Domanda semplice semplice del venerdì pomeriggio: se un viticoltore francese di terza generazione, figlio di immigrati italiani stabilitisi nell'alta valle della Garonna (per la precisione a Ramonville Saint-Agne) ed avente lo stesso cognome di un nostro ex glorioso presidente (Carlo A. Ciampi), decidesse di produrre uno spumante e desiderasse chiamarlo con il proprio cognome e con il nome del luogo di residenza qualcuno potrebbe impedirlo?
Forse no, forse si, ma propendiamo per il no, certi però che tale produttore sarebbe svillaneggiato a vita: nessuno sopporterebbe la presa in giro di uno spumante, proveniente dai Pirenei, con un 'etichetta recante la scritta Ciampi-agne....
Come minimo il consorzio di tutela dello Champagne gli scriverebbe una mail quotidiana con all'oggetto "sei ridicolo", ed ogni viticoltore impegnato ad accudire le viti nei pressi de la Montagne de Reims anziché nella Cotes des Blancs lo porrebbe come protagonista delle più irriverenti barzellette, non tanto per aver infangato il nome del loro vino, ma per averne sfruttato le somiglianze fonetiche!
Ora non è assolutamente mia intenzione paragonare il nostro Prosecco allo Champagne (conosco troppo bene le scale dei valori per rischiare un così irriverente raffronto) però mi chiedo quale idea ha spinto un produttore astigiano, di Cannelli, nel porre in commercio uno spumante con il nome Paul Secco... perché non credo sia spumante che egli volesse dedicare al Santo protettore di Canelli (che infatti è San Tommaso, non San Paolo).
Comunque, per fugare qualsiasi dubbio, ho telefono a mio zio Gianni che da oltre 40 anni abita a Toronto, ed oramai parla come gli italoamericani dei film di Michael Cimino, gli ho detto: "zio, pronuncia le parole Prosecco e Paul Secco una dopo l'altra ed in velocità...
E adesso ho la certezza che lo spumante non è dedicato a San Paolo!
AC