Mi chiedo (anzi vi chiedo) se la campagna promossa dall'Ulss 9 di Treviso contro l'assunzioni di prodotti alcolici in stato di gravidanza, rientri tra le corrette Pubblicità Progresso oppure sia meramente uno cavolata colossale! Senza voler minimamente difendere l'errata abitudine di assumere alcool durante lo stato di gravidanza io propendo per la seconda ipotesi!
Innanzitutto in cosa consta questa campagna choc promossa dall'Ulss 9? In un feto immerso in un cocktail alcolico (per la precisione uno Sprizz), anzichè essere nel grembo rassicurante della sua mamma, con accanto la scritta Mamma Beve Bimbo Beve.
Il perché della mia perplessità è presto detto: come si comporta una ragazza o una donna quando si accorge di essere incinta? Corre immediatamente dal proprio medico e/o ginecologo, il quale la indirizza ai colleghi preposti ad assistere la futura mamma in ogni momento della gravidanza, ed ognuno degli specialisti che incontrerà le ripeterà, alla nausea (forse derivano da qui le nausee da gravidanza?) gli accorgimenti che dovrà adottare: eliminare e/o limitare al massimo il fumo, eliminare e/o limitare al massimo l'assunzione di alcolici, seguire un regime alimentare appropriato, ecc. ecc.
Già questo mi induce a pensare che il poster non serva alle future mamme, serve unicamente a lanciare l'ennesimo avvertimento a noi tutti (lo Stato pensa forse di avere un popolo di ubriaconi? magari non hanno tutti i torti visto che continuiamo a sopportare una classe dirigente che non ci merita) nell'assumere meno alcool. Noi tutti, non solo le neomamme!
Per altro la campagna parte con il piede sbagliato: uno sprizz ha mediamente una gradazione tra i 7 e gli 8 gradi alcolici, viene servito con abbondante ghiaccio (come nella stessa foto della campagna promossa dall'Ulss) e pertanto la gradazione si riduce ulteriormente... ieri sera mi sono preso la briga di andare in due bar, ordinare uno sprizz e misurare (guardato in modo cagnesco dagli esercenti) la quantità di prodotto che mi avevano servito: tolto il ghiaccio e l'arancio avevo 12 cl di prodotto in un bar e 14 nel secondo (andrò sempre nel secondo d'ora in poi), se chi ha ideato la campagna pubblicitaria avesse un minimo di erudizione in materia capirebbe che il rapporto alcool introdotto con lo sprizz "incriminato" è nettamente minore ad pari calice di vino servito negli stessi bar, ed infinitamente ancora meno alcool rispetto alla somministrazione di un limoncino o di un amaro "di fine pasto"
Vero, forse di sprizz ne bevi anche due, di superalcolici o bicchieri di vino ne assumi uno solo, ma io credo che una futura mamma, nelle cui orecchie rimbombano le raccomandazioni dei medici, si limiti ad uno, probabilmente nanche a quello.
Pubblicità che andrebbe cassata, nel vero senso della parola!
AC