"Semplice, per motivi di studio - medicina. e per professione: sono un anatomopatologo!"
Ancora oggi ricordo perfettamente l'espressione stupita di Mauro, mio "compagno d'esercizi" ad un corso di subacquea, quando uno dei partecipanti ci volle spiegare come poteva essere così preparato sulle domande che riguardavano la fisiologia umana.
Divenni abbastanza amico di quel'anatomopatologo, ed ascoltavo con piacere i suoi racconti nello spiegare esattamente in cosa consisteva il suo lavoro: essere specialista in anatomia patologica (quella branca della medicina che opera per individuare e analizzare le alterazioni indotte da stati di malattia in organi e tessuti) non significa affatto quello che il credere comune gli attribuisce, ovvero che il loro compito principale sia stabilire le cause di morte... quella è solo parte marginale del loro lavoro (in affiancamento al medico legale) e tale convinzione la si deve ai troppi telefilm polizieschi.
Eppure noi, simpaticamente, lo sfottevamo dicendo che lui era "il medico che non sbaglia mai"!
"Troppo facile dire che le cure adottate erano sbagliate e che si proceduto in maniera errata se stai facendo l'autopsia si un cadavere, è come spiegare il problema di un motore dopo che lo hai sventrato completamente in parco demolizioni..." questa la cruda frase che Gigi, meccanico maldestro, ripeteva amò di cantilena!
La figura descritta da Gigi mi è venuta in mente alcune sere finché guardavo un filmato postato su internet: si vede il sommelier, relatore di fama, condurre una verticale, ed in ogni annata deficitaria spiegare gli errori del viticoltore... "il 2007 è stata annata troppo piovosa: il viticoltore doveva vendemmiare con intervalli maggiori...", "il 2005 è stata annata abbastanza calda: bisognava vendemmiare precocemente e non attendere così a lungo", "nel 2009 c'è stata una grandinata violenta in zona, si doveva vendemmiare subito e declassare i vini per evitare di imbottigliare questo vini privo di carattere e troppo difettato rispetto al nome che vanta...."
Insomma, mi sono reso conto che spesso chi parla di vini (e li descrive) lo fa usufruendo di tutte le cognizioni acquisite con il passar del tempo, e ciò è troppo facile rispetto al viticoltore che deve produrre sfruttando l'esperienza, le sensazioni e le previsioni atmosferiche che, in fin dei conti, non sono sempre così certe ed accurate.
Un po' come il medico che ti ha cura finché sei in vita e l'anatomopatologo che lo critica finché conduce l'autopsia sul tuo cadavere......
Salute comunque (in ogni senso)
AC