Complice un rientro a casa anticipato sabato sera, alle 23.45, mi sono ritrovato nel guardare il Premio Internazionale del Vino 2010, per l'occasione trasmesso su RaiUno, e devo confessare di aver visto uno spettacolo al limite del patetico....
Non patetico il Premio in se, vi mancherebbe, ma patetico è stato il voler snaturare il momento clou (quello trasmesso in televisione: ovvero l'atto della consegna dei premi) per adeguarlo ai ritmi, ai tempi ed alle richieste generaliste (vedi cantanti) imposti da mamma Rai, cui, se ne sono accorti tutti gli spettatori, nulla fregava di tale premio!
Fossi l'Aldo Grasso di turno potrei spiegarvi anche evidenti errori tecnici: pessime inquadrature, palcoscenico che sembrava quello di Sanremo del 1980, interventi saltellanti, ecc (di sicuro la Rai non avrà impiegato mille telecamere ed il loro miglior regista) ma questo poco centra, vado al nocciolo: cosa ci si aspetta di vedere nella consegna del Premio Internazionale del Vino? Semplice, la consegna dei premi!
Quindi interviste ai premiati, considerazioni, valutazioni, motivazioni, ecc. ecc. ovvero il vino ed i produttori protagonisti assoluti, invece vino e produttori sono stati relegati al ruolo di comprimari, per lasciare spazio ad interviste ed interventi che nulla centravano con tale premio.
La simpatica Elisa Isoardi ha dedicato più tempo per presentare ed intervistare chi doveva consegnare i premi (Al Bano, Eleonora Daniele, Federico Quaranta, Veronica Maya, Mimmo Locasciulli, Pierluigi Diaco, ecc.) rispetto a chi il premio lo riceveva: insopportabile sprecare 5 minuti per avere la ricetta (errata) dello Spritz da Eleonora Daniele e poi dedicare metà tempo al produttore che doveva ricevere il premio dalla Daniele stessa, assurdo inframmezzare (e perdere tempo) le premiazioni per ascoltare i pur ottimi interventi musicali del quartetto di Giuliana Soscia e Pino Jodice Italian Tango Quartet: bravi fin che vogliamo, ma che c'entrano con il vino?
Forse che al premio Luigi Tenco anziché a qualsiasi altro festival o concorso della canzone intramezzano le canzoni per trasmettere una degustazione guidata?
Ve lo vedete che ad Umbria Jazz (la Soscia è fisarmonicista jazz) tra una canzone e l'altra intervenga un relatore AIS, ONAV o altro per spiegare le differenze tra Sancerre e Pouilly-Fumé?
Il trasmettere televisivamente (male) il Premio Internazionale del Vino nulla ha dato se non un immagine di scarso peso del movimento, al più ha dato lustro (e sensazione di potere: approdare a RaiUno anche se a condizioni capestro non è da tutti) a chi lo ha organizzato, ma la gloria di uno non può essere sacrificata al ridicolo di tutti.
L'orologio si sta avviando verso l'una del mattina, la trasmissione finisce: oltre il Brenta ed il Piave ci sono saette da far spavento e cumoli imponenti e spaventosi che oscurano il cielo... questa notte, in qualche parte della DOC Breganze oppure nella DOCG Prosecco, sarà grandine e tempesta, e già immagino gli attimi struggenti e le preghiere (o le imprecazione) dei viticoltori che, naso al cielo, attendono lo scatenarsi della tempesta: se Dio vuole sarà pioggia e raccolto salvo altrimenti ci sarà la perdita di un anno di lavoro.
E qualcuno a Roma, facendo intervenire Federico Quaranta o Mirella Sessa è convinto di aver rappresentato il mondo del vino: che errore!
AC