Faccio mio il bellissimo quesito posto, nei commenti inerenti la serata di venerdì, da Renato Carlassara, ovvero quale deve essere la corretta valutazione di un vino molto vecchio: si devono infatti considerare i medesimi parametri di giudizio di un vino giovane, basati sull’equilibrio e la piacevolezza di beva, o si deve necessariamente tenere conto di altro?
Per vino molto vecchio non si deve intendere un vino di dieci, quindici o vent'anni, quello dovrebbe essere, ovviamente non per tutti ma per alcuni grandi vini, il normale periodo di evoluzione (basti pensare ad un Vega Sicilia Unico che non esce dall'azienda prima dei dieci anni) bensì a quei vini che sono oltre la soglia di invecchiamento propria di quella tipologia..
L'esempio più lampante potrebbe essere proprio il Barolo bevuto l'altra sera al Circolo: un 1958, ovvero 52 anni fa, periodo che anche per un ottimo Barolo è di almeno un decennio oltre la media capacità di invecchiamento. Bene, valutereste il vino con lo stesso parametro di un Barolo del 1997 oppure già il fatto che il vino abbia ancora una minima bevibilità è sufficiente per farci ritenere la degustazione come positiva?
E qual è il confine corretto tra il piacere avuto perché il vino risulta bevibile e quello dell'aver perso ogni prerogativa organolettica propria della tipologia cui appartiene?
Mi piacerebbe molto ricevere un commento dalle tante persone abituate a stappare bottiglie vetuste, e perche no, anche il commento di chi ritiene sciocco portare un vino oltre la soglia di quello che dovrebbe essere il suo normale periodo di consumo.
Attendo Vostri pareri.
AC