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Il paese delle mediocrità (anche nel vino)

mediocre

Degustazione a casa di un amico: otto i vini da degustare, dieci le persone presenti me compreso. Oltre al proprietario della casa non conoscevo nessun'altro degli altri convenuti: tutte persone, a detta di chi organizzava, alquanto edotte e preparate nei vini e che tra loro spesso si riunivano per assaggi e degustazioni.

All'assaggio ci imbattiamo, a mio dire, in tre vini superlativi (una volta scoperte le etichette si dimostrano tali anche per fama e costo), quattro di ottima fattura ed uno assolutamente mediocre, terribilmente mediocre, nulla di più.

Non un vino prodotto male o con imperizia, solamente frutto di uve banali, specie rispetto a quelle che avevano donato tanto pregio agli altri sette vini degustati.

Terminati gli assaggi iniziamo la discussione, ed espongo il mio giudizio: sui tre vini ottimi noto grandi assensi alle mie parole, sui quattro buoni idem, mentre su quello mediocre vedo gli occhi di tutti abbassarsi e le teste, quasi all'unisono, ondeggiare... dopo un paio di frasi smozzicate sul tono del "non so", "non sono completamente d'accordo" "non mi sembra così cattivo" prende la parola il mio amico e mi dice quanto segue "Ale, non sono d'accordo: il vino non risulta di grande pregio all'assaggio, ma si intuisce un'ottima materia di fondo, una grande possibilità"

La mia secca risposta non poteva che essere una: se prendo un blocco di marmo proveniente dalla stessa cava dove in cui veniva estratti i blocchi utilizzati da Michelanegelo o Canova e ci scalpello per un paio di mesi otterrò sicuramente una scultura, una schifezza di scultura, ma potrò sempre dire che la materia di fondo è ottima...

Chiuso l'argomento e poco dopo ci troviamo a parlare di tutt'altro.

Una volta giunto a casa leggo un sms arrivato nel frattempo sul mio cellulare "il vino era veramente orribile, lo sappiamo tutti, ma lo produce il fratello di uno dei presenti, ed ogni volta che lo assaggiamo, riconoscendolo, evitiamo d'infierire.... ciao", sinceramente quel'sms ha avuto il potere di farmi arrabbiare ancora di più della sciocca difesa ascoltata dal vivo: ma per quale motivo bisogna evitare di riconoscere un limite di un vino solo perché questo viene prodotto da un conoscente?

Per altro la tentata giustificazione era l'esatto contrario della realtà: la materia prima (di fondo....sic) era alquanto povera e limitata, ma la lavorazione risultava più che onesta, ma se questo non si ha il coraggio di dirlo (con educazione e con il dovuto rispetto) il produttore come potrà mai rendersi conto dei limiti del suo vino, rimarrà sempre nella mediocrità....

Riflettendoci in questi giorni mi rendo conto che la mediocrità purtroppo ci appartiene come sistema: nel nostro paese (inteso come nazione) qualsiasi cosa mediocre, se non addirittura peggio, viene giustificata ed elogiata se la si deve a chi si conosce. Siamo capaci di riconoscere ed ammettere la mediocrità solo se questa è frutto di chi nulla ci tange..

Infatti viviamo in un paese dove se viene promossa una pessima iniziativa politica, ma a farlo è il politico che rappresenta il nostro pensiero, lo si giustifica sempre, per contro guai ad elogiare una buona legge o un'ottima iniziativa se questa viene proposta da chi rappresenta la parte contraria al nostro pensiero.

Viviamo in un paese dove se tuo figlio va male a scuola la colpa è sempre degli insegnati impreparati, mai dei limiti di tuo figlio… e sono sempre i figli egli altri quelli maleducati, mai il tuo…

Il nostro è il paese dove le immondizie lungo la strada le gettano sempre "gli altri", mai noi od un nostro familiare, dove il volume fastidioso del televisore nel cuore della notte è sempre quello del vicino, mai del nostro nella notte in cui ci intestardiamo nel vedere la partita in svolgimento dall'altra parte della terra in compagnia di dieci amici... in cui se siamo al ristorante per una cena romantica ci da fastidio il tavolo rumoroso e numeroso posto in fondo sala, ma quando siamo noi a fondo sala con tutti i nostri amici a fare cagnara nulla ci frega delle tante copie che cercano tranquillità! 

