Come segnalato sugli eno-appuntamenti descritti venerdì scorso oggi pomeriggio, a Palazzo Roccabruna, si svolgerà quella straordinaria operazione che è la spremitura dei grappoli di Nosiola appassiti con cui verrà prodotto il Vino Santo Trentino: nel rispetto della disciplinare ma ancor più della tradizione locale nel giovedì della settimana Santa!
Un'operazione che racchiude un senso mistico che travalica la semplice meccanicità del gesto: non si spreme solo un uva bensì si traguarda uno sforzo lungo un anno, dalla potature delle vigne alla raccolta, dall'appassimento in graticcio sino all'operazione di introdurre l'uva nel torchio.
Ma vediamo un po' come si arriva alla spremitura....
Il luogo dove nasce il Vino Santo Trentino è la Valle dei laghi situata laddove il lago di Garda sembra indicare, con la sua "punta", la strada per arrivarvi.
L'uva Nosiola, vitigno autoctono, viene coltivato dal lago di Garda su per Toblino, Santa Massenza, fino a Vezzano, la maturazione lenta è caratterizzata da notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte e dall'azione regolatrice, sul clima diurno, dato da "l'ora del Garda" un vento temperato di tipo Aliseo che quotidianamente risale la valle e che consente di evitare quei ristagni di umidità che tanto effetto nefasto hanno sull'uva e sulla vite.
L'uva Nosiola viene lasciata in pianta sino ad ottobre, quando inizia la vendemmia con un'attentissima selezione delle uve che vengono riposte in apposite cassette e trasferite in locali detti " fruttai": qui i grappoli di Nosiola vengono collocati su telai in legno detti "arele" e lasciate appassire per cinque o sei mesi.
Durante l'appassimento le uve vengono attaccate dalla muffa nobile (la Botrytis) che ne migliora ulteriormente le qualità organolettiche. L'azione combinata del tempo, dell'aria e della Botrytis, provoca un calo di peso dell'uva, oscillante fra il 50% e l'80%: il che significa che con 100 kg di uva fresca, si possono ottenere solo 15-18 litri di mosto di Vino Santo. Dopo alcuni giorni dalla pigiatura, il mosto viene separato dalla parte torbida, decantato e travasato in piccole botti di rovere. Qui inizia la fermentazione naturale, che, per l'elevata concentrazione degli zuccheri, procede molto lentamente per più anni.
Indubbio il risultato: un vino che disseta il corpo ma soprattutto l'anima.
AC