Che l’avvicinarsi del Natale comporti un notevole cambiamento su quanto compare sulle nostre tavole è cosa ben nota, soprattutto per quanto riguarda il fine pasto: assieme ai classici dolci natalizi (Panettone e Pandoro sopra ogni altro) fanno la comparsa i vari tipi di mandorlato, tronchetti natalizi, biscotti speziati ed ogni sorte di frutta secca. Nella cena dell’altra sera, complice un delizioso (anche dal punto i vista estetico) vassoio in vimini ricolmo di datteri, fichi secchi, uva passa e mandorle, mi è venuto l’idea di aprire, dopo parecchio tempo dall’ultima volta, una bottiglia di Primitivo Passito dell’azienda Vinicola Savese, il Mamma Teresa!
Un vino che si presenta di un bel rosso rubino con unghia leggermente aranciata, di olfatto intenso, con sensazioni di ciliegia, prugna disidratata, marinelle, mirto di rovo seguito da una moltitudine di spezie: cannella, chiodi di garofano e pepe. In bocca si propone pieno, completo, denso, con un ottima corrispondenza gusto olfattiva e persistenza finale degna di nota. Il Primitivo passito l’ho conosciuto proprio grazie al produttore di questo vino, Vittorio Pichierri, quasi vent’anni orsono, nel corso di un Vinitaly, e da allora non è mai scemato l’entusiasmo per questo vitigno. Il Mamma Teresa viene prodotto con uve sovra maturate in pianta: dopo il periodo di appassimento sulla pianta, l’uva viene vinificata con metodi tradizionali attraverso una fermentazione a temperatura controllata (20/22°C). Il vino viene conservato in contenitori interrati vetrificati ove avviene la maturazione e l’affinamento. Per una parte si completa l’invecchiamento in barriques e giare in terracotta esaltando le caratteristiche intrinseche del vitigno. Giunto a maturazione, viene stabilizzato e imbottigliato a freddo per non alterare le sue caratteristiche naturali.
Mi permetto di consigliavi questo vino con la frutta secca, come sopra scritto, oppure con pasticceria secca di mandorla, amaretti e crostate di frutta, a degna conclusione di un grande pranzo natalizio.
AC