E' una settimana che rimugino sull'opportunità di pubblicare il post a seguire: un po' perché il mio pensiero è lungo da riassumere in un semplice post, un po' perche mi spiace attaccare chi ha idee contrarie alla mia, tergiversavo... ma è inutile, visto che il mio pensiero rimane tale e quale e meglio dire ciò che penso: le campagne "pro consumo intelligente del vino", promosse dai produttori vitivinicoli sono (come diceva Fantozzi) delle boiate pazzesche!
Anzi, viste con reale senso critico sono solo delle iniziative spinte dall'abitudine (imperante negli ultimi anni) dell'essere retorici oltre ogni limite.
Tutto nasce dall'aver letto il programma della riunione FIVI su Vino al Vino (qui), riunione in cui, invece di parlar di vino come ci si aspetterebbe da bravi produttori come quelli presenti in FIVI, si è parlato di "bere consapevole". Già la frase bere consapevole è un ossimoro: l'alcool è una sostanza esogena che a nulla serve dal punto di vista della funzionalità fisica, e men che meno è quell'alimento che può migliorare la nostra salute, pertanto se uno volesse essere "consapevole" dovrebbe evitare di bere in toto, detto questo però scrivo (e confermo) che nessun studio scientifico riuscirà mai nel dimostrare che due bicchieri al giorno abbiano il potere di accorciare il periodo di vita di un adulto fisicamente sano.
In compenso, emozionalmente, moralmente, psicologicamente parlando, non esiste alimento che abbia potere pari a quei due insostituibili bicchieri di vino, perché nessun alimento vanta come il vino (come scriveva il grandissimo Hugh Johnson) la possibilità di bandire gli affanni!!
E se qualcuno ha dei dubbi sull'importanza avuta da questa bevanda nella storia dell'uomo si rilegga i primi 5 capitoli de La Storia del Vino (sempre dell'autore britannico) per convincersi che senza vino l'uomo odierno non sarebbe tale.
Finita la premessa rientro nel discorso: ma perché dei bravi produttori (tra cui vanto molti conoscenti ed amici) come quelli di FIVI devono riunirsi per parlare di "bere consapevole".
Perché qualche deficiente imbottito di alcool è andato fuori strada e si è ammazzato? (o peggio ha ammazzato qualcuno?) o qualche ragazzotto ubriaco ha avuto comportamenti cretini (cretino qual'era!) bisogna che tutto il resto del mondo debba imparare a bere in modo consapevole.
Non è colpa dei produttori di vino o di superalcolici (dopo domani scriverò anche in merito a questo discorso, che si sta tramutando in un'insensata "guerra dei poveri") se qualche scemo è stato educato male ed ha combinato un guaio. Guaio che, come sempre, si vuole addossare all'intera società, al sistema che fallisce, alla "mancanza di responsabilità dei soggetti terzi" (che cavolo di frase è?) ecc. ecc. ecc.
Io, letteralmente cresciuto in un mezzo al vino ed ai superalcolici (per motivi del lavoro dei miei genitori), non ho mai avuto bisogno del "bere consapevole", perché mi è stato insegnato dalla mia famiglia come gestire il mio bere: zero incidenti in macchina, zero ritiri di patente, zero denuncie per ubriachezza molesta, atti indecorosi o altro, mai neppure un richiamo... e come me ci sono decine e decine di milioni di persone!
E adesso per colpa di 5.000 deficienti (forse sono mille, ma dai, abbondiamo) siamo tutti messi alla gogna, allo sberleffo, all'indice?
Smettiamola con questa retorica per cui è sempre colpa di un'altro, dei media, delle abitudini sbagliate (imparate da chi?): se uno beve troppo i casi sono due: perché è scemo oppure perché non è stato educato, ma la colpa non è dei produttori di vino, bensì delle famiglie, dei genitori!
Se un ragazzo va male a scuola è colpa dei compagni, degli insegnanti, dei cattivi compagni, mai però del fatto di essere svogliato o peggio somaro... anche nel bere è così?
Bevo perché è di moda ha detto un ragazzo in un intervista trasmessa da un TG qualche giorno fa, io non vorrei bere ma se non lo faccio mi sento escluso....
Uno così non dovrebbe sentirsi escluso, dovrebbe sentirsi un coglione, perché in effetti lo e! (scusate la parola, ma come posso definirlo un essere simile?)
Domai parliamo dell'impiego dell'etilometro, metodo assurdo (non per i risultati, ma per il principio) ed anche qui vedremo l'incongruenza di tante cose...
Siamo la società della retorica, e se fossi un vignaiolo col fischio che promuoverei il "bere consapevole".
A domani.
AC