Sabato ore 13.00, m'incontro casualmente nei dintorni di Treviso con una caro amico che non vedevo da tempo: dopo i soliti convenevoli e rituali che si perpetuano in tali situazioni si decide, data l'ora e la consequenziale assenza della moglie di lui, di fermarci a pranzo assieme.
Lascio a lui la scelta del locale, il quale dirotta per una storica trattoria della zona, locale che negli ultimi anni ha avviato una decisa scelta nella crescita della qualità e dell'immagine: all'arrivo i tavoli che ricordavo coperti di tovaglie a quadri sono stati sostituiti con tavoli più consoni e da candide tovaglie, piccoli mazzi di fiori addobbano le tavole, belle posate e bei quadri alla parete, insomma un miglioramento piacevole senza essere sfacciato.
Appena seduti ci portano dell'acqua ed il menù che leggo con attenzione. Scorgo dei bei piatti proposti a prezzi corretti: molti piatti classici proposti con orgoglio (bravi!) molte rivisitazione dei piatti tipici (un po' meno bravi ma bene) e qualche ritardatario inseguimento di piatti di moda, come l'oramai inflazionatissima tagliata di Tonno scottato con semi di Sesamo o gli immancabili piatti guarniti con Sale di Ibiscus, Sale Rosso Hawaiano, sale rosa Himalayano e chi più ne ha più ne metta! (e qui il bravi non ci sta....).
Al momento di ordinare da bere Mauro guarda me: "non so, devo fare strada per rientrare, pertanto..." neanche riesco a finire la frase che lui chiede mezzo litro di bianco della casa!
"Mauro , va bene che devo fare strada e guidare, ma mezzo litro è quasi un'offesa: senza fretta e pranzando, magari posticipando il rientro potevamo azzardare qualcosa di più che un mezzo della casa... io volevo dire che si doveva ripiegare su di un unico vino, e se ne rimangono 200 cc in bottiglia non andavamo certo in malora!"
Avevo appena finito di pronunciare tale frase che ecco arrivare in tavola la caraffa di vino: basta uno sguardo per capire che il "vino della casa" non è neanche all'altezza di un semplice, industriale e da me non certo richiesto bianco alla spina (pensate voi): si presenta di un giallo spento, scuro, spiacevole al naso e che rinuncio quasi ad assaggiare.
Cerco in carta vini un bianco semplice, vedo un Sylvaner della Cantina di Bolzano il quale costa 4 euro in più del mezzo litro di vino della casa: lo prendo senza respingere la caraffa di "vino" per fare notare la differenza a Mauro. Differenza che salta subito al suo palato ed anche alla sue tasche (4 euro in più, non mille!)
Uscendo mi chiedo perchè quella differenza non poteva notarla anche il gestore del ristorante/trattoria: un vino "della casa" mal scelto può distruggere ogni buona intenzione di miglioramento, sia in cucina che in sala, ovvero meglio avere un onesto vino bianco ed uno rosso al bicchiere, offerti al corretto costo piuttosto che proporre una ciofeca in caraffa che persino l'ultimo degli inesperti rifiuterebbe!
Ma vai a capire gli osti che non arrivano a tale soluzione....
AC