750 grammes Tutti i blog Blog migliori Cibi, bevande e gastronomia
Tutti i nostri blog di cucina Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Pubblicità

Nel vino "piccolo" è sempre buono e "grande" sempre cattivo?

grand2

Prendo spunto da un passaggio del commento espresso dall’amico Massimo in riferimento all’articolo  Abbiamo assaggiato ed oggi... giudichiamo! per farmi (e farvi) la seguente domanda: ma nel vino è proprio vero il postulato piccolo = buono e grande = cattivo?

Il commento di Massimo, supportato anche da un intervento dell’amica Alberta (entrambe persone che hanno la mia più completa stima, che di vino ne capiscono assai e con cui mi pregio di confrontarmi spesso), si riferiva al fatto che nell’ultima degustazione del nostro Circolo avevamo degustato dei vini provenienti da cantine troppo grandi per esprimere, a sua detta, “vera qualità”, questo il passaggio che mi da lo spunto per il presente post: Trovo che il piccolo produttore con le sue esigue bottiglie prodotte si possa permettere più della grande cantina di fare i vini a sua immagine e personalità. La grande cantina inevitabilmente deve ospitare tra i suoi clienti tanti più estimatori e bevitori possibile quindi il gusto ne risulterà inevitabilmente standardizzato e smussato. Auspico un ritorno a quei piccoli e buoni vini di piccoli produttori che lavorano con il cuore e con l'anima per trarre un prodotto ricco di personalità e carattere.

Caro Massimo (ovvio che la domanda la pongo a te in modo retorico: in realtà la esprimo a tutti, me medesimo per primo) ma siamo certi che un vino prodotto in grandi numeri sia per forza standardizzato e smussato? E se la risposta fosse un sì quale la differenza numerica tra “un piccolo produttore che lavora con il cuore e con l'anima per trarre un prodotto ricco di personalità e carattere” ed un grande produttore? (che, ha mio dire, può lavorare con pari anima e cuore).

Se produci meno di 30.000 bottiglie sei un piccolo produttore mentre se ne produci di più sei di grande dimensione? Oppure ci spostiamo a 50.000 bottiglie? Magari 100.000… ed a quel punto siamo certi che il vino prodotto in maggior quantità sia privo di personalità e carattere?

Riguardando un po’ di dati ne “I grandi vini del mondo” ho trovato i seguenti numeri: 180.000 le bottiglie prodotte di media da Chateau Haut-Brion,  200.000 per Chateau Latour, Margaux e Lafite Rothschild (cadauno, ovvio) a cui dobbiamo aggiungerne altre 40.000  per arrivare alla produzione di Mouton Rothschild… sono forse vini privi di carattere e personalità?

E che dire delle oltre 300.000 bottiglie di Lynch-Bages o le 400.000 di Chateau Pichon Longueville?

Due dei vini che più mi hanno impressionato in vita mia per personalità e carattere, oltre che per bontà, ovvero Vega Sicilia Unico e Chateau Cheval Blanc, (parlo di Cheval Blanc, vino per cui Walter Eigensatz - non certo l’ultimo degli ultimi - ha espresso la celebre frase “ci sono ottanta Clos Vouget, ma un solo Cheval Blanc) vengono prodotti in numero che si aggira attorno alle 100.000 bottiglie annue… , se devo avvalorare la frase piccolo = buono, cattivo = grande devo presupporre di aver preso un granchio mostruoso oppure essere rimasto impressionato dal nome la volta che li ho assaggiati, ma so bene che la realtà non è ne una ne l’altra! (entrambe bevuti in degustazione cieca la volta che ne rimasi folgorato)

Tra l’altro Cheval Blanc fa parte di quel gruppo (LVHM) che produce globalmente svariate decine di milioni di bottiglie l’anno, tra cui Yquem e Krug. Vogliamo forse sostenere che Yquem non è vino che emoziona? Ed il Krug Clos du Mesnil? L’emozione che ti provoca sorseggiare questo vino è forse inferiore a quella che si prova bevendo una chicca di Jacques Selosse oppure di Jerome Prevost?

Quando pronunciamo l’assioma espresso nel titolo non vorrei fossimo tutti vittima della provocatoria frase del grande Veronelli, ovvero meglio il peggior vino del contadino del miglior vino dell'industria, frase che aveva una logica provocatoria fine a se stessa ma che però viene usata come dogma solo quando serve a supportare una certezza che quasi sicuramente non esiste. 

 

AC                                                                                                   (immagine a corredo raccolta dalla rete)

