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Occhio non vede, cuore non duole... (del produttore)

occhio
Se navigate abbastanza in internet, ed il vostro sguardo cade prevalentemente sugli articoli inerenti il mondo del vino, avrete visto in questi giorni i risultati di tantissimi sondaggi promossi e eseguiti per conto di VeronaFiere.
Ovviamente sono sondaggi che verranno presentati ufficialmente in occasione di Vinitaly, nelle varie convention a corollario alla manifestazione.

Premesso che mi sono sempre chiesto chi cavolo va ad ascoltare le convention o i discorsi di apertura la cui noia (per rendermi edotto ho assistito a due di essi, quindi parlo con causa) è senza limite, devo dire che i sondaggi sono i più disparati, alcuni addirittura senza senso se non peggio.

Un esempio? La domanda posta ai lettori maschi di Winenews (che potete leggere qui): "quante donne appassionate o esperto di vino conoscete?"
Sic, doppio sic e triplo SIC, se l'EnteFiera risparmiasse soldi per questi sondaggi ed abbassasse il prezzo del biglietto d'ingresso al Vinitaly sarebbe meglio per tutti noi....

Comunque, tra i sondaggi "seri" ve ne uno che fa riflettere molto, ma fa riflettere se lo leggiamo in modo caustico ed attento, non indossando gli occhiali della Same-Govi che vorrebbero farci vedere le cose in modo differente da quello che sono: il sondaggio rileva come gli acquisti di vini a Denominazione (IGT, DOC, DOCG), da parte del pubblico nella Grande Distribuzione, siano aumentati nell’ultimo anno.
Infatti l'anno 2009 si è concluso con una crescita del 3,9%, in termini di volume, e del 4,9% in valore economico, rispetto all’anno precedente, per i suddetti vini (potete leggere qui l'articolo).

Roberto Bruci, direttore di Aprovito e membro del Comitato Nazionale Vini, dice che il sondaggio non lo sorprende perché puntare sulla qualità e sulla specificità è determinate.
"Possiamo continuare ad essere competitivi e mirare ad espanderci in altri mercati solamente distinguendo i nostri prodotti dagli altri. Non è un caso se, secondo la stessa ricerca, le vendite di vino da tavola generico registrano una flessione del  2,1%”, dice Bruci, e Le denominazioni Dogc, Doc e Igt sono fondamentali e indispensabili per guidare i consumatori nell’acquisto del vino con sempre maggiore consapevolezza. I nostri prodotti si sono affermati nel mondo soprattutto grazie alle denominazioni di origine. Queste rappresentano il legame stretto con il territorio, con i suoi vitigni autoctoni, con le sue tradizioni e con i suoi usi e costumi. Tutto ciò costituisce il valore aggiunto che ci rende vincenti rispetto a tanti altri competitor”.
Tutto bello e tutto dorato? Assolutamente no!
Caro Bruchi, perché non va a fare due chiacchiere con un buyers della Grande Distribuzione?
Sa cosa risulterebbe?
Glielo dico io (nel mio piccolo cerco d'informarmi più che posso): a detta di un responsabile acquisti del comparto bevande-vini di una delle principali catena della GDO Italiana in questo momento il divario tra Vino da Tavola e prodotti a Denominazione è cosi esiguo da preferire l'acquisito dei secondi al posto dei primi.
Vediamo se indovina da solo dottor Bruci: secondo lei il divario si è ridotto perché è cresciuto il prezzo dei Vini da tavola o perché si è abbassato quello dei vini a Denominazione?

Sono certo che ogni lettore ha già la risposta pronta, e credo anche Lei: non si occupa un posto come il suo se non si possiede intelligenza ed esperienza... Vendiamo più vino a denominazione perché le aziende sono costrette a svenderlo, ma non è motivo di vanto!
E’ già, occhio non vede cuore (portafogli) non duole, ma non sbanderiamolo ai quattro venti come se ci fosse da vantarsene!


AC 
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M
<br /> Assurdo, assurdo, assurdo.<br /> Mi piacerebbe conoscere lo stipendio del DOTTORE che si abbandona a queste commenti.<br /> C'è possibilità di rinascere?<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Il difetto sta nel manico.. si fà presto ad essere inseriti in una DOC o in una DOCG ma non basta per ottenere un buon risultato finale.. Sono sempre affari di "famiglia" e mentre il "piccolo"<br /> produttore (in senso quantitativo) si spacca la schiena ed anche la testa per seguire i disciplinari ed ottempere alle normative i "grandi" i "big" del vigneto fanno di sciacquatura di botti<br /> (marogna compresa...) delle DOC da piazzare nella GDO o nelle enoteche di periferia....<br /> <br /> <br />
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