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Alziamo le mani!

mani
Questa mattina mi trovavo a Treviso per motivi di lavoro, in macchina stavo percorrendo viale MonteGrappa per raggiungere la mia destinazione. All'improvviso la potente fuoriserie che mi precedeva si arrestava di colpo!
Così, senza alcun motivo o problema, creando in me un attimo di apprensione: solo l'immediata frenata (realmente alquanto brusca) aveva preservato il muso della mia auto da un incontro troppo ravvicinato con il paraurti posteriore di chi mi precedeva...
La velocità della frenata era pari alla rabbia che in montava nei confronti dell'altro guidatore: stavo per sbottare (abitudine che non solitamente non ho) in sicura ingiuria contro il conducente dell'altra auto (con certo riferimento alla professione più antica delle terra praticata dalla madre) quando questi, alzando le mani, mi chiedeva perdono per l'errore con quel semplice e sincero gesto (lo si vedeva dall'atteggiamento).
La rabbia mi si è sbollita di colpo, ed anzi ho provato un leggero senso di imbarazzo per l'aver pensato male del guidatore che mi precedeva e della di lui madre (non solo la madre ad essere sinceri...) "sbagliare si può, l'importante è chiedere scusa", vi può essere frase più giusta? Probabilmente, se lo sbaglio è involontario e/o giustificato, no!
 
Mi è subito venuta in mente la discussione avuta martedì sera con l'enologo ed il responsabile commerciale di una nota azienda Veneta.
Con la scusa del parlare del più e del meno (sempre in ambito vinicolo, ovvio) mi ero ritrovato infatti nella sala degustazioni di questa affermata e premiata cantina della mia regione.
L'ora era quella di cena, pertanto subito sono comparsi un piatto di affettato e di formaggio unitamente alle bottiglie del vino prodotte.
Ero già al corrente della nuova impostazione aziendale intrapresa ancora con la vendemmia 2008: vini rossi particolarmente abboccati e calibrati per il mercato orientale, (principale sbocco commerciale) dove sono richiesti tenori zuccherini ingiustificati per i nostri palati e per accompagnare i nostri cibi, e sensazioni fruttate che donano al vino più un sapore da succo di frutta che non quello proprio della bevanda di Bacco.
Come per abitudine non ho espresso il mio commento (cosa che faccio sempre quando un vino non mi piace), ma vista la domanda (come ti sembrano i nostri vini?) non ho potuto soffocare la mia risposta sincera: "sono costruiti bene, ma vanno oltre la concezione di vino rosso che mi appartiene: troppo dolci, addirittura stucchevoli, falsati nei gusti e negli aromi...".
Il viso dell'enologo non creava dubbi, sembrava un "vi sono stato costretto nel produrlo cosi!", mentre il direttore commerciale apriva una educata ma interminabile filippica: "sai Alessandro, queste sono le nuove impostazioni, il vero modo di trattare le nostre uve, bla-bla, bla-bla,"
Sarebbe stata più onesta una bella alzata di mani come quella dello sconosciuto guidatore, ed un sincero "è quello che ci chiede il mercato amico mio, cosa ci vuoi fare?" sarei stato zitto ed avrei brindato alla loro salute.
 
AC 
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A
<br /> Per esperienze vissute, in tante realtà industriali, come a volte anche nella produzione di Prosecco, e un po' meno nelle piccole aziende, ci troviamo difronte a grandi produttori o imprenditori<br /> che senza problemi e in maniera molto sincera riconoscono i loro limiti e l'essere in un certo senso obbligati a seguire le mode del momento. Ma chi stupisce e a me personalmente più infastidisce,<br /> sono questi direttori commerciali, che per loro, vendere patate, vino o scarpe poco cambia, devono difendere il prodotto e non si rendono conto di chi hanno davanti, diventando ovviamente<br /> ridicoli.<br /> Un po' di umiltà e maggior curiosità farebbe bene.<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Caro Alessandro la chiave di tutto sta nel nome del blog, infatti prima del sostantivo "bevitore" viene l'aggettivo "saggio", ma in questo caso è un sostantivo, eccome se lo è!!!! La saggezza ai<br /> giorni nostri è la merce più preziosa, anche se nessuno scambierebbe un briciolo saggezza per una cassa di Chateau d'Yquem...<br /> <br /> <br />
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P
<br /> Mercati grassi chiamano vini ciccioni.....<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Cosa me lo chiedi a fare se poi la mia risposta non ti interessa? Molti si comportano così solo perché ti vogliono mettere in una situazione di controllo e di condizione, in questo caso io arrivo<br /> allo scontro verbale senza risparmio, e pur perdendo su altri fronti, chessò l'affare piuttosto che l'intesa, non mi piego al disegno del mio interlocutore, specie se do fronte a terzi....<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Caro Cantastorie, hai ragione (a proprisot bellissimo il tuo commento all'altro post: anch'io quando stappo una bottiglia vecchia, anzi troppo matura, penso e se l0avesi aperta un anno fa? magari<br /> era tre volte più buona...) proprio per quello io ho scritto che preferivo un'alzata di mani ed una spiegazione.<br /> Forse il mio interlocutore sperava in una mia risposta postiva? Allora voleva solo illudersi!<br /> Magari l'ha fatto perchè è il mondo in cui viviamo: tutti vogliono avere sempre e solo ragione!<br /> Io invece trovo (cosa che mi è realmente capitato leggendo alcuni commenti a ciò che espongo) che il confronto può portarti nel rivedere le tue idee, e quindi sono tornato sui miei passi.<br /> Ed ogni volta che accade alzo le mani e mentalmente ringrazio chi mi ha permesso di correggere il mio pensiero.<br /> Grazie ancora per i tuoi commenti.<br /> Alessandro<br /> <br /> <br />