1° PARTE
Sarò esplicito, e magari un po' antipatico, ma mi chiedo il perché quando si parla di vino si debbano inventare e scrivere così tante cazzate... (termine sdoganato, nella sua forma più acerba, ancora tanti anni fa dal mitico Cesare Zavattini, quindi nessuno si scandalizzi!).
Quella di oggi (di cazzata) è il decalogo eco-friendly del vino, un modo esterofilo (abbiamo esaurito le parole del nostro splendido vocabolario?) per dire che puoi essere un bevitore di vino ed un amico dell'ambiente se rispetti certe regole...
Innanzitutto un appassionato di vino è sempre amico dell'ambiente: i nemici dell'ambiente bevono cola e succedanei delle spremute prodotte con aromi di sintesi e acido ortofosforico, non certo il vino! Per diventare ancora più amici dell'ambiente c'è solo un'unica via, diventare astemi e bere acqua di fonte ... non certo quella imbottigliata! (P.S. personalmente però non ho nulla contro chi beve cola o succedanei vari!)
Comunque il decalogo, che potete leggere qui e qui, cita i seguenti punti che vediamo nello specifico: 1° Accorcia le distanze negli acquisti (ovvero compera solo il vino prodotto vicino a casa)
Potrei fare anche il bravo e dire che la norma mi va bene: in fin dei conti la mia non è la situazione peggiore, visto che sull'uscio di casa producono Prosecco DOCG (vino che non baratterei mai) ma se vivessi a Milano anziché Napoli oppure Londra e Berlino, che bevo? Cosa vendemmiano a chilometri zero?
E se abitassi a Venezia? Solo vino da uva Dorona? Ma siete scemi, quella è peggio di un'uva da tavola!!!!
Siamo seri, il bello del vino sta proprio nel poter assaggiare un alimento che viene prodotto a centinaia di chilometri di distanza, se non addirittura a migliaia, e magari berlo a decenni di distanza da quando è stato prodotto! Profumi ed aromi lontani nello spazio e nel tempo, se togliamo questo abbiamo tolto quasi tutto al vino. Chi ha scritto questa "regola" conosce il vino peggio di quanto io conosca la teoria di Michio Kaku sulle superstringhe applicata alle leggi quantistiche....
Capisco adesso perché è stata elencata come proposta numero uno: perché è cazzata numero uno! (quella che merita tale posizione)
2° Prediligi la viticoltura biologica e biodinamica
Tasto dolente.... io prediligo un vino non per come si coltiva la vigna, ma per come si comporta all'assaggio!
Non ho mai comperato un vino, e non l'ho mai rifiutato, solo perché biologico o biodinamico... se chi coltiva il vigneto inquina poco o addirittura nulla non posso che ringraziarlo profondamente, ma se chi lo coltiva usa prodotti autorizzati e nei limiti concessi dalla legge, che gli posso dire?
Anche se non amo la sua azione non posso dire nulla!
Questa è una bella proposta, ma è formulata molto male, in modo demagogico!
3° Sceglie le cantine con certificazione ambientale (ISO 14001 o EMAS)
Questa invece non la capisco proprio... dovrei scrivere un post di 400 pagine per spiegare perché rifiuto la certificazione e perché le certificazioni sono iniziative prive di senso (idee formulate da chi siede ai piani alti) il massimo della burocrazia... Voi lo vedete un contadino (come ve ne sono) che pota con le forbici a mano, concima con (poco) letame delle sue vacche o meglio ancora dei suoi cavalli, tratta (poco) con la pompa a spalla, vendemmia manualmente, pigia-diraspa e torchia con strumenti a mano, ma che ha bisogno di un pezzo di carta rilasciato da un burocrate per dire "sei certificato dal punto di vista ambientale?"
Cogito ergo sum: non ho bisogno di una certificazione per sapere che esisto.. come non ho bisogno di una certificazione (che per essere redatta consuma quintali di carta e fa muovere - in auto - un bel po' di consulenti) per dire che non inquino!
Il rifiuto dell'inquinare comincia dal rifiuto di certe scelte consumistiche, e le certificazione sono tra le prime!
(se sono stato troppo cattivo ditelo!)
4° In alternativa, guarda alle cantine enviromental friendly (ovvero le cantine che pur non avendo nessuna certificazione adottano pratiche ecosostenibili)
Unico punto sino ad ora con un può di buon senso.. significa che forse c'è ancora luce per la razza umana pensante in modo autonomo? Forse si (ma forse però!).
5° Le bottiglie? Solo se in vetro alleggerito
A questo punto perché non la damigiana? Comperare il vino sfuso è il vero essere eco-sostenibili....
Il vetro leggero è si un aiuto per l'ambiente, ma molto limitato: il vero segreto sta nel riutilizzo della bottiglia (prima ancora del riciclo) ed il riutilizzo predilige le bottiglie pesanti, quelle che si rompono più difficilmente e si possono lavare in modo più energico.
Maggior peso uguale maggiore robustezza, maggiore robustezza uguale meno rotture... meno rotture uguale a maggior numero di ciclo di riutilizzo!
Eppoi sapete quante idee valide ci sono per non gettare una bottiglia? Guardate qui!
Comunque, se questi sono i primi 5 punti, chissà cosa devo aspettarmi dagli altri... lo vedremo domani!
AC