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Vino: visioni distorte!

binoculars

Mi chiedo, con sincera curiosità, a quale Vinitaly abbiano partecipato molti giornalisti i cui articoli sono pubblicati in rete in questi giorni.... entrare in internet ed avere un'idea più che rosea del mondo del vino è tutt'uno!
Si va dall'intervento della Stampa link nel quale ci viene raccontato che, a detta del Presidente Napolitano, il vino crea ricchezza, per passare a quello del Corriere del Veneto link secondo cui il comparto vino sta creando tantissimi nuovi posti di lavoro (+ 50%!!!!!) con boom di richiesta per l'assunzione di enologi sino a quello di Newsfood link dove ci comunicano che i segnali di ripresa sono effettivi!
E vi assicuro che di articoli simili ne è piena la rete oggi.
Dopo averne letti un bel po' mi rifaccio la domanda d'apertura... a quale Vinitaly avete partecipato? Di certo non al mio: sarà dovuto al fatto che sono persona che non rientra negli schemi, o forse perchè oltre alle realtà affermate io vado a curiosare anche negli stand delle aziende minori, fatto si è che la situazione non è proprio così rosea come viene dipinta... sono passato dai racconti di amici pugliesi i quali mi raccontavano come l'uva per vini da tavola della loro zona sia stata pagata 14 centesimi al chilo a quella di amici siciliani i quali mi raccontavano che l'uva del loro distretto sia invece stata valutata 10 centesimi al chilo, salvo non essere poi pagata perchè la crisi costringe molte cantine (ovviamente le sociali) nel chiedere rinvii per la liquidazione del dovuto.
Situazione che migliora di poco in centro e nord Italia, perchè, in ogni caso, c'è sempre qualcuno disposto (magari per disperazione) nel fare un prezzo più basso del tuo...
Neanche all'estero le cose promettono bene: la Spagna, che a detta di molti opinionisti economici sarà il prossimo paese sottoposto alle speculazioni economiche dopo la Grecia, sta svendendo il proprio vino a quotazioni che coprono il 20% dei costo sostenuti per arrivare alla vendemmia! 
Ed il vino crea ricchezza?    
Certo qualche isola felice c'è, qualche azienda che prospera esiste, ma da qui a dire che la situazione è felice e positiva ce ne corre, e molto!  
 
AC 
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M
<br /> Il problema non sta nel mondo del vino ma secondo me va oltre, forse ai confini della filosofia del commercio attuale. Dipende, caro Alessandro, dall’ ottica con cui analizzi i dati. Purtroppo<br /> molti imprenditori nel loro business quotidiano utilizzano un'equazione a mio modo molto rischiosa ossia: volumi=guadagni. A mio avviso tale equazione è molto rischiosa e a lungo termine, nel mondo<br /> "globalizzato" in cui viviamo controproducente. Giustamente come dice Giampi il vignaiolo che si accontenta e cerca il massimo dal suo prodotto senza cercare i volumi piazza tutto il suo prodotto e<br /> magari ad un buon prezzo. Io lavoro in un settore ormai alla frutta che è quello dell’automotive che, a causa della continua ed esasperata ricerca dei volumi ha finito per scoppiare. Allora pongo<br /> questo quesito: è meglio produrre 1.000.000 di bottiglie e venderle ad 1 euro o 100.000 bottiglie e venderle a 10 euro? Economicamente è lo stesso ma finanziariamente è diverso ed una verità l’ha<br /> detta Massolino nel corso della serata in cui è intervenuto. Ossia il fatto che il vignaiolo, essendo imprenditore, alla fine deve fare i conti con le banche e presentarsi a loro come produttore da<br /> 1.000.000 di bottiglie suona in maniera differente che dire di essere un produttore da 100.000. Credimi sono convinto che chi, anziché cercare la qualità di ciò che produce cerca la quantità sarà<br /> sempre destinato a soffrire specialmente nei momenti di difficoltà come quello che stiamo economicamente vivendo. A presto.<br /> <br /> <br />
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C
<br /> <br /> Caro Mauro, il tuo ragionamento fila e non fa una grinza, ma se applicato al mondo del vino non è più così performante: una delle aziende<br /> meridionali di cui scrivevo produce 105.000 bottiglie, non certo tante, e tutte da uve di loro vigneti, di qualità notevole (rientrano in quasi tutte le guide, se non in tutte, e spesso con<br /> valutazioni notevoli) eppure soffrono.<br /> <br /> <br /> Per contro alcune aziende del Valdobbiadenese, produttrici di Prosecco, forti di oltre 2.500.000 bottiglie, di cui poche<br /> decine di migliaia da vigneti di loro proprietà, stanno prosperando... e nella media sono considerate aziende non particolarmente votate alla ricerca della qualità... ed allora mi<br /> chiedo "chi ha ragione"?<br /> <br /> <br /> Certo non saremo noi a risolvere il quesito con questo post ed i vostri graditi commenti, ma di certo non possiamo neanche semplificare, come<br /> hanno fatto i giornali citati, titolando a tutto spiano che il vino gode di ottima salute!<br /> <br /> <br /> Almeno non ovunque!<br /> <br /> <br /> Grazie del tuo commento.<br /> <br /> <br /> Ale<br /> <br /> <br /> <br />
G
<br /> Comunque nelle esposizioni dei vini naturali le cose erano differenti. Per quanto riguarda Villa Favorita c'era un bel ottimismo. Ho parlato con molti produttori nessuno mi ha detto di essere messo<br /> male. Il fatto è che questi vignaioli hano poche migliaia di bottiglie da vendere e crisi o non crisi le vendono tutte con tempi più o meno lunghi. Chi si lamenta probabilmente ha in carico qualche<br /> milione di boccie ...<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Concordo Giampi, purtroppo tu sai bene che la realtà la si fa anche con i grandi numeri.... nel caso delle aziende meridionali ti assicuro trattarsi di piccoli artigiani della vigna, che proprio<br /> perchè fuori dai contatti che contano soffrono di più...<br /> <br /> <br /> Guarda il caso Porthos: quanti piccoli produttori bravissimi sono attualmente pieni di lavoro, ma se la rivista per cui tu scrivi non li avesse fatti conoscere ad un pubblico di appassionati<br /> sarebbero dove sono ora? E' un discorso che potremmo continuare per ore... anzi, lo faremo! Ciao <br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> <br />
C
<br /> I due punti di osservazione non fanno che mettere i risalto un aspetto: il valore aggiunto, se non lo crei, non trai profitto... vedi la quarta e la quinta gamma...<br /> Se sei un produttore di vino, in bottiglia, di qualità, e ti affidi ad una buona organizzazione commerciale,(interna od esterna...) puoi trovare soddisfazone (anche economica), è altresì evidente<br /> che se vai a vendere uva al meglio il discorso è diverso... In ogni caso la stampa<br /> dovrebbe essere sempre ottimista, non come quella parte dell'informazione catostrofista che muove sempre verso la jattura....<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Quando mai la stampa ha una visione reale e sincera delle cose?!!!<br /> Comunque sia, da nord a sud, credo che il mondo del vino sia davvero una delle poche realtà che possono in un certo senso permettersi di sorridere. Con sforzi e sacrifici, ma già l'essere stati<br /> presenti a Vinitaly, il permettersi quell'investimento, vuol dire che tanto male non va!<br /> <br /> <br />
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