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
M
<br /> Ciao Ale, leggo solo adesso che il mio commento ha portato alla creazione di un trhead apposito.<br /> Sono commosso......<br /> Gli esempi che fai sono tutti calzanti per obiettare il mio pensiero però tutti i vini da te citati sono vini terribilmente costosi.<br /> A dire il vero a questo punto auspico una verticale di Chateau Haut Brion al posto della verticale del Lugana di Cà dei Frati il prossimo anno per smentire le mie affermazioni in modo definitivo.<br /> <br /> <br />
Rispondi
G
<br /> Non ho letto tutti post per ragioni di tempo per cui mi scuserete se dovessi ripetere concetti già espressi da altri. Dal mio punto di vista la qualità del vino non si misura in ettari posseduti ma<br /> dal bicchiere. Quando degusto non mi chiedo mai quanti ettolitri ne vengano prodotti o quanto costi il vino, ma mi concentro su ciò che il vino sa trasmettere. E' vero che in molti casi i piccoli<br /> produttori sono in grado di darmi dellle risposte in termini emozionali meravigliose questo perchè avendo una produzione limitata sono in grado di operare un'adeguata "assistenza" il quantitativo è<br /> per così dire a misura d'uomo. Le grandi produzioni che lavorano onestamente hanno la possibilità di poter scegliere tra le numerose vinificazioni derivanti da altrettanti vigneti posseduti.<br /> Purtroppo però aziende grandi con un controllo ferreo sono poche. Al circolo abbiamo avuto degli esempi bellissimi di grandi produzioni ad alta qualità, Ferrari, Ca dei Frati, giusto per citarne<br /> alcuni capaci anche di esprimere il loro terroir. Ma il discorso sarebbe complesso...<br /> <br /> <br />
Rispondi
A
<br /> Credevo tra le righe d'aver risposto alla tua domanda ma forse non è stato così.<br /> Non sono nessuno per dare degli assoluti ma parlo sulla base del mio gusto, del mio pensiero per quanto possa essere non condiviso o addirittura errato.<br /> Alla tua domanda rispondo senza dubbio no.<br /> Se non provo fascino verso l'industria che può produrre anche un gran bel vino e tutto il resto è assai mediocre non significa che quello che per me è mediocre per i più sia cattivo, tutt'altro.<br /> Ognuno guarda, beve e pensa sulla base delle sue esperienze, del proprio percorso, delle proprie aspettative, del suo gusto, con i propri occhi, il proprio palato e il proprio cuore.<br /> Concordo completamente con quanto Longe dice.<br /> Io non confonderei le due realtà completamente diverse che possono ovviamente coesistere ed ognuna ha un senso d’esserci. Secondo me la differenza determinante non sta nella quantità di bottiglie<br /> prodotte ma nel valore dell’essere vignaiolo, legato alla sua terra e alla sua vigna, pur producendo centinaia e centinaia di bottiglie, e l’essere esclusivamente trasformatore, se pur di piccola<br /> quantità.<br /> <br /> <br />
Rispondi
L
<br /> Partendo dal ribadire che non sono le dimensioni dell’azienda che fanno o no il vino buono, ma la serietà di chi ci lavora oltre alla fortuna di avere i terreni adatti, vorrei esporre la mia<br /> modesta esperienza. Nel frequentare cantine per acquistare bottiglie da bere a casa, ho visitato sia "grandi" aziende che piccoli produttori. Nel primo caso ho sempre parlato semplicemente con i<br /> commessi dello spaccio senza avere mai nessun contatto reale con chi realmente produce il vino. Con i secondi, invece, spesso ho passato interi pomeriggi con il produttore a girare tra i filari e<br /> la cantina, parlando di vino, di quel territorio e tante altre cose, portando a casa non solo bottiglie ma anche preziose esperienze.<br /> Ribadisco che il vino nella bottiglia è sempre lo stesso, a prescindere dalle dimensioni del produttore, ma bere il vino di cui ho conosciuto il terreno e il territorio, tramite un confronto<br /> diretto con il produttore, hanno, per me, un valore aggiunto che definirei di tipo "culturale” e siccome ritengo che il vino sia anche cultura, non sottovaluterei questo aspetto nella discussione<br /> del blog sul tema " meglio i piccoli e grandi produttori?"<br /> <br /> <br />
Rispondi
C
<br /> <br /> Longe, partendo dal fatto che la sua frase "non sono la dimensioni dell'azienda che fanno o no i vini buoni, ma la serietà di chi ci lavora oltre alla fortuna di avere i terreni adatti" è da<br /> incorniciare (ed è forse la soluzione a quanto pubblicato) come darle torto? E' fuori dubbio che vivere un vino, girare la cantina ed il vigneto sono valori aggiunti unici. Mi permetto però una<br /> piccola aggiunta: anni fa in Toscana ho visitato un'azienda forte di qualche centinaio di ettari di terreno, di cui quasi 70 a vigneto... fortuna, casualità oppure altro il giorno in cui la<br /> visitammo il proprietario era presente in azienda, e colpito dalla passione mia e degli amici che erano con me non esitò nel farci visitare vigneti, cantina, sala botti, ecc. ecc. come se la sua<br /> fosse un'azienda da 4 ettari. A volte anche i grandi possono comportarsi da piccoli, e questo è un bene<br /> <br /> <br /> <br />
G
<br /> Come produttore preferisco i piccoli produttori, quelli che conoscono ogni propria singola vigna, ma quelli piccoli sul serio hanno al massimo 3 ettari, di più una persona non può coltivarne. Se<br /> però vinifichi sono già troppi... ed allora qual'è il limite tra piccolo ed il grande?<br /> Però tu hai ragione Alessandro, come si fa a stabilire una misura per chi da emozioni e chi non ne da? Una volta ho bevuto un Quinta, del Porto, che era unico, emozione allo stato liquido, e<br /> l'azienda che lo produce è la seconda del Portogallo.<br /> Chi pota non vendemmia, chi vendemmia non vinifica, chi vinifica non invecchia, eccetera, eppure aveva ANIMA da vendere.<br /> Adesso scendo in caneva per un assaggio, magari mi si schiariscono le idee.<br /> Bravo, continua così<br /> <br /> <br />
Rispondi