da comprare al costo di 1 euro al momento del primo acquisto. Lo sportello con la quale sono protetti gli erogatori, si apre nel momento in ci il consumatore avvicina la bottiglia da un litro al riquadro posto sotto lo sportello stesso. A quel punto grazie al sistema automatizzato, la bottiglia sarà riempita automaticamente al livello corretto. Non resta poi che tapparla con il tappo a vite fornito, appiccicarci sopra l'etichetta emessa automaticamente dalla macchina e pagare alla cassa. Le volte successive, basterà recarsi al punto vendita con il contenitore vuoto e riempirlo direttamente dai distributori automatici. In questo modo la bottiglia, un po' come nei vuoti a rendere, torna ad essere non più un elemento usa e getta, ma un oggetto da riutilizzare periodicamente. Al progetto Come in Cantina hanno aderito le catene di supermercati Carrefour, Conad e Panorama, mentre la fornitura dei vini è garantita dalle aziende Le Guie S.C.A. di Cuceglio (TO), Aziende Agricole Associate di Calamandrana (AT) e Vinnova srl di Robassomero (TO). Nel rispetto della filiera corta, saranno venduti sfusi solo vini piemontesi DOC e, in particolare Cortese, Barbera, Monferrato Dolcetto e Nebbiolo delle Langhe. I prezzi si aggirano intorno ai 2/3 euro al litro (3,70 per il Nebbiolo)." (sic, doppio sic, triplo sic)
 
Ragioniamo a mente fredda: sapete quante bottiglie in vetro di passata di pomodoro, succo di frutta e di birra vengono immesse in consumo per ogni singola bottiglia di vino?
Se non lo sapete consolatevi: neanche l'assessore regionale Piemontese lo sa, altrimenti avrebbe predisposto ben altri distributori!
AC   
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A
<br /> Hai pienamente ragione Alessandro, ma chi acquista quel vino sfuso è lo stesso che acquisterebbe la bottiglia a scaffale guardando solo al prezzo e senza nemmeno ricordare il nome del produttore<br /> per non dire anche della tipologia di vino. Bianco e rosso, oltre lì non vanno. E poi siamo certi che non sia d'obbligo informare sul nome dell'azienda? Mi fa strano che possano vendere qualsiasi<br /> cosa. Altra cosa, ma crediamo d'essere più tutelati noi consumatori che acquistiamo una bottiglia di vino o alla spina, dove è ben evidente il nome di chi lo fa?<br /> Fresca di questa mattina, e per rispetto della persona che l'accompagnava non l'ho cacciato dall'ufficio, mi si presenta uno dicendo che è un mercante di vino. Io ingenuamente, ma seria, gli chiedo<br /> cosa significava essere mercante di vino perchè mi pareva una cosa un po' ombrosa. Ovviamente non serve esser geni per capire che questo cercava titoli, carte o come vogliamo chiamarle e non<br /> vino.<br /> Non c'è da scandalizzarsi perchè sappiamo bene che esistono qui come in ogni realtà vitivinicola, questi raggiri, ma allora io vendo sulla carta 100 hl di Cartizze e poi la x azienda dentro la<br /> bottiglia ci mette ciò che vuole.<br /> E questa è serietà? Il consumatore finale che pensa di bere il vino prodotto in quel fazzoletto di terra viene fregato. Magari dentro la bottiglia c'è anche un discreto vino, è evidente il nome del<br /> produttore, ma non sto bevendo Cartizze. (Ovviamente dico Cartizze, ma potrebbe essere qualsiasi altro vino). Questo è il trionfo del produttore sul cliente. Per fortuna non siamo tutti così!!!<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Certamente ci sono degli interessi dietro, ma se qualitativamente il vino è discreto, non vedo perchè non utilizzare questo sistema. Forse meglio così piuttosto di tante bottiglie a scaffale<br /> esposte a fonti luminose e di calore che devastano completamente il prodotto. E poi da qualche parte bisogna pure iniziare anche se il vetro utilizzato per il vino è niente rispetto ad altri<br /> prodotti.<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Alberta, il problema, a mio vedere, è un altro: un distibutore automatico non ha un marchio, un nome, non rappresenta un uomo... il vino che distribuisce (scusa il gioco di parole) è ANONIMO!<br /> E se domattina la COOP si stanca di trattare con il fornitore pinco palla (magari perchè questi chiede 5 centesimi in più al litro) e lo sostituisce con XY nessuno viene a saperlo... tolti quel 5%<br /> di acquirenti che leggono prima di comperare!.<br /> Ripeto, a mio vedere è il trionfo del punto vendita sul produttore, e questo è grave!<br /> Ciao<br /> <br /> <br />
A
<br /> Caro Andrea tu hai ragione ed hai colto il segno (che io non volevo sottolineare nel post): tutto questa manovra, a mio dire, va SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ad interesse della grande distribuzione,<br /> altro che ambiente ed ecologia...<br /> Se i distributori fossero, come quelli del latte, nelle pubbliche piazze penserei in modo differente, mentre qui sono all'interno della GDO: quella che affossa il prezzo al produttore per avere<br /> maggior utile!<br /> Grazie del tuo commento.<br /> Alessandro<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Ma, scusate l'ingenuità, e il vino sfuso??<br /> Non aveva gli stessi vantaggi in termini di imballaggi?? mi sa che c'è tanto marketing dietro 'sta storia e ben poca sostanza... e poi giustamente, non mi sembra sia il vetro delle bottiglie di<br /> vino ad accumulare chissà quali montagne di rifiuti... che poi il vetro è anche uno dei materiali più facilmente riciclabili.. va beh, notte! chissà che qualcuno mediti nel sonno alle parole di<br /> Huysmans!!<br /> <br /> <br />
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