Nel corso dell'inaugurazione dell'Antica Fiera di San Gregorio a Valdobbiadene (TV), il ministro Luca Zaia ha spiegato le prossime mosse per porre la tutela del nome Prosecco.
Al fine di evitare l'usofrutto della parola Prosecco da parte di Cinesi, Brasiliani, Sud africani, e perchè no, di produttori ubicati in zone non votate della vecchia cara Europa, l'unico sistema a suo dire è il ricondurre la derivazione del termine Prosecco al paesino Carsico da dove sembra avere origine il vitigno.
Questo per fare in modo che ci sia un origine geografica, e non terminologica legata al vitigno, della parola Prosecco.
Gli unici problemi, se così vogliamo chiamarli, sono due: il primo è che il paese di Prosecco dista circa 170 km da Valdobbiadene, il secondo è che in quella zona il vitigno coltivato si chiama Glera.....
Nessun problema: con piglio inusitato rispetto ai suoi predecessori il Ministro ha collegato, con una DOC specifica, la zona di Prosecco con quella di Conegliano-Valdobbiadene (che diverrà DOCG) e, come spiegato domenica nel corso della fiera, chiederà la cancellazione del vitigno Prosecco a vantaggio del vitigno Glera, da cui sostiene, esso deriva!
«Il vitigno si chiamerà Glera, siamo di fronte a dei momenti storici». le parole con cui ha aperto il suo discorso.
«Riflettete e se avete bisogno verrò ad una riunione con tutti voi per inquadrare il futuro che ci vuole dare la riserva del nome del Prosecco. Il 14 marzo si svolgerà una audizione in Camera di Commercio a Treviso. E' un altro determinante passo in avanti del percorso per la riserva del nome». Il 22 marzo, invece, ci sarà la riunione del Comitato vini: «Non toglieremo per il momento il nome del vitigno Prosecco, ma introdurremo il nome che prenderà la sua barbatella e cioè Glera». Sarà un altro dei passi decisivi affinché il Prosecco non sia più il vitigno, ma un vino eccelletene legato alla sua zona di produzione.
Staremo a vedere.
AC