Siamo un popolo che giustifica tutto quello che ci aggrada e condanna quello che non ci piace, per questo la mediocrità sta dilagando, ed anche nel vino la mediocrità dilagherà se ci si trova sempre tra amici che promuovono il massimo della banalità solo perché questa viene prodotto dal fratello di un conoscente...

 

AC

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S
<br /> .....in vino veritas...<br /> dicevano gli antichi romani...non era questo il contesto però ad ogni modo il vino credo che vada giudicato con onestà e sopratutto se ci reputa amici la verità fa male ma a volte aiuta a<br /> crescere.....<br /> <br /> <br />
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E
<br /> Guarda, il tuo atteggiamento è stato il più corretto ed onesto. Bisogna fare così, onestà e coraggio di dire ciò che si pensa. A me è capitato con in vino di un produttore che conosco di persona<br /> molto bene: l'ho assaggiato e non mi convinto. Gli ho concesso la prova del nove, assaggiandolo nuovamente dopo 2 settimane. Continuava a non convincermi. Cosa fare? Tacere e dire che era tutto ok?<br /> No, gli ho esposto le mie perplessità e lui ha discusso con me. Amici come prima (spero :-) )<br /> Il vino del fratello di uno dei presenti è pessimo? Se avesse veramente voglia di fare un buon vino dovrebbe ascoltare persone come te che gli dicono "a me non piace x, y e z" e può adottare 3<br /> strategie:<br /> 1) ti sbatte fuori a calci nel sedere<br /> 2) se ne frega e continua a fare ciò che gli pare<br /> 3) ascoltarti e cercare di capire cosa c'è che non va<br /> <br /> Concordo, comunque, sulla scelta di inserire un vino pessimo in una batteria di vini eccelsi... tanto lo indovini subito.. no?!?! Un caro saluto.<br /> <br /> Faber<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Grazie. Aspetto sempre un articolo sui vini della tua regione che più ami: sarebbe un onore per me pubblicarlo! Ciao<br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> <br />
A
<br /> Quel produttore di vino "mediocre" , ha forse dei pessimi amici , poniamo che sia un produttore di vino "comune" , prima (poveretto) lo accostano a grandi bottiglie , poi gli nascondono la verità<br /> (anche in altri campi ... il coniuge è sempre l' ultimo/a a saperlo).<br /> Credo che per migliorarsi (ammesso che a lui interessi) , bisogna spesso confrontarsi con i migliori , le occasioni non mancano , capire cos' hanno gli altri vini per essere migliori e<br /> possibilmente "carpire" almeno in parte da quali fattori deriva la superiorità di certi vini , infine (molto importante) servono anche amici sinceri , come il buon vino .<br /> Salut<br /> <br /> <br />
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C
<br /> concordo in tutto, credo che però sia più onesto dire al tipo che il suo vino non è quel che sembra. farebbe crescere lui e migliorare il prodotto. sempre che a lui interessi di crescere come<br /> persona e migliorarsi, con conseguente miglioramento anche del vino...<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Bel dilemma il tuo Carolina: magari a questo produttore andrebbe benissimo di crescere e migliorare, ma arbitrariamente i suoi amici gli moediscono ciò tacendo la realtà...<br /> <br /> <br /> A proposito di tacere: giovedì o venerdì pubblico un post sul Prosecco col fondo: mi farebbe piacere leggere anche il tuo di parere. ciao<br /> <br /> <br /> <br />
C
<br /> Tutto condivisibile, vorrei fare però un piccolo appunto al tuo amico che, pur sapendo della mediocrità del vino del suo conoscente, lo ha accostato a delle eccellenze, decretandone una fine ancor<br /> più miseramente ignobile....<br /> <br /> <br />
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