750 grammes Tutti i blog Blog migliori Cibi, bevande e gastronomia
Tutti i nostri blog di cucina Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Pubblicità

Piano... piano, dolce Carlotta.

E' scena abbastanza comune in cui incorrere nel tardo pomeriggio, meglio nel preserale, è scena comune nel dopocena, è scena ricorrente dopo una certa ora: locale alla moda (il tanto vituperato wine bar), musica di sottofondo, bella gente nell'aspetto, nei modi (probabilmente) un po' meno.

Il gruppo di giovanotti che domanda alla donzella, firmatissima nel vestire, riconosciuta tra decine di altre avventrici, se desidera qualcosa da bere.

La risposta, scoperto guardando l'evolversi delle scene, un calice di vino rosso! (sicuramente lei avrà chiesto un rosso barricato, sic!).

Il cameriere arriva dopo pochi minuti, appoggia il sottobicchiere, il calice, i tovagliolini per pulirsi le labbra, e la classica coppetta di patatine (ma che c'azzecca?).

La ragazza dopo un paio di sorrisi, e di sguardi verso i suoi ammirati anfitrioni, afferra il calice nel centro del balon disdegnando il gambo (anzi, forse penserà che cotanto gambo serva per aumentare la distanza dal tavolo) e con fare aduso e quasi perfetto sorseggia, senza la minima annusata, metà calice.

Dopo pochi minuti ripete il gesto, e con due soli sorsi il bicchiere è vuoto.

 

 

Mi viene in mente il titolo del film di Robert Aldrich: "Piano... piano, dolce Calotta" perché, sostituendo il nome del personaggio impersonato dalla grande Bette Davis, con quello della graziosa protagonista della scenetta prima descritta, si poteva girare un cortometraggio su come non tracannare un vino.

Degustare, è ovvio, era termine sprecato.

 

AC  

 


Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
A
E' indiscutibile quanto tu dici! <br /> Forse sono stata fraintesa. Per chi ama il vino, come noi, è normale avere questa forma di rispetto.<br /> Volevo però dire che questo nettare di vigna, unico secondo me per la sua eleganza e capacità, quasi magica, di catturare e trasformare in un liquidi fantastico, l'espressione del cielo, del terroir e dell'uomo, dovrebbe essere visto e vissuto anche con occhi più semplici...ma non di certo banali.
Rispondi
A
Tutto vero quanto hai scritto, ma non possiamo pretendere che tutti abbiano questa sensibilità e rispetto verso un calice di vino. Importante che ognuno di noi sia spontaneo in ogni suo gesto. Preferisco che una non annusi e afferri il calice dal centro piuttosto che lo faccia senza capire ciò che sta dentro il bicchiere e cosa attimo dopo attimo il vino le sta regalando. Infondo il vino è piacere e convivialità! E poi difronte ad una bella ragazza, penso che qualsiasi maschietto gurderebbe ben altro, non tanto come tiene il calice!!!
Rispondi
A
<br /> Non voglio passare per giudice inflessibile delle abitudini altrui, tutt'altro (non solo non voglio, ma non ho neanche titolo per ergermi a tale ruolo) il problema sta nel fatto che la donzella ha<br /> trangugiato in modo tale che qualunque bevanda lei avesse avuto nel bicchiere (Aranciata, Birra, Vino, Cola, Distillato, Acqua) nulla sarebbe cambiato: due sorsi e fine!<br /> Traccanare per il gusto di ingurgitare è il primo sistema per "sballare", come fanno nell'Europa del nord: dop ocena vanno in un Pub, un locale, in discoteca, ordinano 5 bicchieri a testa di super<br /> alcolico o birra ad alta gradazione oppure vino (ma il vino costa un pò troppo per fare tale "gioco") e giù, tutto d'un fiato.<br /> Vince chi finisce per primo i 5 bicchieri.<br /> Cosa vince? Credo la gara della stupidità!<br /> <br /> P.S. non condivido la tua conclusione: a me piace moltissimo guardare come una persona beve (anche una bella ragazza) si intuiscono molte più cose di quel che può sembrare... <br /> <br /> <br />