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Vino: parlarne è facile, venderlo... molto meno!

vendere

Quasi ogni mattina, nella piacevole (anche anche se antelucana) ora che dedico alla lettura degli wine blog, mi imbatto in qualcosa che riguarda (direttamente o indirettamente) la parte commerciale del vino: post dove si commentano e si criticano le idee e le proposte di vendita di cantine o gruppi, dove si dibatte di prezzi di vendita, con enormi brontolii se questi sono troppo bassi o troppo alti, oppure dove si snobbano le ultime idee che tanti ricercano per vendere meglio e con maggior profitto.
Ed a me sovviene una curiosità: ma tutti costoro che parlano (e sparlano) sono mai "andati a vendere" del vino?
Sono mai entrarti da un grossista dove la prima cosa che ti viene chiesta è "quanto mi costa e quanti cartoni me ne mandi in omaggio?" (del pagamento non si parla: è sottointeso che avverrà alle calende greche).
Si sono mai seduti, per ore, nella sempre squallida anticamera di qualche buyer della GDO (credo esista un tacito accordo nel realizzarle: sedie bianche, pareti bianche, luci al neon, unico punto di colore lo sporco attorno all'interruttore luce) per poi udire le inudibili richieste avanzate?
Sono mai entrati nell'enoteca dove il proprietario, esasperato dalle tante ore di lavoro, invita i venditori nel tornare la settimana seguente perché esausto? (non sapendo che chi aveva di fronte era più esausto per i 600 chilometri del mattino e le 15 visite commerciali già fatte).
Sono mai stati al cospetto dal ristoratore dove, se il tuo vino è richiesto ed il prezzo gli va bene, sei il suo più grande amico altrimenti sei uno dei tanti?
Scommetto di no.... forse per questo a loro riesce tanto facile commentare: perché non sanno!
Il sottoscritto, l'ho sempre dichiarato, non ha nessun interesse commerciale nel vino (ne direttamente ne indirettamente) ma mi è capitato tantissime volte di assistere alle situazioni che sopra riporto, e forse per questo mi astengo dal formulare critiche ingiuste e spesso inutili.
Il vino lo si deve produrre, ed è cosa difficile, lo si deve produrre bene ed al prezzo corretto, ed è cosa ancora più difficile, ma soprattutto lo si deve vendere e si devono incassare i soldi, e questo vi assicuro è molto difficile.
Pensateci wineblog, pensateci... 
 
PS: ovviamente ci sono proprietari di enoteche, ristoratori e grossisti con cui lavorare è un piacere, quindi non facciamo di tutta l'erba un fascio... quanto sopra si riferisce ai soliti noti! Per i buyer della GDO tale eccezione non c'è, purtroppo.
  
AC
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G
<br /> Quanto è vero ciò che scrivete tuttavia mi premo sottolineare alcuni punti. Un vino o qualsiasi altro prodotto non è che si vende o non si vende ma o è venduto o non viene venduto. Cerco di<br /> spiegarmi meglio. Il vino più di qualsiasi altro prodotto ritengo che chieda una professionalità molto alta per essere proposto e richieda altresì la ricerca del segmento giusto di mercato dove<br /> collocarsi. Non potrò mai vendere un vino col tappo a vite di un noto produttore vicentino in un wine bar di città come non potrò vendere champagne al bar parrocchiale (a meno che non sia gestito<br /> da un oste appassionato). Nel vino si tratta di cuicire addosso all'esercente il vino più adatto alla sua realtà. Lo scoglio più duro è come dice Ale vincere la naturale diffidenza degli esercenti<br /> nei confronti dei venditori. E' pur vero che ho conosciuto venditori di vino che tutto avrebbero potuto fare nella loro vita tranne vendere il nettare di Bacco. Sono cambiate le cose anche qui sono<br /> cambiate le dinamiche di vendita.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> e già, avete tutti ragione, sono daccordo con voi, ma vi siete mai chiesti perchè quando si va al ristorante o a qualsiasi altro punto di vendita vini, supermercati, alimentari, enoteche, ect, se<br /> lo fanno sempre pagare subito il vino. Oppure vi siete mai chiesti perchè il cameriere porta quasi sempre la bottiglia già stappata.<br /> E già, loro vogliono il vino, non gli interessa se buono o cattivo, basta che costi poco, tanto lo pagano, forse nel giro di qualche anno, e se li prendi pure i soldi, intanto loro lo vendono dici<br /> volte tanto. Esempio prezzo di un Fiano di Avellino in cantina 5 o 6 euro, in un ristorante a Rona o sul lago di Garda 40 o 50 meuro, naturalmente vino ancora da pagare alla cantina.<br /> Vi sembrano fesserie, vero, ma questa è la realta dei fatti. Il nocciolo duro o marcio, è proprio il ristoratore o il punto finale di vendita, Ma a questi tanto nessuno li controlla, a loro gli va<br /> sempre bene, un pranzo a questo un pranzo a quello ed è tutto OK.<br /> E già sono ancora qua.<br /> Questo sistema non fa altro che aumentare la crisi e la disoccupazione, ma nessuno se ne occupa.<br /> Ciao Antonio. Ah dimenticavo a chi non piace questo discorso non deve far altro che non leggerlo.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Antonio, chiariamo una cosa: chi scrive è perfettamente d'accordo con quanto lei dice! Forse ha letto il post in modo troppo precipitoso per rendersene conto, ma l'articolo evidenzia le<br /> difficoltà di vendere (e di farsi pagare) come sarebbe giusto. Se legge un po' di vecchi articoli vedrà che più volte evidenzio quanto lei dice. E nessuno si permetterà MAI di scambiare per<br /> fesseria la decuplicazione di una bottiglia di vino dal produttore al prezzo ristorante.<br /> <br /> <br /> Continui a seguirci, vedrà che il nostro pensiero è più simile di quel che le sembra in questo momento.<br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> <br />
P
<br /> Già, e qualcuno grida allo scandalo perché si vende (svende) una bottiglia a 4,50 euro...<br /> <br /> <br />
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P
<br /> Si, è vero: troppo facile parlare di vino, troppo difficile venderlo. Vorrei vedere certi WB alle prese con i grossisti che ci sono nella mia provincia cosa argomenterebbero...<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Ogni giorno, il mondo è metà da vendere e metà da comperare... per ogni "mona" che si sveglia sono già desti due "figli di venditrice" che sono alla ricerca spasmodica del "primo"... non fa difetto<br /> il venditore di vini...anche se la maggior parte degli enotecari, dei ristoratori e dei osti lavora per hobby, quando sentono l'odore del venditore di vino si allungano loro miracolosamente i<br /> canini e diventano ferocissimi..... (parole sentite da un amico che da 30 anni vende vino..)<br /> <br /> <br />
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