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Una terrazza a Treviso....

TV-oggiDeviazione obbligatoria. Se già la grande scritta nera su cartello giallo a forma di freccia lasciava poco scampo, ancora meno ne lasciava il torvo sguardo dell'operaio stradale con paletta in mano... men che meno le sue parole una volta che abbassato il finestrino chiesi lumi su come raggiungere la mia meta distante da quel punto appena 100 metri: "mi spiace, non si può passare: la strada è chiusa per lavori e neanche a piedi è consentito il transito, deve rifare tutto il PUT e poi immettersi all'altezza dalla Stazione per giungere dall'altro senso. Capisco che sarebbe più comodo andarci a piedi da qui, ma purtroppo..."

Ligio e rassegnato inverto il senso di marcia della macchina per fare quanto suggerito, ma prima di rifare tutto il PUT (per chi non lo conoscesse il grande senso unico che gira attorno alla città di Treviso), con gesto molto all'italiana, decido di affrontare una piccola stradina che ad immaginazione potrebbe portarmi dove voglio...
In modo sciocco mi improvviso pilota, scopritore e navigatore, quasi fossi un traccia-sentieri alla Parigi-Dakar e non una persona che deve raggiungere un ufficio pubblico in orario utile, "Maledetta la mia stupida idea, a quest'ora avrei rifatto tutto il PUT", dopo dieci minuti si stradine e contro-stradine (che non mi avevano portato da nessuna parte) mi immettevo in una strada senza uscita... a quel punto, rassegnato ed arrabbiato con me stesso, decido di fermarmi e ritornare per la strada suggerita dall'operaio.
Nella manovra di inversione il mio sguardo cade su di un terrazzo al primo piano di un caseggiato: l'inconfondibile sagoma della bottiglia di Dom-Perignon (e l'altrettanto più inconfondibile etichetta) fa capolino sul pavimento, accanto a lei altre belle bottiglie: Moscato Rosa di Franz Hass, Brut Cuvèe di Pojer&Sandri, Merlot di Vistorta, Torrione di Petrolo, un Nacional di Quinta do Noval ed altre grandi bottiglie.
All'improvviso l'arrabbiatura cala, scema, anzi scompare del tutto, e la mia mente corre ad immaginare chi e perché ha bevuto quelle bottiglie.
Quasi un pelo di sana invidia (perché non mi hai chiamato amico?), ma poi il solo pensiero che il proprietario di quella casa sia un appassionato come tutti noi mi fa tornare il sorriso! Ed a quel punto, minuto più minuto meno, chi se ne frega: scendo e fotografo l'oggetto del mio sorriso, le bottiglie, poi risalgo in macchina contento di sapere che delle bottiglie di vino ti fanno tornare il sorriso anche se non ne hai bevuto nemmeno un goccio!
 
AC
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C
<br /> Ieri, ho postato un commento, ma qualcosa non ha funzionato, oggi, ripensandoci mi viene questa battuta:"Aaahh si lo conosco, questo è un tizio che fa paralumi e con le bottiglie ci fa le lampade<br /> per i bar, viene sempre anche da me a veder se gli ho riservato qualche bella bottiglia ...vuota..<br /> <br /> <br />
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