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La manifestazione dei viticoltori con gli occhiali...

miopia

Molti lettori di questo blog saranno al corrente della manifestazione attualmente in essere a Milano: Semplicementeuva, manifestazione ideata da Davide Paolini e Piaceri d'Italia per presentare i vini così detti naturali. Lodevole iniziativa ed ottimo motivo di ritrovo.

La cosa che però mi fa meno piacere (come già dichiarato in questo blog) è che questa sia l'ennesima, volontaria, auto-ghettizzazione dei vini così detti naturali rispetto a tutti gli altri!

Qualcuno vorrebbe spiegarmi per quale motivo i produttori che aderiscono a certe metodiche sentono il bisogno di chiudersi in manifestazioni esclusive e loro riservate?. 

Cosa spinge ad erigere continue barriere tra vini "normali" e quelli "naturali"? (cavolo, quanto odio queste pseudo classificazioni: mi sembra di essere un novello Linneo...)

Non certo la paura del confronto visto che molti vini prodotti da aderenti alle filosofie naturali sono tra i migliori del pianeta, ne spero sia per stupido snobismo.... e' forse voglia di deferenziarsi oltremodo? E se sì per quale motivo? Sarà mica la presunta ignoranza del cliente finale...come se questi ultimi non fossero in grado, leggendo in retro-etichetta, di capire quale motivazione spinga un produttore a perseguire una strada anziché l'altra? 

In fin dei conti la differenziazione la deve fare proprio il cliente finale in fase di acquisto, non il produttore in fase propositiva, altrimenti rischieremo di avere sempre maggiori frammentazioni nelle manifestazioni: già oggi noi appassionati dobbiamo dividerci tra mostre per vini "normali" e quelle per i "naturali" (con corse enormi: al venerdì al Merano Wine Festival per i naturali, gli altri giorni per i “normali”... e se vai a visitare Villa Favorita si rischi di saltare il Vinitaly, ecc. ecc.), ma domani cosa ci aspetterà?

Le manifestazioni per vini normali (e naturali) di destra Po separate da quelle della sinistra fiume?

Oppure si organizzeranno mostre espositive per vini prodotti esclusivamente da viticoltori con determinato orientamento politico? (sempre differenziando naturale da normale)

Magari ci saranno quelle per viticoltori rigorosamente Juventini anziché Sampdoriani, Milanisti ed Interisti.... belle anche quelle per vinificatori con i capelli rossi, quelle riservate ai mancini oppure ai miopi, ma con almeno quattro diottrie di deficit, sia chiaro! .

Scherzi a parte per me utente finale è basilare sapere se un produttore coltiva le proprie uve senza utilizzare diserbanti (perché lo comprerò più volentieri) oppure vinificati senza l'impiego di lieviti selezionati (perché magari credo che ciò sia possibile), ma in fase di esposizione, assaggio e confronto non può e non ci deve essere un principio discriminativo altrimenti saremo costretti nel partecipare a ventimila riunioni, manifestazioni, ecc, ecc,. e alla fine ci stancheremo!”

 

AC

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A
<br /> Caro Alessandro, credo ci sia bisogno ormai di andare oltre a queste considerazioni se me lo permetti. Puntualizzare su questi termini, sul perché del bisogno di fare gruppo e comunicare insieme un<br /> etica di lavoro in contrapposizione alle altre. Alla fine è il vino a parlare e il cliente finale a giudicarlo, ma anche il produttore ha tutti i diritti di trovare la strada più “semplice” per<br /> comunicare il proprio lavoro… perché non farlo dal momento in cui viene data la possibilità?! Rispettabile chi decide di fare in silenzio, ma altrettanto chi preferisce una forza comune. E’ bello<br /> andare agli eventi di “vini naturali”, vivi un’altra dimensione, più intima e concreta. Poi anche in questi gruppi c’è di tutto, è normale, ma sta al cliente scremare e selezionare, così come<br /> farebbe in una qualsiasi altra fiera, ma almeno sa che all’interno di quell’evento c’è una pratica, un pensiero, che accomuna tutti. Quei produttori raccontano del loro lavoro, del perché fare<br /> viticoltura organica piuttosto che diserbare, concimare, utilizzare prodotti di sintesi e quant’altro, raccontano i dubbi e il coraggio di fermentare spontaneamente, solforosa si solforosa no,<br /> perché macerare, ecc. Non tutti osservano gli influssi del sole, della luna e dei pianeti, utilizzano il 500 o 501, parlano di biodinamica, ma tutti raccontano semplicemente quello che fanno, senza<br /> critica al mondo convenzionale, loro hanno deciso, chi per moda purtroppo o per un bisogno spirituale, chi per rispetto verso la natura o perché convinto sia l’unica strada per fare il vino che<br /> piace a loro, di lavorare così.<br /> Non vedo alcun principio discriminativo in questi eventi se non, nel caso specifico di semplicementeuva, economico dal momento in cui un giornalista decide di organizzare una tale fiera. Comunque<br /> sia, nei limiti della location e l'impostazione degli spazi, è stato un evento molto interessante.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> cara Alberta, ovviamente rispetto la tua idea, però la penso diversamente: mal sopporto tutto ciò che tende ad isolarsi, pertanto anche queste manifestazioni "chiuse". Sia chiaro che è solo il<br /> mio pensiero (non si può essere d'accordo su tutto: già con piacere il mio pensiero collima con il tuo in tante cose, e questo mi piace) ma vedo sempre più il rischio che si delinei l'assurdo<br /> ragionamento tipo "siccome non partecipa alla nostra manifestazione (oppure associazione, organizzazione o altro) lui non è un vero naturale". In altre parole mi sembra si voglia omologare chi è<br /> naturale e chi no, e finchè la natura è di tutti credo sia giusto che ciò non avvenga!<br /> <br /> <br /> Comunque grazie per avere espresso il tuo pensiero. Ciao<br /> <br /> <br /> <br />
M
<br /> La penso nella stessa maniera perchè so da solo quali sono le ditte normali, biologiche e biodinamiche (e non sono un super informato), mi piacerebbe quindi assaggiarle negli stessi spazi. Deciderò<br /> poi quale acquistare una volta al ristorante o in bottiglieria.<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Sono assolutamente d'accordo e l'ho pure postato già qulache tempo fa sul blog di Paolini. Il vino si differenzia in bevibile, buono, ottimo ed eccezzionale. Punto. Tutto il resto sono chiacchere.<br /> <br /> <br />
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